La dermatite atopica: una nuova terapia per una patologia multifattoriale

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È noto da sempre il detto “il genitore è il mestiere più difficile del modo” e nello scriverlo mi sento anche un po’ vecchia. Sento infatti ancora la voce dei miei:”vedrai, sarai genitore anche tu e comunque la farai sbaglierai”.
Ecco tutto questo mi è tornato in mente nel leggere il titolo di un articolo “con mamme chiocce tante dermatiti nei bimbi”.
E sul momento mi sono anche un po’ adirata: microba ha la dermatite atopica, faccio fatica a curarla, ma io mi sento tutt’altro che una mamma chioccia.
Poi ovviamente sono andata avanti nella lettura.
Secondo gli esperti le madri iperprotettive lavano i figli più volte al giorno anche con saponi aggressivi, per paura dei raffredori usano maglie di lana oppure trasformano la cameretta in un forno rovente o troppo umido. Queste piccole ossessioni  di molte mamme italiane nel tempo finiscono  per danneggiare la pelle sensibile dei piccoli causando un boom di dermatiti atopiche; io punterei il dito anche su additivi disinfettanti, il separare i vestitini dei piccoli da quelli degli adulti nel lavaggio in lavatrice, l’abitudine a “tenere i bimbi in una campana di vetro”, impedendo di toccare questo o quello. Indubbiamente queste non sono le uniche cause di una patologia multifattoriale.

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Prendere il sole in sicurezza

sole

Il tempo nell’ultimo periodo di ponti  non è stato esattamente dei migliori ma in occasione dei prossimi primi  week end di sole che speriamo non si faccia attendere, è indispensabile essere prudenti e proteggere la pelle. I raggi solari infatti,  se presi in maniera inappropriata sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della possibile comparsa di tumori della pelle: il danno si evidenzia piano piano dopo i 40-50 anni a seconda della quantità di sole presa nel corso della vita; inoltre le scottature serie, accompagnate da vescicole, subite da piccoli e durante l’adolescenza, raddoppiano il rischio di melanoma in età adulta. Non sono novità, è vero e anche io ogni anno non tralascio di scrivere dell’argomento (qui e qui)
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Salviette detergenti per neonati possibile causa di dermatiti

pannolini

Quando tempo fa scrissi un post sull’igiene del bambino, parlai anche dell’uso delle salviettine detergenti che andrebbe però limitato al cambio del bebè fuori casa; in realtà il consumo di questo prodotto fra i neonati, ma non solo, dimostra che non è così.
Basti pensare che spesso anche nelle scuole dell’infanzia oltre alla richiesta di carta igienica e fazzoletti di carta si aggiunge quello delle salviettine detergenti. E con l’aumentato uso di tali prodotti si sta verificando anche un crescente numero di  disturbi alla pelle che vanno dalle dermatiti fino a secrezione di liquido biancastro che spesso  indica un infezione di carattere batterico.
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La disidrosi

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Quando frequentavo il 4° anno di medicina una domenica pomeriggio mentre studiavo notai comparire su una mano una vescicola che mi sembrò una verruca. Non me ne preoccupai, ma quando nel corso delle ore le vescicole presero ad aumentare in numero e soprattutto a prudermi, capii, pur non avendo ancora studiato dermatologia che non si trattava di verruche. Da ipocondriaca quale già ero, il giorno dopo corsi a farmi vedere dalla mia responsabile; allora pensando che “da grande” avrei fatto la pediatra frequentavo appunto un reparto di pediatria e si pensò avessi contratto qualche malattia dei bambini. Mi fecero fare numerosissimi esami ma non emerse nulla se non che nel tempo avevo contratto una marea di patologie in maniera asintomatica. Le vescicole scomparvero spontaneamente dopo qualche giorno per poi ripresentarsi in maniera più virulenta un anno esatto dopo. A quel punto degli studi frequentavo già le cliniche mediche e così mi recai dal dermatologo che effettuava le consulenze in reparto. Questo appena vide le mie mani non ebbe dubbi: “è disidrosi” mi disse, “ti accompagnerà per molti anni”. E così fu; periodicamente le mie mani si riempiono di vescicole che in alcuni periodi  si sono anche desquamate. E quando le stesse vescicole si presentarono a papàchef, ma nei piedi, non ebbi dubbi sulla diagnosi. Non fu chiaramente “colpa” mia perché la disidrosi non è contagiosa!
Ma cos’è la disisdrosi?

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Il carnevale: come divertirsi in sicurezza

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Il carnevale si avvicina a grandi passi e i preparativi sono cominciati: alla scuola dell’infanzia di microba hanno l’abitudine di fare preparare vestito o accessori dai bambini, a danza ci hanno dato indicazione di portare le bimbe mascherate la lezione prima del giovedì grasso; supernano da giorni prepara mascherine da attaccare sul cartellone della scuola. Insomma ai bimbi il carnevale piace molto. E in effetti anche durante il resto dell’anno il gioco dei travestimenti in genere va per la maggiore. Ma non dimentichiamoci di festeggiare in sicurezza perché maschere, i costumi e i gadget venduti in occasione del Carnevale spesso nascondono insidie.
E’ per questo che il Ministero della salute ha pubblicato un decalogo per divertirsi in sicurezza: Continua a leggere: Il carnevale: come divertirsi in sicurezza…