Bebè e allergie al latte vaccino

latte

Che la crisi si stia ripercuotendo anche sui nostri figli e sulla loro alimentazione è noto, ne avevo già trattato. Oggi oggi emerge un altro dato allarmante: l’aumento di bimbi allergici al latte vaccino introdotto nella dieta prima dell’anno d’età . Il latte vaccino  è uno dei prodotti più a basso costo, sicuramente molto meno caro del latte in polvere per neonati e spesso, complice appunto la crisi viene introdotto sempre prima, ma  circa il 3% dei piccoli ne è allergico, dato che, come si evidenzia analizzando i dati degli ultimi 10 anni, è in costante aumento. I bambini fino a un anno di età non sono in grado di metabolizzare le proteine del latte vaccino e dunque non bisogna introdurlo nella loro alimentazione fino a quel momento.

In alcuni casi bisogna addirittura aspettare i 3 anni perché il bimbo lo riesca a tollerare completamente. I sintomi spia  di allergia al latte vaccino sono rigurgito, vomito, singhiozzo, coliche, ma anche ritardo della crescita; da considerare però che sono sintomi comuni anche ad altri disturbi, come il reflusso gastroesofageo. Come al solito sconsigliato il fai da te: è il pediatra che deve sapere distinguere fra i vari disturbi e consigliare in maniera idonea. 

Un bambino su 4 non fa sport, anche a causa della crisi

palla

È l’Allarme di Save the children: i nostri bambini stanno troppo fermi e mangiano male e la situazione è peggiorata con le difficolta’ economiche famiglie.

Forse è proprio mancanza di interesse come dichiarano il 35% dei genitori intervistati nella ricerca su ”Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelēz in Italia.
In generale, il 39% dei ragazzi attribuisce scarsa importanza allo sport e, nonostante la crisi, quattro ragazzi su dieci si muovono abitualmente in auto, pochi a piedi, ancora meno in bici. Il 73% sta in casa nel tempo libero la maggior parte guardando da 1 a 3 ore al giorno la TV.  Il 10% in più dei genitori rispetto allo scorso anno attribuisce la causa alla mancanza di spazi all’aperto dove incontrarsi con gli amici.Ho scritto diversi post sulla necessità di far praticare attività sportive ai bimbi fin da piccolissimi, sull’assenza di controindicazioni per i bambini sani e sulle varie tipologie di attività sportiva nelle varie età.
Supernano è un vero sportivo, durante la settimana si dedica a diversi sport anche perché dopo 8 ore sui banchi di scuola ha bisogno di sfogarsi e voglio che la sua energia sia incanalata in modo costruttivo.
Non nego che fra i corsi suoi e quelli di microba le iscrizioni a settembre sono state un bel salasso economico. E capisco che i primi tagli siano proprio le attività sportive dei ragazzi in caso di crisi. Quello che capisco meno è il non far praticare attività a “costo 0”. E intendo la corsa al parco dopo la scuola o il giro in bicicletta durante il week end. Ovviamente durante la bella stagione. Ma se penso che noi viviamo all’aperto, pur abitando a Milano da marzo a ottobre… Continua a leggere: Un bambino su 4 non fa sport, anche a causa della crisi…