Lo sport giusto da piccoli per prevenire malattie da grandi

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Fine delle vacanze e tempo di buoni propositi; alzi la mano chi fra questi ha inserito il progetto di iniziare un’attività sportiva o praticarne in maniera costante una già iniziata in passato. Io, lo ammetto, parto sempre con mille buone intenzioni ma poi mi perdo per strada.
Ma non dobbiamo dimenticare che noi siamo un esempio per i nostri figli e che praticare fin dai primi anni di vita giochi o attività sportive, di squadra o individuali, può aiutare anche a prevenire condizioni croniche da adulti. Ho scritto diversi post sull’argomento (potete leggere qui, qui e qui) perché credo che lo sport sia fondamentale nella vita di un bambino: oltre alla prevenzione di malattie future o dell’obesità, aiuta a “scaricare”, a stare in gruppo, a coordinare i movimenti, ad avere una percezione del sé nell’ambiente esterno. Non dimentichiamoci inoltre che per un bambino cittadino soprattutto nei mesi invernali è un modo per conoscere e frequentare altri bambini e stare lontano da TV, PC, videogiochi etc.

Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività

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Ho più volte parlato di tecnologia e dei dubbi sulle concessioni da fare ai bambini: telefonino si, telefonino no, quali giochi elettronici e a che età.
In realtà  fin dalla nascita i nostri figli sono a “contatto” con strumenti tecnologici:  contemporaneamente all’alzarsi in piedi imparano ad accendere il televisore, far partire uno stereo, appena più grandicelli ad usare il telefonino di mamma e papà, successivamente il PC. Per loro è normale vedere immediatamente la foto appena scattata, il loro cartone preferito su un tablet al ristorante o la nonna lontana con skype.
Ma questi bambini forse fin troppo esperti di tecnologica sono ancora creativi? Sono in grado di inventare storie, creare con pongo, lavorare la carta?   Continua a leggere: Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività…

L’epifania: tutte le feste porta via…

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È un detto comune e in alcuni casi lo si dice anche con un certo sollievo. In genere capita quando il parentado durante le festività è stato piuttosto presente e invadente oppure quando i figli non inseriti nella solita routine e in preda all’euforia degli eventi hanno fatto letteralmente impazzire. E questa seconda situazione è quella che ho capito essersi più frequentemente verificata leggendo qua e la i vari blog.
Ecco, quest’anno a me non è successo nulla di tutto questo. Quest’anno ho salutato la fine delle festività con un certo rammarico. E la notte scorsa trascorsa completamente in piedi al lavoro in pronto soccorso non è certo stata d’aiuto.
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Vacanze natalizie e compiti

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Finiti i festeggiamenti, salutati nonni e zii i miei bambini sono partiti per la montagna con il papà.
Io rimarrò a Milano fino a capodanno a lavorare; ovviamente mi spiace non essere con loro e nonostante papàchef sia bravissimo a gestirli, non nego una certa apprensione. Ho preparato con cura la valigia praticamente svuotando l’intero armadio perché “non si sa mai”, ho preparato giochi, colori, libretti vari quando ad un certo punto mi sono ricordata dei compiti delle vacanze.
“ah, già” , è stata la risposta di Supernano.

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Natale e giocattoli: i rischi per i più piccoli

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Mancano ormai poche ore alla notte di Natale, le letterine sono state spedite, i giochi nascosti ovunque da nonni e genitori e i bimbi contano le ore all’ arrivo di Babbo Natale.
In realtà un po’ anche i grandi come la sottoscritta che nonostante lo stress da acquisto quando si tratta di impacchettare e poi spacchettare anche la più semplice delle cose torna bambina.
Per quanto riguarda i giocattoli però, soprattutto nelle case dove ci sono bimbi piccoli bisogna prestare molta attenzione. Non solo nel regalarli al diretto interessato ma anche se sono regali del fratellino o del cuginetto più grande.
Secondo il presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (Simeup), i giocattoli più pericolosi sono quelli sferici e smontabili in piccoli pezzi che possono essere inalati dal bambino e provocarne il soffocamento; non meno pericolosi i giochi alimentati da pile. soprattutto quelle  ‘a bottone’, non solo per il pericolo di soffocamento, ma anche per le sostanze contenute, che possono provocare danni seri in breve tempo.
L’età più a rischio è quella compresa tra 0 e 3 anni. 

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