Svezzamento: le tappe fondamentali

Svezzamento: le tappe fondamentali

Microba tra poco compie un anno e ormai lo svezzamento è quasi concluso. Devo dire che è di buona forchetta e soprattutto molto curiosa di assaggiare tutto quello che mangiamo noi. Ma non sempre proprio tutto le è consentito.

In merito allo svezzamento e all’introduzione mese per mese dei vari alimenti ci sono, come sempre teorie contrastanti. Senza essere troppo rigidi, ma senza neppure dare il via allo svezzamento libero, tenterò di dare qualche informazione anche spiegando come mi sono comportata io con i miei bambini.

Svezzamento: le tappe fondamentali

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Eritema o dermatite da pannolino: trattamento e prevenzione

eritema o dermatite da pannolino

L’eritema da pannolino e’ un problema che interessa la maggior parte delle mamme perchè è molto frequente nel neonato e può accompagnare il bambino fino all’età di 2 anni circa.

Con “eritema da pannolino” o “dermatite da pannolino” si intende un arrossamento della pelle nella zona genitale e anale del neonato. È causata dalle urine e dalle feci che ristagnano a contatto con la pelle, soprattutto a causa dei pannolini, mantenendo la pelle umida. La pelle del neonato è molto delicata e, anche se i pannolini in commercio hanno un alto potere assorbente e garantiscono un’elevata igienicità, non possono combattere gli arrossamenti: non sono fatti di materiali come cotone e spugne, ma contengono materiale plastificato, che irrita facilmente la delicata pelle del neonato. Inoltre l’umidità causata dalle urine, non riuscendo a fuoriuscire, impedisce all’epidermide di traspirare. A ciò si deve aggiungere l’irritazione chimica causata dall’ammoniaca, prodotta dagli enzimi batterici urinari e dagli enzimi fecali.

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Come vestire il neonato: consigli pratici

come vestire neonato

È un tormentone. Almeno per me all’inizio lo è stato. In generale il consiglio è: vestite i vostri bimbi come siete vestiti voi. Già, una parola. Intanto noi ci muoviamo, poi disponiamo di capi diversi dai loro sia come tipologia che come materiali. Chiaramente tutto è più facile per chi nasce in estate o inverno. Ma in primavera? Quando un giorno ci sono 25° C e il giorno dopo 5°? Nelle mie ansie da neomamma alla nascita di Supernano sono stata torturata dalla ciniglia. Ciniglia? Cotone? Golfino si, golfino no? E il cappellino? Chiaramente con microba tutto è stato più semplice. A parte il fatto che i 2 mesi successivi alla sua nascita ha praticamente sempre piovuto, avevo davanti l’esempio di un bambino supercaloroso che al primo pallido sole si spoglia come se fosse agosto.

Alla luce della mia esperienza e delle mie ansie ormai sedate, cercherò di dare qualche indicazione per tranquillizzare le mamme ma anche molte nonne….

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La febbre nei bambini: come si misura e come si cura

La febbre nei bambini e nei neonati: come si misura e come si cura

Cos’è la febbre? E’ un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei suoi valori normali, 37.5°C se misurata per via ascellare o 38°C se misurata per via rettale. La febbre nei bambini spaventa sempre i genitori che sperano quindi che sparisca il più in fretta possibile. In realtà, anche se può sembrare un paradosso, la febbre è il primo sistema di difesa del corpo contro virus e batteri.

La temperatura corporea può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini, può aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, ambiente eccessivamente riscaldato, ipersudorazione, sete. Questo perché l’aumento della temperatura corporea, come detto prima, è un meccanismo fisiologico (quindi buono) che possiede l’organismo umano, di difesa, ma anche di compenso. Ma quando la febbre dura da più di 24 ore, allora evidentemente non è solo un fatto momentaneo. La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata.

Cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni virali e batteriche. Praticamente ogni infezione è quindi potenzialmente in grado di provocare febbre:

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Diabete mellito gestazionale: diagnosi e trattamento

diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una condizione di intolleranza ai carboidrati che insorge o viene riconosciuta nel corso di una gravidanza.

Fattori di rischio:

  • presenza di diabete in un parente di I grado
  • storia di intolleranza glucidica (compreso diabete gestazionale in una precedente gravidanza)
  • obesità materna
  • neonato di una precedente gravidanza con macrosomia

Screening:

prevede fra la 24° e la 28° settimana di gestazione un test di tolleranza glucidica da effettuarsi un’ora dopo l’assunzione di 50 gr di glucosio per bocca. Le donne ad alto rischio per un diabete gestazionale vanno sottoposte al test in occasione della prima visita ostetrica. Il valore di cutoff (valore soglia) è 130-140 mg/dl. Misurazioni della glicemia condotte in maniera casuale o a digiuno non sono invece consigliate a scopo di screening in quanto poco attendibili.

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