Sfatato il falso mito del tennis: non fa male alla schiena

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Supernano è anche un supersportivo. Vivrebbe di sport. Che pratica con regolarità più volte alla settimana. Fra i vari sport c’è anche il tennis che frequenta dallo scorso anno. Poco più di 8 anni. Microba, da brava “copiona”, si è molto risentita del fatto che fosse troppo piccola per iscriversi. Non gliel’ho detto io, solita mamma cattiva, bensì l’istruttore. “devi aspettare di diventare più grande”. Non l’ha comunque digerita…
Ci hanno sempre inculcato l’idea che il tennis non sia uno sport completo, troppo individualista, che sviluppa un arto maggiormente rispetto all’altro, che fa male alla schiena etc etc…

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Il piede piatto

piedi

Il piede piatto è l’assenza dell’arco plantare, cioè dell’incavo che la pianta del piede dell’adulto presenta sul lato interno. In pratica, il piede poggia a terra con tutta la pianta.
Spesso la caviglia sembra cedere verso l’interno e il calcagno appare deviato lateralmente: nel bambino piccolo è una condizione molto frequente, sia perchè l’arco plantare è pieno di grasso sottocutaneo, sia perché i legamenti e la muscolatura del piede sono poco efficienti.
Il piede piatto essenziale si divide in:
– piede piatto lasso essenziale dell’infanzia:  tra il terzo e il sesto anno di vita ed è praticamente sempre asintomatico. Si rende evidente solamente sotto carico, mentre in scarico e in punta di piedi la sua morfologia è del tutto normale. Nell’80 % dei casi si normalizza completamente; nel restante 20% evolve nel piede piatto essenziale dell’adolescenza.
– piede piatto essenziale dell’adolescenza: tra il 6° e il 13° anno di vita e non è altro che quel 20% di piedi che non hanno sviluppato l’elica plantare entro questo tempo. Anche questi, seppur tardivamente, sono comunque destinati a normalizzarsi e soltanto una piccola percentuale, compresa tra l’1 e il 5%, tende a restare piatto valgo. In assenza di disturbi, il piede piatto valgo si configura come una semplice variante anatomica o piede piatto funzionale. Solo in presenza di disturbi funzionali o dolori, il piattismo sarà da considerarsi patologico e andrà interpretato come l’espressione morfologica di dismorfie scheletriche. Continua a leggere: Il piede piatto…

L’ora di ginnastica a scuola: l’esonero per malattia

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Ho già parlato della difficoltà che i bimbi con patologie acute o croniche, incontrano nell’ambito scolastico e non solo per quanto riguarda l’assunzione dei farmaci.
Una delle problematiche maggiori per questi bambini è la gestione dell’ora di educazione fisica e tanto più si va avanti nella scolarizzazione tanto più i problemi aumentano.
Ho diversi pazienti asmatici che frequentano la scuola superiore i cui insegnanti fino alla diagnosi definitiva e quindi un mio definitivo referto, non credevano che lo studente avesse dei veri problemi di salute. Da un certo punto di vista la cosa è comprensibile: ricordo che a scuola soprattutto noi ragazze inventavamo le più svariate scuse per non correre o saltare: una volta era il mal di pancia preciclo, un’altra il ciclo abbondante, poi i vari mal di schiena, mal di gambe, febbre finte. Immagino che chi accondiscendeva a farci saltare l’ora sapesse benissimo che fingevamo; a volte invece incappavi nell’insegnante più ligio e severo e allora non c’erano scuse valide che lo convincessero. Perché spesso anche le giustificazioni sul diario erano fasulle.

Lo sport giusto da piccoli per prevenire malattie da grandi

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Fine delle vacanze e tempo di buoni propositi; alzi la mano chi fra questi ha inserito il progetto di iniziare un’attività sportiva o praticarne in maniera costante una già iniziata in passato. Io, lo ammetto, parto sempre con mille buone intenzioni ma poi mi perdo per strada.
Ma non dobbiamo dimenticare che noi siamo un esempio per i nostri figli e che praticare fin dai primi anni di vita giochi o attività sportive, di squadra o individuali, può aiutare anche a prevenire condizioni croniche da adulti. Ho scritto diversi post sull’argomento (potete leggere qui, qui e qui) perché credo che lo sport sia fondamentale nella vita di un bambino: oltre alla prevenzione di malattie future o dell’obesità, aiuta a “scaricare”, a stare in gruppo, a coordinare i movimenti, ad avere una percezione del sé nell’ambiente esterno. Non dimentichiamoci inoltre che per un bambino cittadino soprattutto nei mesi invernali è un modo per conoscere e frequentare altri bambini e stare lontano da TV, PC, videogiochi etc.

I bambini e lo Sport, il Ministero ai genitori: Fate muovere i vostri figli

sport bambini
Accennavo ieri alla ripresa delle attività sportive parallelamente all’inizio della scuola e casualmente mi è capitato di leggere la mini guida online realizzata dal Ministero della Salute e dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, per aiutare i genitori a contrastare la sedentarietà dei propri figli.

Il titolo vale più di mille parole: “Diamoci una mossa”.

Leggere dell’allarme lanciato dal Ministero della Salute appunto sull’obesità e la sedentarietà dei bambini italiani, mi fa un po’ effetto. I miei figli sono tutt’altro che obesi e in quanto a sport devo mettere un freno alle loro richieste: 3 sport alla settimana per Supernano mi sembrano un buon numero, in quanto a microba è già iscritta a nuoto ma ha già fatto sapere che vuole fare danza. Il dramma sarà se alla lezione di prova non viene confermata: il corso parte dai 4 anni e per quanto lei intellettivamente sembri più grande ha la motricità di una bimba di 3. Detto questo è evidente che noi non abbiamo bisogno di sollecitazioni ministeriali. Ma non tutti i bambini sono uguali.

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