Pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere

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La notizia di cronaca di oggi è una di quelle che mi affranta molto come medico e come mamma: pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere: 18 arresti.

I carabinieri dei NAS di Livorno hanno arrestato 18 persone (messe tutte agli arresti domiciliari) per corruzione nei confronti di 12 pediatri.Secondo le indagini i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto di quello materno  in cambio di viaggi costosi e regali di lusso.  I carabinieri hanno dimostrato l’esistenza di un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per i regali ai medici: smartphone, computer, condizionatori, televisori.

Sono arrabbiata come medico perché io metto sempre la passione nel mio lavoro, i pazienti al primo posto e mai ho prescritto o prescriverò qualcosa solo per avere in cambio un favore. Lo sanno bene gli informatori farmaceutici a cui è addirittura capitato di sentirsi dire che mai avrei scritto il loro farmaco perché inefficace. O al contrario è capitato che continuassi a scrivere alcuni prodotti anche se quell’informatore non passava più nella mia zona o aveva cambiato azienda. Il mio motto è “prima di tutto la salute del paziente”. E devo dire che in genere la mia franchezza è apprezzata. 

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Prevenire allergie e diabete: si inizia con allattamento

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Di allattamento al seno ho già parlato, anche tanto. E tanto se ne parla. Sui blog, nei forum, sui siti medici. Se ne continuerà a parlare tanto. Per mia esperienza l’unico luogo dove invece si spendono poche parole è proprio quello dove l’argomento dovrebbe essere trattato in maniera più approfondita possibile: dal pediatra. E per pediatra intendo sia lo studio dei pediatri di base sia i pediatri ospedalieri alla dimissione post nascita. Eppure dovrebbero essere proprio i pediatri a confortare, aiutare ed educare le neomamme. A spiegare l’importanza di un allattamento al seno che non dovrebbe essere abbandonato alla minima, comprensibile e normale difficoltà. Da qui il supportare. La prevenzione contro infezioni, allergie o malattie come l’obesità e il diabete inizia infatti con l’allattamento al seno.

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Allattamento al seno: la mia esperienza

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Questo post partecipa all’iniziativa  #Ioallatto alla luce del sole 2014 – Come partecipare
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Sono una fan dell’allattamento al seno, ne ho sempre parlato nei miei post, l’ho consigliato alle neo-mamme e talora incoraggiate. Ma…. C’è un ma: non ho mai nascosto le difficoltà, non ho mai sciorinato tipo corona di rosario le gioie, solo le gioie. Ho cercato di dire quello che spesso viene omesso e che diventa poi causa di tanta disperazione o di abbandoni. Perché se lo conosci…non lo eviti.

Supernano nacque un giovedì notte. Era un bel bambino di 3330 kg. Un bel bambino molto affamato. Domenica mattina, alla dimissione senza dirmi nulla in particolare, anzi senza dirmi proprio nulla, mi prescrissero il latte artificiale. E così cominciò il mio calvario. Avevo in mano un pezzo di carta con un prodotto ma non sapevo né perché dovessi darlo a mio figlio né tanto meno il modo e la quantità. E l’essere medico non era certo di aiuto. Sono pneumologa ma soprattutto allora ero solo una mamma confusa. La  mia superamicapediatra (SAP), prontamente contattata, stava facendo la tesi di dottorato proprio sull’ allattamento materno mi disse “ma no, lo scrivono a tutti (????), aspetta la montata lattea e tutto si risolve”. E così fu. Ma supernano dopo i primi giorni di quasi calma continuava a piangere. Le ipotesi si sprecavano: otite? Infezione delle vie urinarie? Coliche? Chiamai ancora una volta SAP  che mi consigliò la cosa più banale: la doppia pesata. Supernano piangeva per la fame. “o lo attacchi al seno ogni volta che piange o gli dai un po’ di latte artificiale”.

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Allattamento e rischio carie

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Che la medicina spesso sia tutto e il contrario di tutto è una bella verità, così come è noto che in medicina 2+2 non fa 4. E questo è tanto più vero quando si tratta di bambini. Ai miei tempi (oddio come mi sento vecchia a dire così) le donne in gravidanza non avevano tante paturnie su cibo, vaccini, malattie; i bambini venivano svezzati a 3-4 mesi, l’allattamento a richiesta era un’eresia. Tutto questo comporta innumerevoli scontri con madri e suocere che “come i figli li ho cresciuti io, nessuno….”. A parte le battute, anche solo nell’arco di qualche anno molte indicazioni sono date in maniera diversa.
Ricordo ancora con una certa ansia la frase pronunciata al corso pre-parto quando aspettavo supernano “in Africa allattano fino a 5 anni, figuriamoci se non potete riuscirci voi. ed è bene andare avanti fino ai due anni e oltre”. Continua a leggere: Allattamento e rischio carie…

Maternità: allattare e lavorare è possibile

allattamento materno e lavoroQualche giorno fa  leggendo il blog di Mamma Piky , mi è tornato in mente che da tempo avevo in cantiere un post che non avevo mai finito, dal titolo “Maternità: allattare  e lavorare è possibile”.

Ecco è il momento buono per concluderlo…

Una delle domande peggiori che una neo mamma si può sentire rivolgere è “quando torni al lavoro?” e secondariamente “e come farai con il bambino?”. Non che non ci si pensi, ma appunto perché, soprattutto al primo figlio, è una situazione che genera ansia non c’è bisogno di sentirselo ricordare costantemente da amici e conoscenti.

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