Viaggiare durante la gravidanza: alcuni consigli per le mamme in attesa

Viaggiare durante la gravidanza: alcuni consigli per le mamme in attesa

Estate, tempo di vacanze e di viaggi, ma come si deve comportare una mamma in attesa?

Le donne incinte che hanno in programma un viaggio solitamente si rivolgono al proprio medico per avere consigli e se la gravidanza procede bene, non c’è motivo per vietare la vacanza anche se con le dovute precauzioni. Ma le informazioni fornite sono sempre soggettive perché in realtà mancano delle linee guida. Innanzitutto devono essere valutate l’epoca gestazionale e la presenza di eventuali fattori di rischio. Dopo i primi tre mesi generalmente ci si sente meglio: il fisico comincia ad adattarsi alla nuova situazione, la nausea è oramai diminuita, il vomito è scomparso, la sonnolenza non e’ più un problema; il secondo trimestre (IV, V e VI mese) è pertanto il momento migliore per affrontare un viaggio.
Problemi possono invece presentarsi negli ultimi mesi: è quindi più prudente evitare lunghi spostamenti e per troppo tempo con l’avvicinarsi della data del parto.

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Le allergie nei bambini: un fenomeno in preoccupante crescita

Allergie nei bambini

Ieri vi parlavo delle avvertenze da avere nel fare i regali ai bimbi con allergie. Sembrerebbe un problema poco comune, ma non è così. Oggi infatti vi riporto i dati presentati al Congresso Nazionale della Federazione delle Società Italiane di Immunologia, Allergologia e Immunologia Clinica (IFIACI), tenutosi a Roma dal 25 al 28 maggio 2011.

Secondo gli esperti nel 2020 un bambino su due avrà problemi di allergie. Il programma scientifico elaborato dalle tre società – Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAIC), Associazione Allergologi e Ammunologi Territoriali e Ospedalieri (AAITO) e Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA) – era basato su un valido aggiornamento sui principali aspetti fisiopatologici, clinici, diagnostici, terapeutici e gestionali delle malattie allergiche e immunologiche. Se oggi si contano il 20% degli italiani con diagnosi di allergia, entro il 2020 si raggiungerà il 25%. Se dovessimo contare anche tutti gli episodi sporadici si parla di cifre pressoché raddoppiate.

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Test del DNA e aspettative di vita

Test del DNA e aspettative di vita

In questi giorni ho letto un paio di notizie veramente terrificanti e che sotto un certo aspetto collego fra loro.

Negli Stati Uniti, a New York, un giudice, donna, ha tolto l’affidamento dei 2 figli ad una mamma affetta da tumore alla mammella. Il motivo? Secondo lei una mamma con queste problematiche non è in grado di crescere i suoi figli, inoltre causa rischio di minima aspettativa di vita, è meglio, sempre secondo il giudice, che i bambini vivano già con il papà. Ovviamente c’è stata insurrezione popolare. E io mi associo. Stiamo scherzando? Una mamma malata è pur sempre una mamma in grado di educare, crescere e coccolare i propri figli. Inoltre grazie alle cure, dai tumori si può guarire. Chi può sapere esattamente quanto si può vivere?

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Cosmetici: 5 semplici regole per un impiego sicuro

cosmetici

Questo post, più che per i nostri bimbi è per le mamme, mamme che pur avendo poco tempo a disposizione ci tengono a non dimenticare di essere delle donne.

E’ partita la campagna informativa ”Cosmetici: 5 semplici regole per un impiego sicuro”, realizzata dalla Regione Lombardia e finanziata dal Ministero della Salute. Lo scopo è quello di aumentare le conoscenze sul corretto uso di prodotti cosmetici e sui possibili rischi nell’utilizzo di prodotti non sicuri, scaduti o usati impropriamente. La campagna si è avvalsa del supporto tecnico-scientifico di un apposito Gruppo di Lavoro e della collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale.

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Il cordone ombelicale e la medicazione del moncone ombelicale

cordone ombelicale e medicazione

Il cordone ombelicale, o funicolo, durante la vita intrauterina, mette in comunicazione la placenta con il feto. Dalla placenta origina il sangue arterioso ossigenato, che da qui raggiunge il feto; dal feto origina il sangue venoso non ossigenato, che, in senso contrario torna alla placenta per essere ossigenato e ripetere nuovamente il ciclo. Salvo rari casi di malformazioni, il cordone ombelicale e’ formato da due arterie ombelicali, dalla vena ombelicale e da una sostanza gelatinosa detta gelatina di Wharton. Il cordone ombelicale può subire alterazioni meccaniche come compressioni, attorcigliamenti o addirittura prolasso, che in alcuni rari casi piuttosto gravi, possono interrompere il flusso ematico in maniera definitiva e causare la così morte del feto.

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