Codogno nel mio cuore

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Ho sperato fino all’ultimo che fosse una montatura, una lotta politica fra “aprire e chiudere” che i mass media come sempre ingigantissero, che questo virus fosse come i precedenti, tutto sommato innocuo. Ricordo ancora quando giovane medico di ps alle prime armi mi insegnarono la vestizione/svestizione per quello che sarebbe dovuta essere emergenza nazionale. Ma nel piccolo ps di Codogno quei kit di indumenti protettivi non furono mai aperti.

Quel 21 febbraio ero come sempre in ambulatorio, concentrata sui miei pazienti, e non mi capacitavo dei continui bip del mio cellulare. Avevo letto di sfuggita le notizie online. Del primo casi di coronavirus in Italia, ma distrattamente non avevo dato peso alla cosa.

Ma amici e conoscenti no. Si ricordavano del mio lavoro in ps e chiedevano come stessi. Qualcuno non sapeva neppure che io avevo lasciato il pronto soccorso qualche anno fa.

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