Bambini e PC

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Papachef a Natale mi ha regalato un nuovo pc. A suo dire (anche se forse non ha tutti i torti) il mio è ormai obsoleto e potrebbe lasciarmi a piedi da un momento all’altro. Sarebbe in effetti una tragedia. “ poi sul tuo potrebbe imparare a “smanettare” supernano” – disse allora.  Mai parole furono prese così tanto alla lettera e non passa giorno che il ligio ragazzino non me le ricordi, insistendo perché io faccia il trasbordo da un computer all’altro.
Che noi siamo una famiglia tecnologica è noto (io un po’ meno ma mi adeguo per non rimanere indietro…); non ho mai demonizzato tablet e smartphone tant’è che, seppure per questioni pratiche, ne ho messo in mano uno a supernano già in IV elementare. Ovviamente dandogli delle regole. Alcune dettate dal buon senso, altre apprese documentandomi. Perché noi genitori dobbiamo imparare a gestire tutta questa informatizzazione e abbiamo assolutamente bisogno di colmare le numerose lacune.
Un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi infatti si avvicinano con passione all’informatica e passano sempre più tempo davanti al monitor di un computer.

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Abuso di Nintendo: attenzione alla “nintendonite”

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Quando ho letto il titolo di questo articolo mi è scappato un sorriso: non sappiamo più che termini coniare, poi però mi sono soffermata sul testo, essendo supernano amante dei videogiochi.
Ho già detto altrove che l’uso di PC e videogiochi in casa nostra è limitato e che supernano comunque preferisce palle e palloni agli schermi, ma non si sa mai, meglio informarsi…
Sull’edizione natalizia del British Medical Journal sono stati revisionati alcuni casi descritti in letteratura di problemi di salute derivanti da un utilizzo prolungato e senza pause di console per il gioco. In particolar modo gli studiosi si sono soffermati sul caso di una ragazza di 13 anni che aveva già una predisposizione all’epilessia che dopo aver giocato ininterrottamente per tre ore ha sviluppato delle convulsioni; su una donna che dopo aver giocato per cinque ore ininterrottamente al “Game Boy” ha sviluppato un’infiammazione al pollice e di suo figlio che ha presentato i sintomi di “collo da Nintendo”, con forti dolori per aver tenuto in trazione il collo per oltre trenta minuti.

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I pediatri promuovono “con riserva” l’uso di tablet e app

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Supernano a due anni mi ha insegnato l’uso del telecomando del televisore nuovo, poco più grande accendeva e spegneva il pc, ha imparato a scrivere frasi compiute prima dell’inizio della scuola elementare mandando i messaggi su whatsapp. Quando mi si “impalla” il telefonino chiedo a lui per risolvere il problema (non ho ancora imparato a rimuovere la batteria dello smartphone). Microba parla di app, giochini scaricati e video su youtube come io oltre 30 anni fa parlavo di Barbie e Cicciobello.
I miei figli, come la maggior parte dei loro coetanei sono figli dei loro tempi e della tecnologia. Io ricordo ancora l’acquisto del primo computer quando dovevo preparare la tesi di laurea; lo trattavo come una reliquia e per molti aspetti era “un perfetto sconosciuto”, per supernano e microba sarebbe strano non averlo, un computer.
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Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività

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Ho più volte parlato di tecnologia e dei dubbi sulle concessioni da fare ai bambini: telefonino si, telefonino no, quali giochi elettronici e a che età.
In realtà  fin dalla nascita i nostri figli sono a “contatto” con strumenti tecnologici:  contemporaneamente all’alzarsi in piedi imparano ad accendere il televisore, far partire uno stereo, appena più grandicelli ad usare il telefonino di mamma e papà, successivamente il PC. Per loro è normale vedere immediatamente la foto appena scattata, il loro cartone preferito su un tablet al ristorante o la nonna lontana con skype.
Ma questi bambini forse fin troppo esperti di tecnologica sono ancora creativi? Sono in grado di inventare storie, creare con pongo, lavorare la carta?   Continua a leggere: Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività…