Allattamento al seno: vecchi miti da sfatare

seno

La mamma che allatta è spesso subissata da dubbi in merito a comportamenti da tenere o cibi da assumere o evitare, ma molto spesso le informazioni che riceve sono solo frutto di vecchie credenze popolari.

  • la neomamma può mangiare seguendo le proprie abitudini e solo se nota che il consumo di certi cibi determina disturbi al bambino, potrà provare ad eliminarli dalla sua dieta. Detto questo non c’è motivo che si privi neppure del caffè, se lo desidera. E lo dico per esperienza. Mamma di due figli che hanno sempre dormito tutta la notte nonostante io bevessi caffè a qualsiasi ora. Poi rompevano per altri motivi, ma questa è un’altra storia…
  • Le spezie e i cibi piccanti non sono affatto dannosi per il bebè (basti pensare che esistono paesi in cui questi alimenti sono alla base della dieta senza per questo impedire alle mamme di allattare i loro piccoli). Il motivo per il quale, invece, se ne sconsiglia l’assunzione (come succede anche per cavoli, broccoli, asparagi, aglio, cipolla…) dipende dal fatto che tali alimenti possono alterare il gusto del latte rendendolo poco gradito al bambino. Anche su questo, però, le opinioni sono discordanti e sono in tanti a ritenere che una precoce abitudine a sapori anche molto forti ne rende meno problematica l’accettazione nel periodo dello svezzamento. 
  • Continua a leggere: Allattamento al seno: vecchi miti da sfatare…

Il caffè protegge dal rischio di Alzheimer e diabete

caffe

Una notizia “leggera”, quasi fatta per me: bere da 3 a 5 tazze di caffè al giorno contribuirebbe a ridurre fino al 20% il rischio di ammalarsi di Alzheimer, e del 25% di sviluppare diabete di tipo 2.
I dati sono emersi da alcune ricerche  presentate in un report di Alzheimer Europe pubblicato dall’Institute for Scientific Information on Coffee (Isic), un’ organizzazione no profit dedicata allo studio dei legami tra caffè e salute.
Per quanto riguarda la protezione verso la malattia di alzheimer  i benefici arriverebbero da caffeina e polifenoli.
La prima è utile a prevenire la formazione delle placche amiloidi, ovvero le placche senili che rappresentano una delle caratteristiche microscopiche principali della
malattia di Alzheimer, insieme alla degenerazione neurofibrillare ed all’Angiopatia amiloide, i polifenoli invece  insieme alla caffeina, aiutano a ridurre l’infiammazione e il deterioramento neuronale. Una sintesi di tali risultati era stata illustrata anche in un simposio satellite durante il Congresso 2014 di Alzheimer Europe ovvero che un consumo regolare di caffè nel corso della vita è associato a un ridotto rischio di sviluppare Alzheimer  che la protezione  ottimale si ha con un consumo compreso fra 3 e 5 tazzine al giorno. Continua a leggere: Il caffè protegge dal rischio di Alzheimer e diabete…