Maternità: allattare e lavorare è possibile

allattamento materno e lavoroQualche giorno fa  leggendo il blog di Mamma Piky , mi è tornato in mente che da tempo avevo in cantiere un post che non avevo mai finito, dal titolo “Maternità: allattare  e lavorare è possibile”.

Ecco è il momento buono per concluderlo…

Una delle domande peggiori che una neo mamma si può sentire rivolgere è “quando torni al lavoro?” e secondariamente “e come farai con il bambino?”. Non che non ci si pensi, ma appunto perché, soprattutto al primo figlio, è una situazione che genera ansia non c’è bisogno di sentirselo ricordare costantemente da amici e conoscenti.

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Latte artificiale: istruzioni per l’uso

Latte artificialeSi parla sempre di allattamento al seno ma quando una mamma per scelta o obbligo usa il latte artificiale spesso non è informata sulle più banali norma di preparazione. Non bisogna infatti dimenticare che i latti formulati non possono essere trattati come normale latte vaccino: il loro principale problema è l’ipotetica contaminazione batterica. I latti liquidi già pronti sono sterili fino alla loro apertura mentre quelli in polvere non sono sterili e la polvere può essere contaminata fin dalla sua produzione in fabbrica da un normale battere (del gruppo enterobacter) presente nell’ambiente.

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Le ragadi

Ragadi e ragadi interneLe ragadi sono dei taglietti che si formano facilmente sul capezzolo della neomamma nei primi giorni di allattamento; possono arrivare a sanguinare e sono molto dolorose, pertanto rappresentano un serio ostacolo al proseguimento dell’allattamento.

Cause

  • errata postura del bambino durante l’allattamento: è necessario che il neonato si attacchi al capezzolo prendendo in bocca l’intera areola, e non solo la punta sporgente mentre la mamma dovrebbe sorreggere con le dita la mammella per facilitare la suzione
  • il mantenimento della stessa posizione durante le diverse poppate
  • poppate troppo lunghe: la durata delle poppate non deve superare i 15 minuti per capezzolo e questi devono essere rigorosamente alternati
  • un eccessivo sforzo del bambino durante la suzione secondario a un ingorgo mammario
  • l’uso di reggiseni troppo piccoli, che costringono il seno più che contenerlo Continua a leggere: Le ragadi…

Attenzione alla tiroide per chi è alla ricerca di un bambino

patologia tiroideaRacconto questa storia perché è a lieto fine e mi è tornata alla mente dopo aver letto degli studi su patologia tiroidea e fertilità. Due anni fa un’amica mi raccontò che era alla disperata ricerca del secondo bambino. Si era recata ovunque aveva fatto centinaia di esami e non si capacitava del perché nonostante non ci fosse nulla di anomalo il bebè non arrivasse. Non era certo “vecchia” e la prima bimba era arrivata subito, quasi senza averla cercata. Le chiesi se avesse controllato gli ormoni tiroidei, ricordandomi di un’infermiera del mio ospedale che aveva tribolato molto ed era riuscita ad avere un bimbo dopo diversi aborti e dopo aver aggiustato il dosaggio del farmaco della tiroide diverse volte.

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Ingorgo mammario e dotti galattofori otturati nel periodo dell’allattamento

Ingorgo mammario e dotti galattofori otturati nel periodo dell'allattamento

L’ ingorgo mammario si ha quando, durante il periodo dell’allattamento, il latte tende a ristagnare nei dotti galattofori e negli alveoli ghiandolari, causando un aumento della pressione all’interno dei canali del seno. Si crea quindi un rallentamento a livello venoso e linfatico con spesso una diminuzione della produzione di latte.

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