Acido folico in gravidanza: l’importanza delle giuste quantità

incinta

Credo che ormai sia noto e stranoto che in gravidanza ma anche nei mesi antecedenti il concepimento, sia indispensabile assumere acido folico. Ma cos’è questo acido folico? È una vitamina del gruppo B, ovvero la vitamina B9, che non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo, in condizione di normalità in quantità di 0.2 mg al giorno. In gravidanza è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, in particolar modo del tubo neurale,  che si possono sviluppare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale; in questa fase pertanto il fabbisogno della donna raddoppia a 0.4 mg perché il feto utilizza le riserve materne. Ma se l’acido folico viene assunto in dose maggiore? Secondo  una ricerca spagnola recentemente pubblicata su Jama Pediatrics assumendone quantità in eccesso salirebbe il rischio di problemi psicomotori nel feto.
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Tosse cronica nei bambini: cosa fare?

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È uno delle richieste più frequenti da parte della mamme: “il mio bambino ha la tosse da 2-3, anche 4 mesi a secondo dei casi, l’ho portato ovunque, gli ho dato di tutto, ma non va via. Cosa devo fare?” E io inizio a tremare. Innanzitutto perché sono si pneumologa, ma mi occupo di adulti e sia le cause di tosse cronica nell’infanzia sia l’approccio diagnostico-terapeutico sono diverse da quelle dell’adulto, in secondo luogo perché un atteggiamento del genere già carico di ansie e aspettative alte carica di “ansie” anche il medico.
E allora vediamo cosa fare in età pediatrica.
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Prevenire allergie e diabete: si inizia con allattamento

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Di allattamento al seno ho già parlato, anche tanto. E tanto se ne parla. Sui blog, nei forum, sui siti medici. Se ne continuerà a parlare tanto. Per mia esperienza l’unico luogo dove invece si spendono poche parole è proprio quello dove l’argomento dovrebbe essere trattato in maniera più approfondita possibile: dal pediatra. E per pediatra intendo sia lo studio dei pediatri di base sia i pediatri ospedalieri alla dimissione post nascita. Eppure dovrebbero essere proprio i pediatri a confortare, aiutare ed educare le neomamme. A spiegare l’importanza di un allattamento al seno che non dovrebbe essere abbandonato alla minima, comprensibile e normale difficoltà. Da qui il supportare. La prevenzione contro infezioni, allergie o malattie come l’obesità e il diabete inizia infatti con l’allattamento al seno.

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Gli esami del sangue nei bambini

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Che io sia tendenzialmente contraria a farmaci, visite mediche ed esami clinici se non strettamente necessario, credo che si sia capito da tempo. La cosa è nota anche alle amiche che sanno che non devono recarsi in pronto soccorso con i loro bimbi come se andassero al supermercato, che non devono esagerare in farmaci etc.
Qualche anno fa una mamma era preoccupata perché il suo bimbo per quanto mangiasse non cresceva, a  suo dire, a sufficienza; io lo visitai, misurai, pesai per qualche tempo riscontrando una crescita assolutamente costante per quanto su bassi percentili.
D’altronde la sua mamma e il suo papà non sono certo dei colossi.
Anche la sua pediatra era del mio stesso avviso ma, probabilmente stufa di sentire le ansie e le richieste della mamma in questione prescrisse i “famosi” esami del sangue. Precisando “solo per scrupolo”.
La mia amica me lo tenne nascosto e disse al bimbo, tutto orgoglioso del suo cerotto, di non dirmi nulla.
Indovinate invece un po’? Fu la prima cosa che mi raccontò non appena mi vide. Inutile dire che gli esami erano perfetti.
Le mamme spesso avanzano richieste di esami sapendo che nella maggior parte dei casi saranno accontentate dal pediatra, ma in realtà nel chiedere gli esami non sanno neppure cosa cercare e soprattutto quali esami possano essere davvero utili.
È dunque proprio necessario sottoporre i bambini agli esami di laboratorio?
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I pediatri promuovono “con riserva” l’uso di tablet e app

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Supernano a due anni mi ha insegnato l’uso del telecomando del televisore nuovo, poco più grande accendeva e spegneva il pc, ha imparato a scrivere frasi compiute prima dell’inizio della scuola elementare mandando i messaggi su whatsapp. Quando mi si “impalla” il telefonino chiedo a lui per risolvere il problema (non ho ancora imparato a rimuovere la batteria dello smartphone). Microba parla di app, giochini scaricati e video su youtube come io oltre 30 anni fa parlavo di Barbie e Cicciobello.
I miei figli, come la maggior parte dei loro coetanei sono figli dei loro tempi e della tecnologia. Io ricordo ancora l’acquisto del primo computer quando dovevo preparare la tesi di laurea; lo trattavo come una reliquia e per molti aspetti era “un perfetto sconosciuto”, per supernano e microba sarebbe strano non averlo, un computer.
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