Vaccini e internet: la guerra dell’OMS contro le “fake news” 

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Ogni giorno, la disinformazione sui vaccini continua a proliferare su internet con conseguenze molto pericolose per la salute di tutti. Purtroppo non sono infatti rari i casi di genitori che preferiscono affidarsi alle informazioni online piuttosto che a quelle ben più scientifiche e si spera corrette e precise date un medico “in carne e ossa”.
Per far si che tutti i genitori, i caregivers e gli operatori sanitari possano accedere a appunto ad informazioni accurate e affidabili sui vaccini,  l’Organizzazione mondiale della sanità ha creato una propria rete su internet in grado di contrastare le numerose informazioni squilibrate e ingannevoli che girano sul web quando si cerca la parola “vaccini”.

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MammacheBlog autunno 2016

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Sono una piccola blogger amatoriale, ma nonostante curi il blog nei ritagli di tempo e non abbia grandi aspirazioni (bè, no, dai, qualcosina si, tipo far decollare la app SOS MEDICO…) ci tengo “ad esserci”. Dove? Ovviamente al mammacheblog. Il più grande raduno di mamme blogger organizzato da fattore mamma. C’è ogni anno, in autunno e primavera. E oggi io c’ero.

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E c’ero fin dalla primissima mattinata. Non potevo mancare per nessun motivo infatti alla “colazione con Claudia de lillo”, la mitica mamma di nonsolomamma. È sempre un piacere incontrarla, sentirla e ancor più piacevole è sapere che si ricordava del nostro precedente incontro. Quando l’ho raccontato a mia figlia, sua piccola fan, mi ha risposto semplicemente “wow”. Che di semplice non aveva nulla.

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Minori a casa da soli: quando è possibile?

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È un argomento di cui si è parlato a lungo la scorsa estate dopo funesti fatti di cronaca. A che età un bambino può rimanere a casa da solo? Non mi sono mai posta la domanda dal punto di vista giuridico anche perché le occasioni in cui ho lasciato i miei figli soli si contano sulle dita di una mano e sono sempre stati episodi piuttosto limitati nel tempo. Piuttosto in quei casi mi sono preoccupata che non accadesse qualcosa a me. Li lasciavo davanti alla televisione e nella stessa posizione li trovavo al rientro.
Supernano lo scorso anno ha cominciato a percorrere brevi tratti da solo, inizialmente per recarsi al vicino supermercato, poi per rientrare dalla palestra. Ogni spostamento era monitorato. Mi telefonava all’uscita e io lo aspettavo a casa. Quest’anno gli incastri sono del tutto diversi e talora avrei la necessità che tornasse da solo e mi aspettasse a casa per una mezz’ora. Questo vuol dire uscire da solo (cosa che per altro fa già. Nella nostra scuola è permesso dalla V elementare e considerando che il portone di uscita delle prime è dal lato opposto dell’isolato rispetto a quello delle quinte, non potrei recuperare entrambi i figli nello stesso momento), arrivare a casa ma oltre ad avere le chiavi, gestire in autonomia circa mezz’ora del suo tempo. Farebbe merenda, leggerebbe un giornalino, mi telefonerebbe 1000 volte per chiedere di poter giocare ai  videogiochi. Ma… non sono convinta, anche perché io mi sposto in macchina, a Milano basta un nulla per raddoppiare o triplicare il tempo del mio rientro. E lui è ancora un bambino, autonomo quanto si voglia, ma pur sempre un bambino. E allora? Credo che ancora per qualche mese in caso di necessità farò ricorso alla sacra rete di mamme.  
Scelta basata sull’emotività. Mia.
Ma quando si può cominciare a lasciare un ragazzino a casa da solo? Continua a leggere: Minori a casa da soli: quando è possibile?…

Salute e internet: le regole antibufala

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Ne ho già scritto ma “ripetita iuvant”. Con la salute non si scherza e va bene informarsi, ma che le informazioni siano corrette. Sto parlando del tanto famoso “Dottor Google”. Oggi è di gran moda per ogni cosa consultare in prima battuta i siti online, i forum, i gruppi di Fb. Il 74% degli italiani considera internet un punto di riferimento utile per ottenere informazioni in tema salute, ma il rischio di incappare in vere e proprie bufale è dietro l’angolo.  Non  sempre infatti quello che si legge è corretto, vuoi proprio per quanto scritto, vuoi perché ogni caso e quindi ogni persona è diversa, vuoi perché spesso chi legge non ha le competenze per interpretare in maniera corretta. Io stessa, medico reale e “virtuale” ho più volte precisato che le informazioni scritte sul mio blog e sulla mia app non devono in nessun modo sostituire il consulto reale.

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Il cellulare: a che età regalarlo?

telefCon l’avvicinarsi del natale torna il solito ritornello: “voglio in regalo un cellulare”. Richiesta fatta da bambini sempre più piccoli. Che fare?
Non c’è una regola comune di comportamento, c’è chi cede dicendosi “tanto che male c’è”, chi tiene duro e ha figli di 13 anni senza l’amato bene e chi si pone mille domande.
Secondo un’indagine condotta nel 2012 (e in 3 anni le cose, a intuito, sono drasticamente cambiate) da Eurispes, su un campione di 1.100 bambini e 1.523 ragazzi:
– il 62% dei bambini di età inferiore a 12 anni in Italia ha un telefonino personale che usa per molte ore al giorno per giocare, inviare messaggi e foto, telefonare, collegarsi a internet e a social network
– il 44,4% dei bambini ha già un cellulare tra i 9 e gli 11 anni, mentre il 17,6 % ne possiede uno addirittura a 7 anni
– il 21,9% dei ragazzi lo usa un’ora al giorno, il 14,7% da una a due ore, il 14,5% fino a quattro ore. Solo il 7,2% non lo usa mai
– 1,2% dei ragazzi italiani non possiede un telefonino.
Gli esperti consigliano di non autorizzare il cellulare prima dei 12 anni per via di rischi di tipo fisico e psicorelazionale.

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