Esercizio fisico in gravidanza può ridurre del 20% il parto cesareo

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Quando aspettavo supernano ero stata molto costante nell’andare in piscina 2 volte alla settimana. Era ovvio, a parte andare a lavorare non avevo altro (si fa per dire, ma alla luce degli impegni odierni, è nulla) da fare. Lo facevo principalmente per rimanere in forma. Con microba sono stata molto meno brava e andava bene se riuscivo ad andare una volta alla settimana. Però sono andata in bicicletta fin quasi alla fine. Pazza? Forse. Ma questa è un’altra storia…

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“Nessuna correlazione tra vaccinazioni e autismo”

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Sono sempre stata favorevole ai vaccini, ho scritto diverse volte che sono l’unica arma di prevenzione nei confronti di malattie mortali, che sono una tutela per il singolo ma anche per la comunità perchè debellare malattie serie e potenzialmente letali soprattutto per le fasce di popolazione più debole è un dovere etico per tutti. La stessa malattia infatti può non dare complicanze su individui sani ma avere un esito letale su pazienti immunocompromessi, su bambini, su donne in gravidanza. E ora finalmente si sfata il falso mito della correlazione fra vaccini e autismo. 

A tal proposito riporto  il testo del nostro Ministro della Salute:
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I pediatri…

pediatra

Ero molto arrabbiata per un evento che dopo vi racconto e che mi ha fatto riflettere, ma preferisco iniziare con una notizia positiva: tutti i pediatri coinvolti nell’inchiesta sul latte in polvere (di cui avevo parlato qui) sono stati scagionati e sono tornati al lavoro.
In genere quando qualche medico è inquisito “il mostro” è sbattuto in prima pagina e nessun mass media ne ha pietà; ma quando, per fortuna la maggior parte delle volte, ne viene dimostrata l’innocenza nella migliore delle ipotesi viene dedicato un trafiletto in ultima pagina.
Questa cosa mi ha da sempre fatto arrabbiare perché dietro tanti camici bianchi c’è dedizione, impegno, passione, amore verso una professione difficile, dove lo sbaglio è dietro l’angolo ma soprattutto dove subire una denuncia sembra essere più facile che andare al supermercato.
Denuncia spesso impropria.
Detto questo è mio compito, così come avevo descritto un fatto che se fosse stato vero era veramente da biasimare, tornare sui miei passi e raccontarne la non sussistenza.
Perché ho iniziato scrivendo che sono arrabbiata, o direi meglio amareggiata?
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Epatite A in gravidanza

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Le epatiti virali in gravidanza sono un problema molto frequente con numerose implicazioni nell’ambito della medicina materno-fetale. In gravidanza è pertanto di estrema importanza venire a sapere  di un eventuale contatto con i virus delle epatiti A, B e C perché questi virus sono trasmissibili al feto in vari modi:  la barriera placentare, il canale del parto e l’allattamento (solo nel caso di epatite B e C).
Il virus dell’epatite A (HAV) appartiene alla famiglia dei Piconaviridae, è diffuso ovunque e il contagio avviene quasi sempre per via oro-fecale tramite alimenti o acqua contaminata, molluschi o mitili contaminati ma anche con siringhe infette, tatuaggi, piercing, contatti sessuali.

L’osteoporosi si previene fin da bambini

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Quando pensiamo all’osteoporosi la consideriamo una patologia dell’età avanzata, qualcosa che riguarda le nostre mamme, la consideriamo lontana da noi,una cosa che non ci tocca,  figuriamoci se la colleghiamo ai nostri figli. In realtà l’osteoporosi è si un problema associato quasi esclusivamente all’invecchiamento, ma la prevenzione inizia già in giovane età.
Ce lo ricordano e spiegano i pediatri dell’American Academy of Pediatrics con delle regole da seguire sin dalla più tenera età.
Innanzitutto alimentazione e attività fisica sono le armi principali a disposizione dei genitori per proteggere la salute delle ossa dei loro figli. Infatti un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta. Secondo i pediatri statunitensi i fabbisogni quotidiani di calcio non devono essere soddisfatti con l’assunzione di integratori e supplementi, ma aumentando il consumo di alimenti ricchi di questo elemento. Durante i primi 12 mesi di vita la fonte principale dovrebbe essere il latte materno – o, in caso di necessità, quello artificiale –dall’anno d’età il calcio può essere assunto attraverso il latte vaccino e i suoi derivati. Contemporanemante è importante prestare attenzione ai livelli di vitamina D, necessaria per l’assorbimento del calcio e la sua omeostasi nell’organismo (ovvero mantenere la concentrazione di calcio costante).
Anche l’attività fisica gioca un ruolo rilevante nella prevenzione dell’osteoporosi e gli esercizi migliori sarebbero quelli che permettono alle ossa di sopportare un po’ di peso, come la corsa, il ballo e le camminate.
In definitiva corrette abitudini alimentari e corretta attività sportiva permettono una buona salute delle ossa fin da piccoli.