Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

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Per la prima volta dopo anni mi sono ammalata in maniera seria e proprio nei giorni di Natale. Ciò ha comportato che io stessi completamente a letto 3 giorni (tanto per gradire, vigilia, Natale e Santo Stefano, con tanto di parentado a casa), senza avere la forza di muovere neppure un dito del piede. La febbre non mi ha abbandonato neppure nei 2-3 giorni successivi, pertanto dovendo lavorare e poi salvare le ferie, ho deciso di prendermi un antibiotico. Risultato: il giorno dopo sfebbrata. Ovviamente non so se è stato il decorso normale di una virosi o una sovrainfezione batterica debellata. E non so neppure come mi sarei comportata se fosse capitato ai miei figli, a parte il fatto che i bambini possono rallentare i ritmi e “riposarsi”.  Continua a leggere: Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?…

Mangiare lentamente aiuta a non ingrassare

tavolaAdesso ho capito perché i miei bambini sono così snelli: perché sono lenti nel mangiare. Lo scrivo sorridendo anche se quando a tavola passano 2 ore esatte proprio da ridere non mi viene.
Leggo la notizia
prendendola come al solito “con le pinze”. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pediatric Obesity e condotto da un team di ricercatori della University of California a San Diego aspettare 30  secondi tra un boccone e il successivo aiuterebbe i bambini ad avvertire la sazietà e a non mangiare troppo.
Per un anno è stato seguito un gruppo di bambini di età compresa fra 6 e 15 anni. a metà di loro è stato chiesto di mangiare lentamente, aspettando 30 secondi tra un boccone e l’altro aiutandosi con una clessidra che scandisse il tempo e da girare ad ogni boccone. L’altra metà del campione, invece, doveva semplicemente mangiare al proprio ritmo, senza clessidra.

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Aerosol: abuso di prescrizioni

aerosolQuando è nato supernano, da un amico farmacista mi feci regalare un apparecchio per l’aerosol.Pur augurandomi di non doverlo mai usare preferivo averlo in casa pensando alle affezioni respiratorie dell’infanzia. Ebbene la macchinetta è stata usata ben 2 volte in 9 anni: la prima dalla sottoscritta piegata da una sinusite, la seconda dalla supernonna nella cui casa è poi rimasta. Per fortuna entrambi i miei figli non hanno mai sofferto di affezioni bronchiali ed io, come ben sapete contraria a tutti i farmaci inutili, ho quasi sempre adottato la teoria “ti passa come ti è venuto”. 

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Antibiotici: usiamoli con criterio!

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In diversi post mi sono fatta portavoce dell’argomento: gli antibiotici vanno usati solo se è veramente necessario. Questo non vale solo per i bambini ma anche per gli adulti. Ed è un messaggio anche per la categoria medica che spesso, pensando di risolvere in fretta il problema e di liquidare pazienti piccoli e grandi, ha la ricetta facile.
Approfittando della Giornata Europea degli Antibiotici avvenuta lo scorso 18 novembre ribadisco i concetti: gli antibiotici vanno presi solo quando necessario e dietro prescrizione del proprio medico; non devono essere assunti per curare infezioni virali, influenza e raffreddori; dosi e tempi devono essere sempre seguiti scrupolosamente anche se si nota un miglioramento. Continua a leggere: Antibiotici: usiamoli con criterio!…

La tosse: cosa fare?  Cosa non fare?

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Un evergreen di cui purtroppo ogni anno dobbiamo parlare.
La tosse è  un meccanismo di difesa dell’organismo da sostanze irritanti come polvere e fumo, virus o batteri, che ostruiscono il normale passaggio dell’aria ostacolando la respirazione. Le cause della tosse sono numerose e molto diverse tra loro. Le più comuni sono le infiammazioni che coinvolgono le prime vie aeree (laringite, faringite). 
A scatenare il riflesso della tosse può essere anche l’ingresso nell’albero respiratorio di particelle estranee di varia dimensione (particolato atmosferico, batteri, frammenti di cibo o materiale inerte, ecc.), gas irritanti (smog, fumo, esalazioni chimiche, prodotti spray, ecc.) oppure liquidi (goccioline, vapore, aerosol, ecc.). Altre comuni cause della tosse sono l’accumulo di muco nelle vie aeree superiori (in particolare nei bronchi) indotto da infezioni respiratorie o dall’abitudine al fumo e l’azione irritante degli acidi gastrici che riescono a risalire l’esofago e ad arrivare fino all’ingresso della trachea a causa del reflusso gastroesofageo.  Continua a leggere: La tosse: cosa fare?  Cosa non fare?…