Riflessioni

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C’è un fatto di cronaca della scorsa settimana che continua a turbarmi e farmi riflettere: il suicidio di una ragazzina diciassettenne. Ma non è tanto l’episodio in sé che pur sconvolge, quanto il motivo che ha portato a tale gesto, ovvero le incomprensioni con i genitori. Sembrerebbe che la ragazzina modello, brava a scuola, sempre obbediente e servizievole, sia scoppiata. Sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che i genitori le impedissero di fare le cose che facevano i coetanei, e da ultimo le avessero impedito un soggiorno studio in Cina. Tutto questo appreso da numerosi biglietti lasciati ovunque. I genitori sarebbero indagati. Mah…
Solo qualche giorno dopo sulla rubrica di posta di un settimanale femminile la lettera di un’altra diciassettenne che chiedeva consigli su come “far ragionare” i genitori: anch’ella brava a scuola, “assennata”, ma assolutamente incompresa, non gratificata e a suo dire“tenuta segregata” perché non le venivano concesse uscite serali e vacanze con le amiche. Concludeva dicendo “io faccio quello che mi dicono di fare, ma loro non sanno quello che voglio realmente io”.
Sono due facce dello stesso problema. Nel primo caso ha vinto la disperazione e forse la solitudine, nel secondo c’è il tentativo di chiedere aiuto ad un estraneo. Continua a leggere: Riflessioni…

I bambini e le sculacciate: inutili e dannose

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Capita spesso, anzi spessissimo che i nostri figli non ubbidiscano; capita se parliamo piano, se urliamo, se puniamo. Insomma  sembra che non ci sia modo di ottenere un risultato e non è raro che qualcuno consigli una bella sculacciata. Non sono d’accordo anche se non nego che ogni tanto in extremis qualche scappellotto è partito. Le sculacciate servono a correggere? Non servono? Secondo una ricerca della Southern Methodist University, negli Usa, pubblicata sulla rivista Journal of Family Psychology le sculacciate sono inutili: già pochi minuti dopo aver ricevuto una punizione corporale, infatti, i piccoli nella maggior parte dei casi tendono a ripetere gli stessi errori.

Lo studio ha coinvolto 33 famiglie con bambini osservate per una settimana con un sistema di registrazione audio-video. In questo periodo i bimbi di 15 famiglie sono stati sculacciati in 41 occasioni;  nel 75 per cento dei casi i piccoli, dopo appena 10 minuti dalla punizione, continuavano a ripetere gli stessi atteggiamenti sbagliati. Secondo gli studiosi pertanto,  sculacciare i bimbi non solo non funziona, ma può renderli anche aggressivi, ansiosi e depressi.

 

Somministrazione dei farmaci in orario scolastico

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Primavera, tempo di allergie e spesso anche di asma. Mi è capitato nell’ultimo periodo di visitare molti ragazzini minorenni affetti da queste patologie a cui a scuola non era permesso portare i così detti “farmaci d’emergenza” inalatori. Premesso che non sto parlando di scuola elementare o media bensì di scuole superiori e questo divieto nonostante una certificazione dei genitori. Davanti al mio sguardo perplesso i genitori sostenevano che il divieto era dovuto al fatto che si trattasse di minori.
Perché è ovvio che un asmatico  inizia potenzialmente a stare male al compimento della maggiore età….
Allora mi sono documentata.
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Le bugie sono “contagiose”

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Turno di notte in ospedale: verso mattina quando ormai contavo i minuti per andare a casa il 118 porta 4 ragazze che avevano avuto un incidente in autostrada. Per fortuna nulla di infausto ma poiché una di queste era minorenne la telefonata ai genitori fu d’obbligo. Scopriamo pertanto che hanno raccontato una bugia coprendosi l’un l’altra mentre in realtà si erano recate in discoteca a circa 200km da casa. La mamma di una di queste mi avrà ripetuto migliaia di volte che era più scioccata della bugia che dell’incidente, che la figlia le aveva anche mandato dei finti sms per tranquillizzarla mentre in realtà era da tutt’altra parte.
Perché ho raccontato questo aneddoto? Un po’ per condividere le mie ansie pensando alla futura adolescenza di mia figlia, un po’ perché mi è tornato alla mente un articolo di qualche giorno fa in cui si diceva che le bugie sono contagiose per i piccoli, ovvero che i bambini a cui si mente sono più portati a mentire a loro volta. Nel testo era citato uno studio pubblicato su ‘Developmental Science’ , di ricercatori dell’università di San Diego realizzato su 187 bimbi tra i 3 e i 7 anni.

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Gli sms non sono una minaccia per l’ortografia degli studenti

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Supernano ha iniziato la prima elementare già in grado di scrivere e gran parte di questa abilità è dovuta all’uso di di whatsapp. E si, proprio affascinato dalla tecnologia ha imparato a scrivere frasi di senso compiuto e si è approcciato alle prime regole grammaticali; scriveva lunghi messaggi alla zia e per non fare brutta figura si impegnava chiedendomi di doppie, accenti, apostrofi.
Quindi concordo con lo studio francese del Centro nazionale di ricerche scientifiche, CNRS che afferma che non sia vero che la scrittura degli sms abbia effetti negativi sull’ortografia degli studenti.
Lo studio è stato realizzato su 4.524 sms scritti da 19 ragazzini di 12 anni, che non avevano mai utilizzato prima il telefono cellulare e pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Computer Assisted Learning.
Secondo gli esperti infatti i messaggini digitati in fretta sui cellulari offrono ai giovani un’ulteriore occasione per esprimersi con la scrittura. Non sarebbero inoltre gli sms ad influenzare negativamente l’ortografia tradizionale ma il livello generale dell’ortografia degli studenti a far si che questi scrivano in maniera errata. La ricerca si scontra dunque con credenze e preoccupazioni di genitori e insegnanti, non solo in Francia, secondo cui i colpevoli delle lacune e degli errori ortografici sarebbero appunto gli SMS a causa delle libertà grammaticali e delle scorciatoie nel lessico usate nello scrivere.Secondo  i ricercatori del CNRS sono solo “luoghi comuni” in quanto non esistono legami tra il livello dell’ortografia tradizionale e la forma degli sms; sottolineano inoltre che sono soprattutto gli studenti più bravi ad inventare un nuovo linguaggio sms, mentre chi è meno abile ha anche minor inventiva. Gli sms, pertanto non solo non sarebbero una minaccia per l’ortografia ma aprirebbero spazi per nuove possibilità di espressione linguistica; viene pertanto avanzata l’ipotesi che i cellulari in futuro possano essere utilizzati “come supporti per l’insegnamento scolastico della lingua”.Un’idea sostenuta tra l’altro da tempo anche dall’Unesco.