La tigna: cos’è? come si manifesta? Come si cura?

tigna

La tinea (o tigna o epidermofizia) è un’infezione micotica causata dai funghi dermatofiti (Trichophyton, Microsporum ed Epidermophyton) che attaccano lo strato superficiale della cute, l’epidermide. La trasmissione avviene per contatto diretto, ovvero tramite persone o animali infetti (in genere cani o gatti) o per contatto indiretto tramite peli, squame cutanee, pettini, spazzole, schienali delle poltrone di luoghi pubblici, cappelli, biancheria da letto, asciugamani, tappeti negli alberghi, indumenti intimi, pavimenti degli spogliatoi, basi delle docce nelle piscine (in generale i funghi che causano la tigna prosperano in zone calde e umide).  
Nel primo caso le lesioni sono per lo più uniche o di numero limitato e localizzate alle parti scoperte del corpo (viso, avambraccia, gambe); nel secondo le lesioni invece sono generalmente multiple ed interessano quasi sempre le zone coperte dagli indumenti.
A seconda della sede in cui si manifesta, si distinguono quattro diversi tipi di tigna:
– tinea corporis: quando le macchie si presentano sul corpo
– tinea capitis: quando l’infezione colpisce il cuoio capelluto
– tinea cruris: quando interessa l’inguine
– tinea pedis: quando il fungo colpisce il piede

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Abuso di antibiotici e batteri multiresistenti

antibiotici

Ho parlato diverse volte di antibiotici, in tutte le stagioni;  è un argomento che mi sta molto a cuore. Trovo che ce ne sia un abuso e non solo fra i bambini. Spesso anche l’adulto “butta giù” farmaci su farmaci al primo mal di gola o colpo di tosse perché “tanto se non lo prendo adesso lo devo prendere dopo e peggioro”. E non è vero. Cerchiamo di mettercelo bene in testa: non esistono solo le infezioni batteriche, ci sono i virus, a cui gli antibiotici “fanno un baffo”. E l’assumere antibiotici senza un fondamento comporta dei rischi non solo per il singolo; aumentano infatti i microrganismi multi-resistenti agli antibiotici che possono essere molto pericolosi soprattutto per i neonati. (leggi anche qui)
E la Società Italiana di Neonatologia (SIN) è intervenuta nuovamente sull’argomento in occasione VII Convegno Internazionale sulle infezioni neonatali tenutosi a Pavia nei giorni scorsi. 
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Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

febbre

Per la prima volta dopo anni mi sono ammalata in maniera seria e proprio nei giorni di Natale. Ciò ha comportato che io stessi completamente a letto 3 giorni (tanto per gradire, vigilia, Natale e Santo Stefano, con tanto di parentado a casa), senza avere la forza di muovere neppure un dito del piede. La febbre non mi ha abbandonato neppure nei 2-3 giorni successivi, pertanto dovendo lavorare e poi salvare le ferie, ho deciso di prendermi un antibiotico. Risultato: il giorno dopo sfebbrata. Ovviamente non so se è stato il decorso normale di una virosi o una sovrainfezione batterica debellata. E non so neppure come mi sarei comportata se fosse capitato ai miei figli, a parte il fatto che i bambini possono rallentare i ritmi e “riposarsi”.  Continua a leggere: Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?…

Un piercing su tre provoca un’infezione

piercing e tatuaggi

Il post d el Blog Viva la mamma”: Bambini? I primi super tamarri sono loro, di qualche giorno fa, oltre a farmi riflettere e temere per il futuro dei nostri figli, mi ha ricordato un altro argomento affine di cui avevo letto qualche tempo fa e che avevo in cantiere di trattare: piercing e tatuaggi.

Nel corso del 67° Congresso della SIP (Società Italiana di Pediatria) tenutosi a Milano a inizio giugno è emerso un dato sconfortante: un piercing su tre provoca un’ infezione ai nostri ragazzi ed uno su 100 finisce addirittura al pronto soccorso. Sono stati infatti presentati i risultati di uno studio condotto su oltre 9000 studenti italiani, nel corso del quale è stato evidenziato anche che un ragazzo su 4 ha un tatuaggio. La legge italiana stabilisce il divieto di effettuare piercing e tatuaggi ai minori di 14 anni senza il consenso dei genitori.

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