Allattamento al seno: vecchi miti da sfatare

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La mamma che allatta è spesso subissata da dubbi in merito a comportamenti da tenere o cibi da assumere o evitare, ma molto spesso le informazioni che riceve sono solo frutto di vecchie credenze popolari.

  • la neomamma può mangiare seguendo le proprie abitudini e solo se nota che il consumo di certi cibi determina disturbi al bambino, potrà provare ad eliminarli dalla sua dieta. Detto questo non c’è motivo che si privi neppure del caffè, se lo desidera. E lo dico per esperienza. Mamma di due figli che hanno sempre dormito tutta la notte nonostante io bevessi caffè a qualsiasi ora. Poi rompevano per altri motivi, ma questa è un’altra storia…
  • Le spezie e i cibi piccanti non sono affatto dannosi per il bebè (basti pensare che esistono paesi in cui questi alimenti sono alla base della dieta senza per questo impedire alle mamme di allattare i loro piccoli). Il motivo per il quale, invece, se ne sconsiglia l’assunzione (come succede anche per cavoli, broccoli, asparagi, aglio, cipolla…) dipende dal fatto che tali alimenti possono alterare il gusto del latte rendendolo poco gradito al bambino. Anche su questo, però, le opinioni sono discordanti e sono in tanti a ritenere che una precoce abitudine a sapori anche molto forti ne rende meno problematica l’accettazione nel periodo dello svezzamento. 
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Quanto latte in formula deve bere un neonato?

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Nel neonato allattato esclusivamente con latte in formula (quindi senza latte materno) è possibile calcolare la dose di latte per ciascuna poppata in 2 modi differenti, ma egualmente validi e semplici:
1) Si prende il peso del proprio bimbo espresso in grammi (ad esempio se il neonato pesa kg 3,900 si considera la cifra 3900 grammi) e si divide per 10. Al risultato ottenuto si somma il numero fisso 250: si otterrà così la quantità di latte necessaria nell’arco delle 24 ore. Ottenuto questo quantitativo giornaliero si divide per il numero di poppate che si è soliti dare al piccolo e si ottiene la dose di latte approssimativa a poppata.

2) con il secondo modo si prende invece il peso del neonato espresso in kg, lo si moltiplica x 160 e lo si divide per il numero delle poppate.
Se ad esempio il neonato pesa 4 kg lo si moltiplica per 160, il risultato va diviso per il numero delle poppate.     

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Pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere

latte in polvere

La notizia di cronaca di oggi è una di quelle che mi affranta molto come medico e come mamma: pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere: 18 arresti.

I carabinieri dei NAS di Livorno hanno arrestato 18 persone (messe tutte agli arresti domiciliari) per corruzione nei confronti di 12 pediatri.Secondo le indagini i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto di quello materno  in cambio di viaggi costosi e regali di lusso.  I carabinieri hanno dimostrato l’esistenza di un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per i regali ai medici: smartphone, computer, condizionatori, televisori.

Sono arrabbiata come medico perché io metto sempre la passione nel mio lavoro, i pazienti al primo posto e mai ho prescritto o prescriverò qualcosa solo per avere in cambio un favore. Lo sanno bene gli informatori farmaceutici a cui è addirittura capitato di sentirsi dire che mai avrei scritto il loro farmaco perché inefficace. O al contrario è capitato che continuassi a scrivere alcuni prodotti anche se quell’informatore non passava più nella mia zona o aveva cambiato azienda. Il mio motto è “prima di tutto la salute del paziente”. E devo dire che in genere la mia franchezza è apprezzata. 

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Prevenire allergie e diabete: si inizia con allattamento

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Di allattamento al seno ho già parlato, anche tanto. E tanto se ne parla. Sui blog, nei forum, sui siti medici. Se ne continuerà a parlare tanto. Per mia esperienza l’unico luogo dove invece si spendono poche parole è proprio quello dove l’argomento dovrebbe essere trattato in maniera più approfondita possibile: dal pediatra. E per pediatra intendo sia lo studio dei pediatri di base sia i pediatri ospedalieri alla dimissione post nascita. Eppure dovrebbero essere proprio i pediatri a confortare, aiutare ed educare le neomamme. A spiegare l’importanza di un allattamento al seno che non dovrebbe essere abbandonato alla minima, comprensibile e normale difficoltà. Da qui il supportare. La prevenzione contro infezioni, allergie o malattie come l’obesità e il diabete inizia infatti con l’allattamento al seno.

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Allattamento al seno: la mia esperienza

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Questo post partecipa all’iniziativa  #Ioallatto alla luce del sole 2014 – Come partecipare
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Sono una fan dell’allattamento al seno, ne ho sempre parlato nei miei post, l’ho consigliato alle neo-mamme e talora incoraggiate. Ma…. C’è un ma: non ho mai nascosto le difficoltà, non ho mai sciorinato tipo corona di rosario le gioie, solo le gioie. Ho cercato di dire quello che spesso viene omesso e che diventa poi causa di tanta disperazione o di abbandoni. Perché se lo conosci…non lo eviti.

Supernano nacque un giovedì notte. Era un bel bambino di 3330 kg. Un bel bambino molto affamato. Domenica mattina, alla dimissione senza dirmi nulla in particolare, anzi senza dirmi proprio nulla, mi prescrissero il latte artificiale. E così cominciò il mio calvario. Avevo in mano un pezzo di carta con un prodotto ma non sapevo né perché dovessi darlo a mio figlio né tanto meno il modo e la quantità. E l’essere medico non era certo di aiuto. Sono pneumologa ma soprattutto allora ero solo una mamma confusa. La  mia superamicapediatra (SAP), prontamente contattata, stava facendo la tesi di dottorato proprio sull’ allattamento materno mi disse “ma no, lo scrivono a tutti (????), aspetta la montata lattea e tutto si risolve”. E così fu. Ma supernano dopo i primi giorni di quasi calma continuava a piangere. Le ipotesi si sprecavano: otite? Infezione delle vie urinarie? Coliche? Chiamai ancora una volta SAP  che mi consigliò la cosa più banale: la doppia pesata. Supernano piangeva per la fame. “o lo attacchi al seno ogni volta che piange o gli dai un po’ di latte artificiale”.

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