La Parotite

Orecchioni parotiteChiamata comunemente «orecchioni», la parotite è una  malattia infettiva causata da un virus che colpisce le ghiandole salivari (in particolare le parotidi) provocando una tumefazione dolorosa.

Trasmissione
Il virus ha una trasmissione orale, cioè è trasmesso tramite le goccioline di saliva o per mezzo di oggetti contaminati da saliva infetta.

Incubazione
Varia da 12 a 25 giorni e il bambino è contagioso 1-2 giorni prima e fino a 5 giorni dopo la comparsa del gonfiore alla ghiandola. La parotite è endemica soprattutto nelle aree urbane ed insorge prevalentemente negli ultimi mesi invernali ed in primavera colpendo soprattutto la fascia d’età  tra i 5 e i 15 anni, mentre è piuttosto rara al di sotto dei 2 anni.

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La Sesta Malattia o esantema critico: contagio, sintomi e terapia

Sesta Malattia

La sesta malattia, anche nota come esantema critico o roseola infantum, è una malattia esantematica dei bambini.

Causata nel 95% dei casi dall’Herpes virus umano di tipo 6 (HHV6) e nel restante 5% dall’Herpes virus 7 (HHV7) è così chiamata perché è il sesto esantema infettivo descritto in medicina. Le altre malattie esantematiche sono: la scarlattina (prima malattia), il morbillo (seconda malattia), la rosolia (terza malattia), la quarta malattia o scarlattinetta (che è una forma lieve di scarlattina) e il megaloeritema infettivo o quinta malattia. Colpisce principalmente i bambini nella fascia d’età 6 mesi-2 anni senza stagionalità. E’ generalmente caratterizzata da diversi giorni di febbre alta, seguiti da una tipica eruzione cutanea che si manifesta subito dopo la sparizione della febbre.

Contagio

La sesta malattia è particolarmente contagiosa. Il contagio avviene attraverso le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti ma anche per contatto diretto con la saliva (tipico il contagio attraverso lo scambio di ciucci al nido). La sesta malattia è contagiosa soprattutto durante il periodo febbrile, quindi prima della comparsa dell’eruzione cutanea. Poiché i bambini non sono più contagiosi già il giorno dopo la scomparsa della febbre, da quel momento possono tornare al nido.

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Convulsioni febbrili semplici: come comportarsi

convulsioni febbrili nei bambini

Le convulsioni febbrili semplici sono contrazioni momentanee involontarie dei muscoli, seguite da rilassamento degli stessi, che si possono verificare quando la temperatura corporea aumenta rapidamente, in bambini senza infezioni del sistema nervoso e senza precedenti danni cerebrali.

Le convulsioni sono quindi una reazione del sistema nervoso all’aumento della temperatura corporea. Interessano il 3% dei bambini sani, tra i 6 mesi e i 5 anni di vita, con massima incidenza in bambini di età inferiore ai due anni, per poi diminuire progressivamente all’aumentare dell’età. In oltre la metà dei casi, l’episodio convulsivo rimane isolato. Le recidive sono più frequenti se l’insorgenza della prima convulsione è precoce, soprattutto se si verifica durante il primo anno di vita.

La convulsione febbrile si manifesta di solito nel primo giorno di febbre ed ha una durata che varia da 3 a 15-20 minuti. Non se ne conosce esattamente il meccanismo scatenante; è stata dimostrata una predisposizione famigliare e per questo è frequente riscontrare altri casi nei membri della stessa famiglia.

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