Il mollusco contagioso

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Il mollusco contagioso è una malattia virale della cute e delle mucose abbastanza comune, che ricorda  le verruche con cui talvolta si può confondere. L’agente causale del mollusco contagioso è un virus DNA, il più grande virus conosciuto che infetti gli esseri umani, appartenente al gruppo dei poxvirus. Ha un periodo di incubazione che può variare da 2 settimane a 6 mesi e si trasmette con facilità per contatto diretto (cute con cute) da una persona che presenta tali lesioni sulla pelle ad altra persona oppure  per  via  indiretta  attraverso  superfici  contaminate  (sauna,  piscina,  panche  delle palestre,  lettini  dei  solarium  o  dei  centri  estetici)  o  oggetti  (biancheria  intima,  asciugamani). Nei  bambini  può  colpire  qualsiasi  parte  del  corpo ma soprattutto viso, tronco e arti (in particolare ascelle), mentre  negli  adulti  si  manifesta  principalmente nella zona genitale,  pubica  e  glutea ed essere trasmesso sessualmente. Talvolta si presenta nelle mucose delle labbra, della lingua, della bocca, della congiuntiva
Il caldo e l’umidità favoriscono la sviluppo del virus.
Le lesioni del mollusco possono manifestarsi in qualunque età ma è più frequente tra i 3 e 16 anni.
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Le punture di medusa

punture di medusa

È finalmente iniziata l’estate e per chi può primo sole corrisponde a mare. Ma non dimentichiamoci che la spiaggia e i fondali marini ospitano animali e microrganismi che possono provocare diversi problemi, in genere lievi, ma in alcuni casi bisogna ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Le lesioni più comuni per la pelle sono provocate dalle meduse.

Le meduse “pungono” grazie a particolari cellule, che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti che penetrano immediatamente nella pelle. La sostanza urticante in realtà è una miscela di tre proteine a capacità paralizzante, urticante e neurotossica. Subito dopo il contatto si avverte una sensazione di dolore bruciante e poi di prurito. La medusa che più frequentemente possiamo incontrare lungo le coste del Mediterraneo è la Pelagia nucticola, di dieci centimetri di diametro, trasparente o violacea, con lunghi filamenti, spesso presente in branchi. Queste sono, per fortuna, poco pericolose e provocano solo reazioni nel punto di contatto. Tuttavia, capitare in un branco di meduse ed essere colpito su larga superficie del corpo può essere pericoloso. Il reale pericolo deriva dal panico che segue appena percepito il dolore urente del contatto con le meduse.

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Trauma cranico nei bambini: come comportarsi

Trauma cranico nei bambini

Quando l’altro giorno ho ricordato il trauma facciale dell’estate scorsa di Supernano, avevo rimosso che nella stessa giornata, poiché gli eventi “no” sono sempre accompagnati, Supernano era caduto una seconda volta.

Non contento del trauma procuratosi nella parte anteriore del capo e quindi del suo labbrone, aveva deciso di rallegrare le mie ore pomeridiane con un trauma posteriore. Un trauma cranico? Beh…non proprio, ma la corsa folle sul pavimento in cotto bagnato della piscina è stata causa di una caduta a gambe all’aria con conseguente contusione sacrale (ovvero una bella botta al sederino) e alla “capoccia”. Urla, strilli, la classica domanda “c’è sangue?” (e pensare che fino a poco tempo fa voleva fare il dottore), per fortuna il tutto si è risolto in un tuffo in acqua. E poi ancora corse. I supernani non imparano mai la lezione.

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