Aspettando Natale…

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Lunghi pomeriggi invernali. Come evitare insulti da parte dei condomini causa  Supernano e la sua palla o microba e le sue scarpette con il tacco della scatola dei travestimenti? Ci aiuta qualche “silenzioso” lavoretto. Che poi si fa per dire perchè i litigi su chi incolla o chi taglia sono all’ordine del secondo. Ma si sa…

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Lavoretti con le capsule del caffè e con abbassalingua. Peccato che le foto non rendano

8 anni

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Non credevo che avrei avuto senso materno, non credevo che avrei amato un figlio più di qualsiasi altra cosa, più di me stessa.
Non credevo che un figlio avrebbe potuto modificare il mio fare, il mio pensare.
Ma da quando ti ho stretto fra le braccia quel lontano 21 aprile, nulla è stato più come prima. Non era solo la ricorrenza del “Natale di Roma”, è diventato il mio Natale. Come mamma.
Ti ho amato giorno per giorno e ogni giorno di più, per quello che sei, per quello che fai, per il tuo parlare, per il tuo non parlare, per la tua timidezza e i tuoi sguardi apparentemente misteriosi.
Perché io, i tuoi sguardi, li capisco. Non mi puoi imbrogliare perché in te mi rivedo. Quando dici che non c’è nulla e invece c’è una bomba pronta ad esplodere, vuoi solo che io insista, un pò, tanto, dipende. Lo so. E ti dico “non mi imbrogli perché facevo, faccio, così anche io”. Solo che ormai non trovo più nessuno ad insistere.
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L’epifania: tutte le feste porta via…

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È un detto comune e in alcuni casi lo si dice anche con un certo sollievo. In genere capita quando il parentado durante le festività è stato piuttosto presente e invadente oppure quando i figli non inseriti nella solita routine e in preda all’euforia degli eventi hanno fatto letteralmente impazzire. E questa seconda situazione è quella che ho capito essersi più frequentemente verificata leggendo qua e la i vari blog.
Ecco, quest’anno a me non è successo nulla di tutto questo. Quest’anno ho salutato la fine delle festività con un certo rammarico. E la notte scorsa trascorsa completamente in piedi al lavoro in pronto soccorso non è certo stata d’aiuto.
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Capodanno con i bambini

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Finito il Natale siamo in fretta trainati verso le feste di fine anno, feste che sembra essere obbligatorio festeggiare.
Ma mentre il single o la coppietta ha come unico pensiero la location o l’abito da sfoggiare, la coppia con pupo al seguito ha qualche  dilemma in più. Ci si chiede infatti se sia il caso di uscire con la prole e in caso affermativo dove recarsi.
Per quanto mi riguarda non mi sono mai fatta troppi problemi: i bambini ci hanno sempre seguito ovunque senza dare alcun problema divertendosi come e più di noi.
È rimasto proverbiale il primo capodanno di supernano: a casa di amici è rimasto a giocare senza farsi sentire fino alle 2 di notte. C’era un’altra coppia che a quel punto si pentì di aver lasciato  a casa la figlia, anch’essa nottambula, per paura che disturbasse gli altri bambini.
A parte il fatto che io sono convinta che una volta ogni tanto si possa anche trasgredire le regole, credo anche che una famiglia e quindi un bimbo non particolarmente rigidi si adattino poi meglio alle varie situazioni della vita.
Per chi invece è “un po’ più rigoroso” come comportarsi nella notte più lunga dell’anno?

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Natale e giocattoli: i rischi per i più piccoli

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Mancano ormai poche ore alla notte di Natale, le letterine sono state spedite, i giochi nascosti ovunque da nonni e genitori e i bimbi contano le ore all’ arrivo di Babbo Natale.
In realtà un po’ anche i grandi come la sottoscritta che nonostante lo stress da acquisto quando si tratta di impacchettare e poi spacchettare anche la più semplice delle cose torna bambina.
Per quanto riguarda i giocattoli però, soprattutto nelle case dove ci sono bimbi piccoli bisogna prestare molta attenzione. Non solo nel regalarli al diretto interessato ma anche se sono regali del fratellino o del cuginetto più grande.
Secondo il presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (Simeup), i giocattoli più pericolosi sono quelli sferici e smontabili in piccoli pezzi che possono essere inalati dal bambino e provocarne il soffocamento; non meno pericolosi i giochi alimentati da pile. soprattutto quelle  ‘a bottone’, non solo per il pericolo di soffocamento, ma anche per le sostanze contenute, che possono provocare danni seri in breve tempo.
L’età più a rischio è quella compresa tra 0 e 3 anni. 

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