La dermatite atopica: una nuova terapia per una patologia multifattoriale

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È noto da sempre il detto “il genitore è il mestiere più difficile del modo” e nello scriverlo mi sento anche un po’ vecchia. Sento infatti ancora la voce dei miei:”vedrai, sarai genitore anche tu e comunque la farai sbaglierai”.
Ecco tutto questo mi è tornato in mente nel leggere il titolo di un articolo “con mamme chiocce tante dermatiti nei bimbi”.
E sul momento mi sono anche un po’ adirata: microba ha la dermatite atopica, faccio fatica a curarla, ma io mi sento tutt’altro che una mamma chioccia.
Poi ovviamente sono andata avanti nella lettura.
Secondo gli esperti le madri iperprotettive lavano i figli più volte al giorno anche con saponi aggressivi, per paura dei raffredori usano maglie di lana oppure trasformano la cameretta in un forno rovente o troppo umido. Queste piccole ossessioni  di molte mamme italiane nel tempo finiscono  per danneggiare la pelle sensibile dei piccoli causando un boom di dermatiti atopiche; io punterei il dito anche su additivi disinfettanti, il separare i vestitini dei piccoli da quelli degli adulti nel lavaggio in lavatrice, l’abitudine a “tenere i bimbi in una campana di vetro”, impedendo di toccare questo o quello. Indubbiamente queste non sono le uniche cause di una patologia multifattoriale.

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Il sonnellino pomeridiano dopo i 2 anni d’età

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Sia microba che supernano, gran dormiglioni di notte fino alla tarda mattina quando possibile, a 2 anni non hanno più voluto dormire al pomeriggio. La regola era infranta al nido, ma solo perché andando a letto tardissimo e alzandosi presto crollavano dopo il pranzo.
Al primo anno di materna microba continuava a dire che voleva essere una “grande” per non dormire.
Nella scuola materna dei miei figli le insegnanti dopo il pranzo creano una zona di relax e fanno riposare i bimbi di tutte e tre le età. I piccolini in genere si addormentano, per gli altri si tratta di una breve “sosta” dopo la quale è consentito alzarsi e fare attività tranquille e chiaramente non rumorose. Inutile dire che in genere microba non dormiva lo scorso anno e non dorme quest’anno e quando capita me lo segnala come un evento straordinario.
Non ho mai dato troppa importanza al dormire si o dormire no nel pomeriggio; inutile insistere se non ne hanno voglia, faccio già continue giornaliere battaglie che questa mi sembrava inutile. Ovviamente questo è un mio parere. Continua a leggere: Il sonnellino pomeridiano dopo i 2 anni d’età…

I pediatri…

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Ero molto arrabbiata per un evento che dopo vi racconto e che mi ha fatto riflettere, ma preferisco iniziare con una notizia positiva: tutti i pediatri coinvolti nell’inchiesta sul latte in polvere (di cui avevo parlato qui) sono stati scagionati e sono tornati al lavoro.
In genere quando qualche medico è inquisito “il mostro” è sbattuto in prima pagina e nessun mass media ne ha pietà; ma quando, per fortuna la maggior parte delle volte, ne viene dimostrata l’innocenza nella migliore delle ipotesi viene dedicato un trafiletto in ultima pagina.
Questa cosa mi ha da sempre fatto arrabbiare perché dietro tanti camici bianchi c’è dedizione, impegno, passione, amore verso una professione difficile, dove lo sbaglio è dietro l’angolo ma soprattutto dove subire una denuncia sembra essere più facile che andare al supermercato.
Denuncia spesso impropria.
Detto questo è mio compito, così come avevo descritto un fatto che se fosse stato vero era veramente da biasimare, tornare sui miei passi e raccontarne la non sussistenza.
Perché ho iniziato scrivendo che sono arrabbiata, o direi meglio amareggiata?
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Pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere

latte in polvere

La notizia di cronaca di oggi è una di quelle che mi affranta molto come medico e come mamma: pediatri corrotti per prescrivere latte in polvere: 18 arresti.

I carabinieri dei NAS di Livorno hanno arrestato 18 persone (messe tutte agli arresti domiciliari) per corruzione nei confronti di 12 pediatri.Secondo le indagini i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto di quello materno  in cambio di viaggi costosi e regali di lusso.  I carabinieri hanno dimostrato l’esistenza di un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per i regali ai medici: smartphone, computer, condizionatori, televisori.

Sono arrabbiata come medico perché io metto sempre la passione nel mio lavoro, i pazienti al primo posto e mai ho prescritto o prescriverò qualcosa solo per avere in cambio un favore. Lo sanno bene gli informatori farmaceutici a cui è addirittura capitato di sentirsi dire che mai avrei scritto il loro farmaco perché inefficace. O al contrario è capitato che continuassi a scrivere alcuni prodotti anche se quell’informatore non passava più nella mia zona o aveva cambiato azienda. Il mio motto è “prima di tutto la salute del paziente”. E devo dire che in genere la mia franchezza è apprezzata. 

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