Lo zaino per la scuola primaria

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Microba che come al solito precorre i tempi, ha insistito perché le comprassi lo zaino per la scuola. Un giorno la sua madrina le ha detto , così per parlare, che aveva comprato lo zaino di suo figlio nella cartoleria in montagna. E microba cosa ha fatto? Ha memorizzato l’informazione e la prima volta che siamo saliti ha menzionato la cosa sostenendo che anche lei dovesse comprarlo lì.
Ovviamente subito.
E mentre entravamo nel negozio pensavo a quanto sono diversi i miei figli.
Microba un’entusiasta con le idee chiare, sa quello che vuole, persevera nelle sue idee e una volta scelto è fiera della sua decisione; supernano è cauto, riflessivo; quando ai tempi si trattò di comprare il suo, di zaino, rimandava sempre, non sapeva che modello scegliere. Andammo in un grande negozio con una vastissima scelta di articoli e non so per quanto tempo rimanemmo dentro; alla fine scelse, era contento, ma non lo dava a vedere neppure sotto tortura. Inutile dire che microba è uscita dopo 5 minuti tanto contenta che tutto il paese sapeva che sarebbe andata in I elementare…

Ma com’è lo zaino di microba e come dovrebbe essere uno zaino?
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Il dolore al collo o “cervicale”

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Tra gli “n” motivi per cui sono stata lontana dal blog (che non sto ad elencare, vi annoierei a morte, ma che riguardano tutte le mamme alle prese con l’inizio della routine scolastica e la nuova-sifaperdire-organizzazione famigliare), ci si è messo pure un attacco di cervicoalgia, dorsalgia e chi più ne ha più ne metta. Morale ho passato quasi una settimana distrutta ma veramente distrutta, ero dolorante, spossata, apatica e non ho fatto altro che trascinarmi per giorni. Figuriamoci se potevo concentrarmi su qualcosa che non fosse l’indispensabile lavoro-figli. Mi ha salvato la ragazza del centro estetico sotto casa: un suo massaggio decontratturante mi ha reso nuova.

L’abuso del passeggino limita l’autonomia dei bambini

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Qualche giorno fa tornando dal parco la mia piccola peste microba ha cominciato a prendere in giro una sua amichetta coetanea perché era stata posizionata dalla mamma nel passeggino. Ad essere sincera io in quel momento ho invidiato il mezzo a 4 ruote e ho capito benissimo la mamma in questione: fra zaino del figlio maggiore, monopattini, pallone e una treenne che corre ovunque il passeggino ha solo funzione di carrello. Io al contrario ero carica più di un mulo e la mia schiena a sera gridava vendetta. Nonostante questo sia la quotidianità, al compimento dei tre anni, lo scorso anno, ho archiviato il capitolo passeggino. Ne ho fatto una questione di principio, un passo verso l’autonomia di mia figlia, indipendentemente dai miei problemi logistici, un modo per insegnarle a camminare per lunghi tratti, per prestare attenzione alle strade, ai semafori. Scusate se mi permetto ma aborrisco da quei genitori che ancora a 4-5 anni mettono i bambini nel passeggino, magari con il ciuccio in bocca. Continua a leggere: L’abuso del passeggino limita l’autonomia dei bambini…

La schiena dei bambini, decalogo per proteggerla

schiena bambiniQuando comprai lo zaino per la scuola elementare a Supernano cercai di coniugare i suoi gusti con la praticità. Comprammo un trolley del suo personaggio preferito pensando che tirare lo zainetto fosse meglio che metterlo sulle spalle. Mi sbagliavo. Quando il mio terremoto esce correndo il trolley è di impiccio, quando vuole la merenda e oltre alla merenda in contemporanea il succo o ha in mano felpa, giubbino o cappello ci sono solo due soluzioni: o dare tutto alla sottoscritta che tipo attaccapanni si carica di ogni cosa o quando l’attaccapanni è già precedentemente carico, mettersi lo zaino sulle spalle. E qui “casca l’asino”. Gli zaini trolley sono pesanti già vuoti. Pesantissimi con i superaccessoriati astucci e quadernino. Il venerdì con gli altri quaderni pagherebbe la sovratassa in aeroporto.

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I bambini e lo Sport, il Ministero ai genitori: Fate muovere i vostri figli

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Accennavo ieri alla ripresa delle attività sportive parallelamente all’inizio della scuola e casualmente mi è capitato di leggere la mini guida online realizzata dal Ministero della Salute e dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, per aiutare i genitori a contrastare la sedentarietà dei propri figli.

Il titolo vale più di mille parole: “Diamoci una mossa”.

Leggere dell’allarme lanciato dal Ministero della Salute appunto sull’obesità e la sedentarietà dei bambini italiani, mi fa un po’ effetto. I miei figli sono tutt’altro che obesi e in quanto a sport devo mettere un freno alle loro richieste: 3 sport alla settimana per Supernano mi sembrano un buon numero, in quanto a microba è già iscritta a nuoto ma ha già fatto sapere che vuole fare danza. Il dramma sarà se alla lezione di prova non viene confermata: il corso parte dai 4 anni e per quanto lei intellettivamente sembri più grande ha la motricità di una bimba di 3. Detto questo è evidente che noi non abbiamo bisogno di sollecitazioni ministeriali. Ma non tutti i bambini sono uguali.

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