Latte vaccino dopo i 12 mesi: nuove indicazioni

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Sul latte vaccino si è sempre detto tutto e il contrario di tutto. Negli anni 70 -80 veniva dato ai lattanti non allattati al seno, indipendentemente dall’età. Poi si è data l’indicazione alla somministrazione dopo l’anno d’età. Ora si ritorna prepotentemente a parlare di latti di proseguimento. Qualcuno pensa sia un business delle aziende farmaceutiche. 
Premetto che ho introdotto il latte vaccino nella dieta dei miei figli ai 12 mesi, in aggiunta al latte materno. Supernano fino ai 6 anni beveva mezzo litro di latte al giorno suddiviso in due biberon da 250 cc mattino e sera. Non ho mai pensato fosse troppo anche perché latte e yogurt lo hanno “salvato” nei periodi di digiuno. Una volta abbandonato (su mia imposizione) l’amato biberon, inevitabilmente è stata ridotta anche la quota di latte assunta. Cresce ed è sempre cresciuto bene, assolutamente non obeso, con un numero di infezioni molto limitato. Microba abbandonato il seno, non ha mai voluto il latte dopo cena; ma lei ha un altro fisico e mangia in maniera diversa rispetto al fratello.
Ora, se qualcuno mi chiede, io non posso far altro che raccontare la mia esperienza: in casa nostra i latti di proseguimento non sono mai entrati.
Le nuove linee di indirizzo del Ministero della Salute sull’alimentazione nella prima infanzia sconsigliano il latte vaccino nel primo anno di vita e lo indicano con cautela a partire dal secondo anno.
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Calo ponderale fisiologico del neonato: a cosa è dovuto?

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Con il termine “Calo ponderale fisiologico del neonato” si intende la conseguente e inevitabile diminuzione del peso di un neonato alla nascita.
La perdita di peso inizia nelle prime 24 ore di vita e il valore minimo si registra dopo 3-4 giorni; dopo questa fase, il peso inizia di nuovo a salire, raggiungendo valori tra 160 e 50 g la settimana. Il peso della nascita indicativamente viene recuperato al decimo giorno e da questo momento in poi avrà una crescita costante.
Il calo ponderale è fisiologico se non supera  il 10% del peso alla nascita nel neonato a termine mentre nel neonato pretermine la riduzione può arrivare fino al 15-20% del peso alla nascita.
Il calo fisiologico dipende da diversi fattori, che si sommano tra di loro nei primissimi giorni di vita. 

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Arriva il bebè. Cosa mettere nella valigia per l’ospedale

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Non sono certo la persona adatta a dare consigli sulla valigia per l’ospedale quando si va a partorire, sia perché con supernano ho preparato le ultime cose proprio pochi secondi prima di uscire, fra una contrazione e l’altra, sia perché ormai i miei ricordi dell’ultimo parto risalgono a oltre 5 anni fa. Non che nel frattempo sia cambiato molto, i neonati si vestono sempre nello stesso modo e anche alla mamma servono le stesse cose.
In genere, durante i corsi preparto, alle gestanti viene fornita una lista di elementi, oggetti e indumenti utili per il ricovero in ospedale, sia per il bebè sia per la futura mamma. Questa lista è variabile a seconda della struttura: per esempio in alcuni ospedali i pannolini sono forniti dall’ospedale stesso, in altri no.  Per una corretta organizzazione, si consiglia di cominciare i preparativi almeno a partire dal settimo mese di gravidanza, e di prediligere un borsone morbido, più adatto agli spazi degli armadi di un ospedale.
Ma cosa mettere in valigia? È bene preparare una lista distinta per la mamma e per il bebè.

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Quanto latte in formula deve bere un neonato?

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Nel neonato allattato esclusivamente con latte in formula (quindi senza latte materno) è possibile calcolare la dose di latte per ciascuna poppata in 2 modi differenti, ma egualmente validi e semplici:
1) Si prende il peso del proprio bimbo espresso in grammi (ad esempio se il neonato pesa kg 3,900 si considera la cifra 3900 grammi) e si divide per 10. Al risultato ottenuto si somma il numero fisso 250: si otterrà così la quantità di latte necessaria nell’arco delle 24 ore. Ottenuto questo quantitativo giornaliero si divide per il numero di poppate che si è soliti dare al piccolo e si ottiene la dose di latte approssimativa a poppata.

2) con il secondo modo si prende invece il peso del neonato espresso in kg, lo si moltiplica x 160 e lo si divide per il numero delle poppate.
Se ad esempio il neonato pesa 4 kg lo si moltiplica per 160, il risultato va diviso per il numero delle poppate.     

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Mamma che latte! Parte la campagna di promozione dell’allattamento al seno

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Mi sono sempre fatta promotrice  dell’allattamento al seno, ne ho scritto in diversi post e non mi sono mai tirata indietro nel raccontare la mia esperienza, di quanto all’inizio, con il primo figlio sia stata dura, di quanto spesso mi sia trovata sola, di quanto sarebbe stato molto più facile cedere al biberon.  Ma  ho sempre creduto nel valore aggiunto del latte materno, non tanto per le varie dicerie sulla maggiore intelligenza dei bimbi allattati al seno rispetto ai bimbi allattati artificialmente o sulla protezione dall’autismo (per citare alcuni esempi di articoli usciti in questi anni)  ma in quanto è il solo alimento che si adatta perfettamente (per digeribilità, apporto nutritivo, garanzie igieniche) alla fisiologia del neonato  durante tutta la crescita perché il suo contenuto varia durante il giorno e nei primi mesi. Contiene inoltre anticorpi e altri fattori protettivi che aiutano il bambino a combattere le infezioni.

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