La bronchiolite nei bambini

ossigeno

La bronchiolite è un’infezione virale acuta del sistema respiratorio che interessa le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore a due anni soprattutto in inverno e inizio primavera. Il 75% delle bronchiolite è causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV), ma numerosi altri virus come Virus parainfluenzali, Adenovirus, Mycoplasma, Rinovirus ,Virus influenzali e Enterovirus possono essere responsabili della malattia. Molto probabilmente il processo deriva da un’estensione dell’infiammazione dalle vie aeree superiori ai distretti periferici dell’albero bronchiale e arriva a coinvolgere anche la mucosa bronchiale. Può derivare pertanto da una banale infezione delle alte vie respiratorie.
incubazione:
3-5 giorni
contagio:
La trasmissione avviene primariamente per contatto diretto con secrezioni infette.
La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. Continua a leggere: La bronchiolite nei bambini…

Le ustioni nei bambini: come comportarsi

ustione

Le ustioni nei bambini sono una frequente causa di accesso in pronto soccorso. Alcune sono proprio banali, ma altre decisamente più gravi e da trattare con cautela.
Una delle più brutte che ricordo, riguardava un bimbo sugli 8-9 anni che a colazione si era ustionato addome e gambe con una tazza di latte bollente; non so cosa mi abbia trattenuto da insultare la mamma che neppure troppo dispiaciuta è arrivata dicendo che il latte era un po’ troppo caldo essendoselo dimenticato sul fuoco.
Secondo uno studio dell’università di Cardiff pubblicato da Archives of Diseases in Childhood, sono le tazze piene di liquidi bollenti e le piastre per capelli i nemici più insidiosi dei bambini in casa, dal punto di vista delle scottature e l’età peggiore è un anno.
In questo studio sono stati esaminati 1215 bambini e ragazzi fino a 16 anni che hanno avuto accesso in cinque pronto soccorso della Gran Bretagna.
Nel 58% dei casi a provocare l’incidente è stato un liquido, mentre il resto delle ustioni è risultato da contatto. In più di metà dei casi il liquido è fuoriuscito da una tazza che il bambino ha cercato di afferrare da un tavolo o da un comodino, mentre una percentuale molto minore riguarda l’acqua troppo calda del bagnetto. Dal punto di vista delle ustioni da contatto invece sono le piastre per capelli a provocare più incidenti, seguite dalle stufe.
I pericoli iniziano intorno ai nove mesi quando con il gattonamento i bambini iniziano ad esplorare da soli il mondo che li circonda. Il picco di incidenti però si ha intorno a un anno, quando l’altezza media è 75 centimetri e tavoli, superfici di lavoro e fornelli sono a portata di manina.
In Italia invece, secondo il vicepresidente della Società Italiana di Medicina d’Urgenza Pediatrica, gli incidenti più frequenti sono provocati dalle pentole sul fuoco.
Ma cosa sono le ustioni e come si trattano? Continua a leggere: Le ustioni nei bambini: come comportarsi…

Lo Pneumococco: cos’è, come si previene

vaccino

Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente detto pneumococco è un batterio di cui esistono diversi tipi (più di 90), ma solo una parte di essi è in grado di provocare malattie importanti.
Questo microbo può trovarsi nella gola o nel naso senza dare alcun sintomo, ma in caso di indebolimento delle difese immunitarie può essere causa di malattie anche non gravi, come otiti, sinusiti, bronchiti, ma in alcuni casi, fortunatamente non frequenti, può interessare polmoni, sangue o raggiungere le meningi ed essere responsabile di meningiti, polmoniti o infezioni diffuse a tutto l’organismo (sepsi).
In particolare lo pneumococco è responsabile di circa un terzo di tutte le otiti medie acute e molte delle sinusiti del bambino. Dopo l’otite, la polmonite è l’infezione più frequente. In realtà la polmonite pneumococcica si sviluppa più spesso nell’adulto che nel bambino.
In generale i  più esposti alle infezioni da pneumococco sono i bambini nei primi 2 anni di vita o gli adulti con più di 65 anni ma anche i soggetti di qualsiasi età affetti da patologie croniche come
– cardiopatie
– malattie polmonari croniche
– malattie croniche del fegato come la cirrosi epatica
– diabete mellito
– immunodeficienze congenite o acquisite
– malattie del sangue come leucemie o linfomi
– neoplasie
– pazienti sottoposti a trapianto d’organo
– insufficienza renale cronica Continua a leggere: Lo Pneumococco: cos’è, come si previene…

