Ferragosto

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A chi è in vacanza a chi in città, a chi è solo o in compagnia, a chi è triste a chi è felice, giungano gli auguri per avere un giorno felice e sfavillante come i noti fuochi ferragostani. 

Amo Gianni Rodari e poichè la poesia del ferragosto l’avevo già scritta qui, ne scrivo un’altra meno nota ma adatta a questo  periodo storico, con un abbraccio virtuale fra e a tutti i nostri figli: 

Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina,
dove è sera se qui è mattina,
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci,
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa,
per quelli che stanno di qua o di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani.

Gianni Rodari

Buon Ferragosto!

ok

Mi sono portata il PC, numerosi libri e articoli di giornale facendo lievitare il mio bagaglio a mano ma tra relax vacanziero e problemi di connessione ho lavorato ben poco.
Gli auguri di Buon Ferragosto non possono però mancare e questa filastrocca di G. Rodari mi sembra carina

Ferragosto (G. Rodari)

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.

 

Pensieri e propositi di Ferragosto…

2013-08-13 14.23.45aSono sdraiata sul lettino sotto l’ombrellone, lusso che mi ha concesso e obbligato l’avanzare dell’età: da qualche anno non tollero più asciugamani a terra e ore sotto il sole. Guardo i miei bambini giocare felici in acqua e mi godo estasiata uno dei rari momenti di complicità fra fratelli: stanno cantando canzoni sciocche inventate da loro, tirandosi una formina “tipo” palla. E mentre li osservo partono i pensieri: ferragosto è un po’ come il capodanno, fa da ponte fra “vecchio” e ”nuovo”, segna almeno la metà delle vacanze, traina verso il  ritorno alla vita cittadina. Da un lato vorrei che questi giorni non passassero mai, ma da un altro so che tutta questa “noia”, seppure momentanea, non fa per me, per cui ben conscia che il ferragosto lascerà velocemente il passo ad altro, penso a tutto quello che farò o vorrei fare una volta tornata a casa.

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