Allergie nei bambini: un aiuto viene dai probiotici

prurito

A casa di mammamedico fortunatamente non si sono mai manifestati casi eclatanti di allergia. Microba è stata a lungo tormentata dalla dermatite atopica ma non ho ritenuto opportuno farle fare dei test allergologici sia perché la dermatite atopica nella maggior parte dei casi ha poi una sua risoluzione spontanea, sia perché nel caso di microba, non ha associato altri sintomi (rinite, congiuntivite, etc). Ma come ho avuto già modo di dire, negli ultimi anni soprattutto nelle società con elevato livello d’industrializzazione, si è verificata una progressiva crescita dell’insorgenza di patologie autoimmuni e di patologie su base allergica.
Le cause di questo incremento, paradossalmente, vanno in parte ricercate nel netto miglioramento delle nostre condizioni di vita, con elevati standard igienici, la possibilità di ridurre il numero di infezioni e di combatterle con i farmaci.  Tutti questi fattori hanno indebolito la risposta immunitaria del nostro organismo alterandone certamente la capacità di reazione.

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La toxoplasmosi: cos’è, cosa succede in gravidanza

gatto

La toxoplasmosi é un’infezione dovuta ad un parassita: il Toxoplasma Gondii, protozoo che si trasmette  attraverso il contatto con cani, pappagallini e gatti, ed ingerendo carni crude o frutta e verdure contaminate
Il tempo tra l’esposizione al parassita responsabile dell’infezione e lo sviluppo della patologia è mediamente compreso fra una settimana e un mese dopo il contagio.
I gatti sono considerati il serbatoio primitivo del Toxoplasma gondii perchè nel loro intestino avviene il ciclo riproduttivo del Toxoplasma.  Si infettano cibandosi delle carni di roditori, uccelli e piccoli animali. Le oocisti di Toxoplasma vengono emesse con le feci del gatto e possono essere ingerite con carne, verdure e frutta contaminate  da un altro animale o dall’uomo, i quali rappresentano quindi ospiti intermedi del toxoplasma.

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La prevenzione delle allergie inizia già in gravidanza

asma

Proprio nei giorni in cui è stato pubblicato il nuovo decreto per cui alcuni (molti) esami (tra cui i test allergologici) non possono essere più mutuabili se i pazienti non hanno determinate caratteristiche o patologie,  viene pubblicata la notizia che negli ultimi 20 anni la percentuale di bimbi allergici, in Italia, è più che triplicata.
Ci si ammala di più, pretendiamo, giustamente, un’ ottima sanità, poi non riusciamo a prenotare in tempi ragionevoli o ad avere la prestazione per motivi burocratici.
E qui si ferma la mia polemica…
Tornando alla notizia, un bambino italiano su 4 in età prescolare soffre di allergie, ben il 25%. Erano il 7% nel 1995. Non ho ricordi di bambini allergici quando andavo a scuola io.
Le  forme più diffuse sono la rinite allergica, che interessa un bambino su 4, seguita dall’asma (circa il 10%) e dalle allergie alimentari che colpiscono il 3% nei primi 2 anni di età. L’impennata maggiore di casi si è avuta però nella dermatite atopica, che in meno di un decennio è aumentata del 6%e oggi interessa oltre un milione di bimbi.
Le cause: l’inquinamento ambientale e gli eccessi di igiene.
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Quando il bambino si ammala troppo spesso

xd

È un argomento “trito e ritrito”, ma praticamente sempre attuale ogni anno. Non sono pochi infatti i bambini che nel periodo invernale presentano numerosi episodi di infezioni respiratorie talora anche a distanza molto ravvicinata.  Il bambino sta sempre male e la febbre si può presentare anche ogni 2 o 3 settimane e con essa il raffreddore e la tosse. Questa situazione si verifica più facilmente nei bambini che frequentano l’ Asilo Nido o la Scuola dell’Infanzia, mentre diventa via via meno frequente nei bambini più grandi che hanno ormai sviluppato un elevato numero di anticorpi utile a proteggerli contro numerosi germi. La maggior parte delle infezioni respiratorie del bambino piccolo è dovuta ai virus e contro questi, è ormai noto, non vi sono terapie efficaci. L’unica soluzione è aspettare che passino da sole. Banale? Forse. Ma comunque un bel problema e per i genitori che lavorano e che non possono contare sull’aiuto dei nonni nella gestione del piccolo costretto a casa.

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In 50 anni raddoppiato il tasso di miopia tra i bambini

occhiali

All’asilo dei miei bambini (comunale, a Milano) i bimbi mezzani venivano sottoposti a visita oculistica all’interno della struttura in un giorno di lezione. Previo consenso dei genitori che, ovviamente in genere acconsentivano. Nonostante fosse una visita basic era comunque una forma di screening. Quest’anno il servizio non è più previsto. La spending review continua a colpire e pertanto  è stato smantellato l’ambulatorio oculistico pediatrico di riferimento per la nostra zona. Addio visita di screening.
E pensare che  negli ultimi 50 anni il tasso di miopia tra i bambini è raddoppiato.
Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Ulster University, in Irlanda del Nord, la causa di questo disturbo visivo sarebbe la carenza di luce solare.

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