I consigli per lo sport in montagna

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Ho già scritto un post sugli sport invernali, ne riparlo perché anche a casa di mammamedico siamo nel pieno della stagione sciistica e la più scatenata è microba. Ha messo gli sci ai piedi lo scorso anno e non ha praticamente mai smesso. Quanti anni aveva? 3 anni e 8 mesi. Non l’avremmo mai fatta cominciare se non fosse stata una sua esplicita richiesta. Ha frequentato sia la scuola che il maestro individuale e lo scorso week end è tornata orgogliosissima di essere stata “promossa”. L’hanno messa nella classe avanzata. Con bimbi molto più grandi di lei. Io, nonostante non ami né freddo né montagna, la porterei sempre sulle piste perché sono le uniche ore in cui “non frigna, non si lagna, non fa capricci”.
Ma a parte microba che è “tutta matta”, a che età e’ meglio mettere gli sci ai piedi di un bambino?
Secondo i pediatri a quattro anni si possono inforcare i primi sci, a otto si può salire sullo snowboard e dai dieci in poi è possibile praticare fondo. Il  tipo  di sport va scelto in funzione della crescita e dello sviluppo motorio: a quattro anni si può imparare a sciare su pendii non eccessivi, per lo snowboard è necessaria più coordinazione ed è quindi meglio essere più grandi. Praticare lo sci è anche un’ occasione per stare all’aria aperta oltre che fare attivita’ sportiva, cercando pero’ di osservare delle regole ben precise in modo da non essere un pericolo per sé e per gli altri. Soprattutto all’inizio infatti è molto importante apprendere le tecniche di base per evitare così cadute traumatiche che comportino conseguenze fisiche e psicologiche.
A differenza della pratica agonistica, che richiede gli accertamenti previsti dalla legge da parte di uno specialista in Medicina dello Sport, per frequentare i corsi di sci non sono richiesti certificati medici.

 

 

La miglior terapia contro il raffreddore? Nessuna terapia

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Continuiamo con la serie “ti passa come ti è venuto” che è un po’ il mio motto ma che spesso è veramente l’unica cosa. Ovvero attendere. Non tutte le malattie infatti necessitano di terapia, soprattutto quelle virali e fra queste in particolar modo il raffreddore, croce di questo primo periodo invernale. Il raffreddore è un’infezione virale, dunque non può essere trattata con gli antibiotici; passa spontaneamente nel giro di 1-2 settimane. Nel caso di bimbi con meno di 2 anni d’età, la somministrazione di farmaci da banco potrebbe addirittura avere gravi effetti collaterali, mentre per quelli più grandi alcuni farmaci da banco possono aiutare a migliorare la sintomatologia, ma non accelerano  il decorso della malattia. Continua a leggere: La miglior terapia contro il raffreddore? Nessuna terapia…

La tosse nei bambini: come trattarla

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Non è certo un argomento da fine luglio, ma considerando che fuori diluvia, ci sono 16°C che a giorni alterniamo ai 25-28°C, che microba passa la notte a tossire e il giorno a soffiare il naso, ho deciso di “rispolverare” un evergreen: la tosse del bambino, di cui avevo abbondantemente parlato qui e qui.
La tosse è un meccanismo fisiologico con cui l’organismo cerca di liberare le vie respiratorie dalla presenza di una sostanza che tende ad ostruirli o ad irritarli.
La tosse non è quindi una malattia ma un sintomo dovuto a molte cause diverse: malattie come l’asma o infezioni respiratorie; fattori ambientali come polveri o altri irritanti. È indispensabile pertanto, curarne la causa.
Se però da una parte la tosse rappresenta un utile meccanismo in grado di eliminare il catarro, dall’altra parte può diventare particolarmente fastidiosa, soprattutto quando disturba il sonno del bambino.
In questi casi può essere utile somministrare liquidi caldi (latte con il miele, thè zuccherato, brodo) che decongestionano le vie respiratorie e aiutano il muco a sciogliersi. Inoltre bisogna mantenere ottimale l’umidità della stanza dove soggiorna il bambino (tra il 40-60%), sia usando umidificatori elettrici sia usando le vaschette apposite, ripiene di acqua, da mettere sui caloriferi.
Nei bimbi più grandi sono inoltre utili i suffumigi, ovvero inalazioni di vapore acqueo da inspirare tenendo il piccolo, coperto da un asciugamano, sopra una bacinella di acqua calda.
In commercio esistono numerosi farmaci antitussigeni, da usare con precauzione soprattutto nei bambini piccoli.
Quando le forme da raffreddamento sono legate ai repentini cambi di temperatura come i
n questo periodo e sono pertanto forme “banali” si può ricorrere a rimedi fitoterapici in grado di alleviare l’irritazione del tratto respiratorio o rimedi omeopatici.
Io, che tendenzialmente nel bambino sono contraria all’uso di sciroppi, trovo utilissimi ed efficaci i prodotti a base di drosera, una pianta carnivora considerata un’erba officinale che produce sostanze con proprietà antitussive, broncosedative, antisettiche, leggermente antibiotiche, decongestionanti, antinfiammatorie, secretolitiche ed espettoranti.

Il raffreddore

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Nella sezione “i venerdì dell’apparato respiratorio” non poteva mancare un evergreen: il raffreddore, croce dei bambini ma anche di moltissimi adulti e non solo nel periodo invernale.
Il raffreddore è un’infezione delle prime vie aeree che, contrariamente ai luoghi comuni, non è causato dal freddo, dal “colpo di vento”, dalla sudata, dall’aver camminato scalzi o essere usciti poco coperti, bensì da un’infezione virale trasmessa da un soggetto ammalato ad un altro. La presenza in classe o in famiglia di molti soggetti raffreddati testimonia la natura infettiva e se un adulto esposto al contagio non si ammala vuol dire che ha già contratto quel tipo di virus.
Causa:
I virus coinvolti nell’eziologia del raffreddore sono numerosissimi: Myxovirus, Paramyxovirus, Rhinovirus, retrovirus , adenovirus e Coronavirus e per ciascun gruppo virale sono stati identificati molti tipi antigenici di virus. Tuttavia, nonostante tale molteplicità, la causa di almeno un terzo dei raffreddori degli adulti rimane sconosciuta e questa proporzione sale fino al 70% nei bambini. Lo stesso soggetto può essere reinfettato dal medesimo tipo virale, oppure può avere una seconda infezione determinata da altri membri dello stesso gruppo; i rinovirus ad esempio sono una famiglia che annovera 200 tipi diversi di virus. Il  motivo per cui durante l’inverno il bambino sembra “ricadere” di continuo nei raffreddori è legato proprio al numero di questi virus che il piccolo, nella sua breve storia, non ha mai contratto. Continua a leggere: Il raffreddore…

Perchè in Italia le cose vanno male…

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Lunedì mattino h.7.15 al distributore di benzina :

“Che faccia hai questa mattina! Cosa ti è successo? Non stai bene?”

Inizio la settimana alla grande, e soprattutto con una grandissima voglia di strozzare il mio decennale benzinaio.

Ma timidamente rispondo: “non saprei, sarà il sonno. Oppure il raffreddore , ma si deve andare…”

“Ah-è la risposta-mia moglie questa mattina ha spento la sveglia, si è girata dall’altra parte e mi ha detto che alle 8.30 avrebbe avvisato che non sarebbe andata a lavorare. Si sentiva un pò così. Sai lei lavora in comune….”

Ogni commento è superfluo.

E  mi perdonino i lavoratori comunali seri!