Lo streptococco. Cos’è?  

 

streptococco

Microba si è ammalata a giugno. Nulla di strano con il tempo pazzo dell’ultimo periodo. È strano per lei, bimba tendenzialmente sana eccetto un episodio di virus intestinale all’anno che in coppia non ci facciamo mai mancare fra novembre e dicembre. È strano perché mi hanno chiamato dall’asilo: aveva 39 di temperatura. “Ti volevo solo avvisare” mi ha detto la maestra “non preoccuparti perché sembra comunque tranquilla”. Cosa aveva microba? Non è dato sapere. Un po’ di mal di pancia, un po’ di mal di gola e la solita voglia di giocare. Non mi sarei per nulla preoccupata se non fosse arrivato il wapp di un’amica “con il febbrone così alto non avrà mica lo streptococco? C’è un’epidemia…”. Ecco io allo streptococco non avevo proprio pensato. Ed è proprio una di quelle cose che non posso diagnosticare: ci vuole il tampone. Ma microba non ha un pediatra;  chi eventualmente glielo avrebbe potuto fare?  e soprattutto se lo sarebbe fatto fare, visto che rifiuta tutto, anche la tachipirina?  Tornando in ospedale ho contattato il pediatra di turno. Da cui mi sono presa della mamma ansiosa. Io? Io che ho lasciato che la febbre di microba passasse senza un farmaco? Ebbene il collega si è messo a disquisire sulle differenze fra scarlattina e faringite da streptococco per arrivare a convincermi di attendere  3 giorni. Già i classici 3 giorni. Grazie tante, lo sapevo anche io. “Se anche fosse streptococco, beta emolitico-per altro- hai tempo una settimana per iniziare l’antibiotico ed evitare eventuali complicanze”. Bell’aiuto.

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Il dolore nel bambino

pianto

Capire entità e tipo di dolore nel bambino è una delle cose più complicate per un genitore. Il pianto di un neonato è dovuto a dolore o ad altro? E se si tratta di dolore dove è localizzato? Il bambino più grande che invece verbalizza prova veramente un disagio o somatizza?
Quando supernano era piccolissimo e piangeva sempre,  tutti a dar la colpa alle coliche e c’è chi ha azzardato un mal di orecchie.
Supernano era solo… affamato!
Ma quale percezione ha il bambino del dolore? Già a partire dalla 24ª settimana di gestazione, il feto presenta le basi anatomiche e fisiologiche per la percezione del dolore.  Nel neonato, in particolare, è stato scoperto che l’organizzazione nervosa deputata al trasporto verso il cervello degli stimoli sensitivi, ha un rapido sviluppo, mentre le vie che dal cervello modulano l’intensità degli stimoli in arrivo, maturano più lentamente; questo determina che i neonati avvertono il dolore con una intensità maggiore degli adulti.

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Raffreddore e mal di gola: come curare i malesseri stagionali più comuni

raffreddore

Nei mesi invernali, ma non solo, è d’obbligo parlare di raffreddamenti e infiammazioni delle alte vie respiratorie.
Queste patologie sono le più “sentite” sia dai genitori per quanto riguarda terapia ed assenze scolastiche, sia dal mondo medico visto che sono una delle cause più frequenti che conducono alla visita dal pediatra.

Ancora l’altro giorno mi è arrivata la telefonata: cosa dare al nipotino con il “raffreddorone”.
Io sono brutale: nulla. Non serve nulla se non un’ottima pulizia del naso.
Nei bambini di età inferiore ai 6 anni vi è una media di 6-8 episodi di infezione delle alte vie respiratorie in un anno, fino a una al mese nel periodo tra settembre e aprile. Spesso questi episodi durano anche oltre 14 giorni e le aspettative dei pazienti, ops, dei genitori, talvolta, sono difficili da gestire per il pediatra. Qual è la conseguenza?

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Il bambino con la febbre

febbre bambiniDi febbre ho già parlato, ma credo che ripetersi non faccia male soprattutto in questo periodo in cui moltissimi bambini sono a letto con l’influenza. Anche microba purtoppo è stata colpita: aveva 39°C. Ma cosa si può fare in caso di febbre così alta?

E’ appropriato l’uso di mezzi fisici per ridurre la temperatura corporea? Seppure in alcuni studi l’uso combinato di antipiretico e spugnature tiepide abbia determinato una più rapida caduta della febbre nei primi 15 minuti rispetto al solo antipiretico e poiché dopo due ore non vi erano significative differenze, non vi è evidenza del vantaggio dal punto di vista clinico. L’impiego di mezzi fisici rimane invece consigliato in caso di ipertermia.

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Influenza nei bambini: come comportarsi

Influenza sintomiDi influenza ho già parlato lo scorso anno e poiché sintomi, indicazioni e raccomandazioni sono sempre gli stessi, sarebbe inutile tornare sull’argomento. Ma…ovviamente c’è un motivo se invece ne riscrivo. Ogni giorno vedo o parlo con mamme ansiosissime che continuano a farmi le solite domande: perché il pediatra non ha voluto visitare il figlio con 38° di temperatura, perché in pronto soccorso hanno dovuto attendere ore e poi sono stati liquidati malamente con la prescrizione della tachipirina, perché se hanno fatto vaccinare il figlio ha avuto ugualmente l’influenza, etc etc…

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