l’appendicite nei bambini

 mal di pancia

L’appendicite è un’ infiammazione dell’appendice vermiforme (un sottile tubulo che origina dalla prima porzione del grosso intestino detto intestino cieco) che normalmente è posizionata a livello del quadrante inferiore destro dell’addome. L’appendicite può essere acuta o cronica
L’appendicite acuta si manifesta principalmente tra i 6 e i 20 anni e anche se può presentarsi a tutte le età è meno comune sotto i 4 anni; la sua frequenza è indipendente dal sesso. È  la causa più comune di urgenza chirurgica nell’età pediatrica.
L’appendicite cronica è invece un’infiammazione cronica della appendice, conseguenza di un’appendicite acuta non diagnosticata o non trattata chirurgicamente.  
Cause
L’appendicite è dovuta al moltiplicarsi in modo anomalo di batteri innocui e che normalmente vivono nell’intestino, come Escherichia Coli,Streptococchi e Stafilococchi; la condizione scatenante solitamente è un’ occlusione del lume dell’appendice che causa il ristagno dei batteri e provoca l’infezione.

L’occlusione può avere varie cause: muco raggrumato, noccioli, parassiti, una posizione anomala dell’appendice causata dalla sua eccessiva lunghezza; talora possono essere responsabili anche cibi molto grassi o ricchi di coloranti.
Sintomi
La sintomatologia può essere differente da paziente a paziente a secondo dell’età e della posizione dell’appendice.
La forma tipica è caratterizzata da un forte ed improvviso dolore addominale tipo trafittivi prevalentemente in basso a destra, ma può estendersi a tutto l’addome o dall’ombelico in giù, in casi più rari può interessare la coscia. Il dolore può peggiorare con il movimento, i respiri profondi, la palpazione, la tosse o gli starnuti.
Altri sintomi sono:

–      nausea
–     vomito
–     Febbre non molto alta (37,2 – 38°C) nelle forme iniziali non complicate da peritonite
–     Stitichezza diarrea

–     perdita dell’appetito
–     malessere generale Continua a leggere: l’appendicite nei bambini…

Il raffreddore

raffredd

Nella sezione “i venerdì dell’apparato respiratorio” non poteva mancare un evergreen: il raffreddore, croce dei bambini ma anche di moltissimi adulti e non solo nel periodo invernale.
Il raffreddore è un’infezione delle prime vie aeree che, contrariamente ai luoghi comuni, non è causato dal freddo, dal “colpo di vento”, dalla sudata, dall’aver camminato scalzi o essere usciti poco coperti, bensì da un’infezione virale trasmessa da un soggetto ammalato ad un altro. La presenza in classe o in famiglia di molti soggetti raffreddati testimonia la natura infettiva e se un adulto esposto al contagio non si ammala vuol dire che ha già contratto quel tipo di virus.
Causa:
I virus coinvolti nell’eziologia del raffreddore sono numerosissimi: Myxovirus, Paramyxovirus, Rhinovirus, retrovirus , adenovirus e Coronavirus e per ciascun gruppo virale sono stati identificati molti tipi antigenici di virus. Tuttavia, nonostante tale molteplicità, la causa di almeno un terzo dei raffreddori degli adulti rimane sconosciuta e questa proporzione sale fino al 70% nei bambini. Lo stesso soggetto può essere reinfettato dal medesimo tipo virale, oppure può avere una seconda infezione determinata da altri membri dello stesso gruppo; i rinovirus ad esempio sono una famiglia che annovera 200 tipi diversi di virus. Il  motivo per cui durante l’inverno il bambino sembra “ricadere” di continuo nei raffreddori è legato proprio al numero di questi virus che il piccolo, nella sua breve storia, non ha mai contratto. Continua a leggere: Il raffreddore…