Vietato fumare. Anche una sigaretta al giorno

 

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Le scuse del paziente  fumatore alla domanda se e quanto fuma sono infinite. Gli aneddoti numerosi. Come quella volta che alla risposta “20” il mio paziente aggiunse “e che sarà mai?”   . Sono stata tacciata di essere troppo dura nello “sgridare”; sono stata tacciata di essere “un cattivo” medico per non aver sgridato; mi è stato detto che la mia faccia esprimeva peggiori pensieri del mio silenzio. Insomma approcciare il fumatore non è facile.
Da pneumologa e non fumatrice mi piacerebbe tanto poter parlare di prevenzione, portare nelle scuole fin dalla scuola elementare, i pazienti ex fumatori, quelli con l’ossigeno domiciliare. Perché la prevenzione è la migliore arma. Perché non bisogna proprio cominciare a fumare, neppure poche sigarette.

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La bronchiolite nei bambini

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La bronchiolite è un’infezione virale acuta del sistema respiratorio che interessa le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore a due anni soprattutto in inverno e inizio primavera. Il 75% delle bronchiolite è causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV), ma numerosi altri virus come Virus parainfluenzali, Adenovirus, Mycoplasma, Rinovirus ,Virus influenzali e Enterovirus possono essere responsabili della malattia. Molto probabilmente il processo deriva da un’estensione dell’infiammazione dalle vie aeree superiori ai distretti periferici dell’albero bronchiale e arriva a coinvolgere anche la mucosa bronchiale. Può derivare pertanto da una banale infezione delle alte vie respiratorie.
incubazione:
3-5 giorni
contagio:
La trasmissione avviene primariamente per contatto diretto con secrezioni infette.
La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. Continua a leggere: La bronchiolite nei bambini…

Probabile causa della morte in culla: il cervello “dimentica” di allertarsi

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Il problema della morte in culla è quanto di più angosciante possa esserci per un neogenitore. E fino ad oggi la causa era sconosciuta. Ora è emersa un probabile motivo. 

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics a causare la morte in culla (Sids) nei neonati potrebbe essere un problema ad alcuni neurotrasmettitori che impediscono al bambino di svegliarsi in situazioni pericolose come quando ha troppo poco ossigeno. I ricercatori del Boston Children’s Hospital hanno analizzato campioni del cervello di 71 bambini morti per presunta Sids tra il 1995 e il 2008, indipendentemente dalla posizione in cui erano stati messi a dormire. In tutti i casi sono state trovate alterazioni nei livelli di alcuni neurotrasmettitori, ovvero sostanze controllano respirazione, ritmo cardiaco, pressione e temperatura e che nel caso di un’alterazione impediscono ai bambini di svegliarsi se respirano troppa anidride carbonica o il corpo diventa troppo caldo.

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