Quando il bambino si ammala troppo spesso

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È un argomento “trito e ritrito”, ma praticamente sempre attuale ogni anno. Non sono pochi infatti i bambini che nel periodo invernale presentano numerosi episodi di infezioni respiratorie talora anche a distanza molto ravvicinata.  Il bambino sta sempre male e la febbre si può presentare anche ogni 2 o 3 settimane e con essa il raffreddore e la tosse. Questa situazione si verifica più facilmente nei bambini che frequentano l’ Asilo Nido o la Scuola dell’Infanzia, mentre diventa via via meno frequente nei bambini più grandi che hanno ormai sviluppato un elevato numero di anticorpi utile a proteggerli contro numerosi germi. La maggior parte delle infezioni respiratorie del bambino piccolo è dovuta ai virus e contro questi, è ormai noto, non vi sono terapie efficaci. L’unica soluzione è aspettare che passino da sole. Banale? Forse. Ma comunque un bel problema e per i genitori che lavorano e che non possono contare sull’aiuto dei nonni nella gestione del piccolo costretto a casa.

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I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare

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Le gastroenterite sono fra  le patologie più temute sia per la virulenza e contagiosità, sia per il fatto che non hanno stagione; ho scritto diversi post sull’argomento e più volte ho ammesso di cercare di stare alla larga da chi ne è affetto come se fosse “un appestato”: non passa anno infatti senza che io ne sia colpita in uno-due episodi.
Oggi non parlo di cause o terapia, bensì di prevenzione. Continua a leggere: I probiotici prevengono la diarrea nei bambini in età prescolare…

I pediatri dicono si all’asilo nido, ma con alcune attenzioni

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Ho più volte detto di quanto la mia esperienza all’asilo nido sia stata positiva e che secondo me i pro superano i contro fra le varie scelte per un piccolo nel momento in cui la mamma torna a lavorare. Il mio pensiero era in controtendenza con quello della maggior parte dei pediatri che invece avevano un atteggiamento più prudenziale e scettico nei confronti della vita in comunità per bimbi tanto piccoli.
Ora però pare ci sia un cambio di tendenza ma con alcune precauzioni: secondo i pediatri Sitip (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica) l’asilo nido ideale deve avere un certo numero di locali di sufficiente metratura, con la possibilità di usufruire di spazi esterni durante la bella stagione e le classi non devono essere troppo numerose.
Per scongiurare poi il rischio continuo di contrarre infezioni soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e gastrointestinale, esistono  i vaccini. È ormai, dimostrato in modo inequivocabile come l’esecuzione del vaccino anti-pneumococcico coniugato 13-valente diminuisca in modo sostanziale il rischio di otiti, polmoniti, meningiti e sepsi. Un’altra utile misura preventiva è la vaccinazione anti-rotavirus: esistono due vaccini, entrambi sicuri, ben tollerati e soprattutto molto efficaci che si assumono entrambi per via orale in due o tre dosi e che vanno somministrati entro il sesto mese di vita.
Da non dimenticare che per mantenere in buone condizioni il sistema immunitario è importante una dieta sana ed equilibrata. Indispensabile anche l’attenzione all’igiene abituando il bimbo a lavare spesso le mani. Fondamentale poi rimandare il bambino al nido solo quando è guarito completamente in modo da eviterà di trasmettere l’infezione agli altri e interrompere il circolo vizioso che porta il piccolo,con basse difese immunitarie, ad essere suscettibile a nuove infezioni.

 

Asilo nido

asilo nidoVenerdi 26 giugno: ultimo giorno di nido di microba.

Bè in realtà il nido ufficialmente è terminato il 28 giugno, ma un po’ per il fatto che noi quella settimana eravamo in vacanza, un po’ perché il centro estivo è continuato nello stesso istituto con le stesse educatrici, non avevo avuto l’impressione di una fine in quella data.

Ma l’altro giorno ho dovuto prendere atto del termine di questa avventura.

Microba ha trascorso 2 anni della sua vita per oltre 8 ore al giorno lontano dalla sua mamma, dalla sua casa, dal suo piccolo mondo. Ma ha trascorso questi 2 anni in un ambiente accogliente, sereno, colorato, ricco di stimoli; si è confrontata con bambini più grandi il primo anno, più piccoli l’ultimo, ha giocato con coetanei, si è fatta coccolare da altri adulti a cui si è affezionata e che le si sono affezionati. Ha imparato la vita di comunità e tramite questa a scandire il tempo durante la giornata e nella settimana, ha portato a casa un nuovo e diverso modo di vivere, cantare disegnare, un piccolo bagaglio che seppure inconsciamente, la accompagnerà nella sua vita futura; al contrario ha anche raccontato alle maestre tutto, ma proprio tutto quello che succedeva e faceva a casa….

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Asilo nido: la mia esperienza

asilo nidoProseguendo nel lavoro di recupero dei post andati persi, ecco quando microba ha iniziato la sua avventura all’asilo nido.

22 settembre 2011: Lo avevo accennato qualche giorno fa: microba ha cominciato il nido. Come è andata? Per lei direi tutto sommato bene, per me un po’ meno. Sarò strana io, ma nonostante la stessa struttura e le educatrici che già conoscevo, ho avuto un approccio emotivo completamente diverso rispetto a quando ha cominciato Supernano. Microba piange un pochino quando me ne vado, ma poi non ha particolari problemi a rapportarsi con adulti e coetanei, mentre io esco con “il magone” pensando a quel pianto fino a quando le educatrici non me la riconsegnano nel primo pomeriggio. Passerà, lo so. E so anche che per lei è una bella esperienza di crescita.

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