Laringospasmo nei bambini: cos’è? come affrontarlo?

tosse

Il laringospasmo è un’improvvisa  difficoltà respiratoria con tosse abbaiante convulsa.  È una contrazione muscolare incontrollata ed involontaria (spasmo) delle corde vocali, di breve durata (da pochi minuti a qualche ora), che però blocca la possibilità di respirare inducendo panico e paura di soffocare.
La causa certa non è ancora del tutto nota, non essendo infatti necessariamente dovuta (come la laringite) ad una localizzazione in laringe di un virus, ma si tratta di una reazione irritativa in soggetti definiti “ipersensibili” in seguito a infezioni e/o allergie.
E’ più frequente nel bambino piccolo (dai 6 mesi ai 3 anni), ma talvolta si manifesta anche nel bambino più grande e nell’adolescente.
L’esordio è quasi sempre improvviso con tosse abbaiante, voce rauca e stridore inspiratorio e avviene solitamente nelle prime ore della notte causando il risveglio del bambino.  Il bambino è in una situazione di completo benessere quando va a dormire per poi svegliarsi improvvisamente con una tosse molto intensa e difficoltà a respirare e a parlare. Spesso migliora spontaneamente o in seguito alla somministrazione di farmaci ma può ripresentarsi anche per 2-3 sere consecutive.
Cosa fare in caso di episodio di laringospasmo?

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Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

febbre

Per la prima volta dopo anni mi sono ammalata in maniera seria e proprio nei giorni di Natale. Ciò ha comportato che io stessi completamente a letto 3 giorni (tanto per gradire, vigilia, Natale e Santo Stefano, con tanto di parentado a casa), senza avere la forza di muovere neppure un dito del piede. La febbre non mi ha abbandonato neppure nei 2-3 giorni successivi, pertanto dovendo lavorare e poi salvare le ferie, ho deciso di prendermi un antibiotico. Risultato: il giorno dopo sfebbrata. Ovviamente non so se è stato il decorso normale di una virosi o una sovrainfezione batterica debellata. E non so neppure come mi sarei comportata se fosse capitato ai miei figli, a parte il fatto che i bambini possono rallentare i ritmi e “riposarsi”.  Continua a leggere: Febbre: perchè aspettare 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?…

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Troppi esami radiologi ai bambini

radiogr

Ne ho già parlato diverse volte (qui e qui) anche perché è uno dei miei “chiodi fissi”, ovvero la prescrizione eccessiva e inutile di radiografie. Da sempre non capisco, e so di ripetermi, il motivo della corsa in pronto soccorso immediatamente dopo un banale trauma e tanto più il soggetto è giovane, tanto meno capisco. Un bimbo che cade in bicicletta ovviamente proverà dolore, avrà qualche “sbucciatura” o “ammaccatura” ( e perdonatemi i termini poco scientifici, che rendono l’idea), se viene accompagnato in pronto soccorso nella maggior parte dei casi uscirà con la sua bella lastrina. Perché? Perché è più facile spedire in radiologia che discutere con i genitori. Io ci ho provato diverse volte, la definisco educazione sanitaria. Mi ascoltano, concordano con la pericolosità dei raggi ma alla fine spesso pronunciano la famosa frase “almeno sappiamo”. Stesso discorso per quelle fratture per cui prognosi e terapia non cambiano. Tipo i colpi costali ricevuti dai ragazzi giocando a calcetto. Anche nel caso di un’infrazione di una costa il trattamento è uguale a quello di una contusione. Anche in quel caso almeno sanno…
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Bambini al Pronto Soccorso: le regole per un accesso corretto

ambulanza

Ho già scritto in passato degli accessi in pronto soccorso di nostri bimbi. Lavorando anche in un pronto soccorso con accesso pediatrico sono chiaramente di parte e talora ho un pò il dente avvelenato perché  ho spesso dovuto visitare bambini che oltre a non avere motivo per ricevere una visita medica con urgenza non avevano proprio motivo per essere sottoposti ad una visita.
Ogni anno circa 5 milioni di bambini vengono visitati nei Pronto soccorso italiani. Solo nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, ovvero casi di reale emergenza e urgenza, mentre i codici verdi (le urgenze considerate minori al triage) sono invece il 60-70% degli accessi. Solo la metà di questi  può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere gravi complicanze o evoluzioni della malattia mentre la restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l’assistenza a chi ne ha veramente bisogno.
Il Pronto Soccorso non è  un ambulatorio pediatrico e non sostituisce il Pediatra di base; non è nemmeno un ambulatorio poli-specialistico dove effettuare visite richieste con urgenza e da prenotare al CUP o il luogo dove approfondire situazioni non urgenti o croniche.
In pronto soccorso non si deve neppure accedere per la compilazione di ricette, certificati o prestazioni ambulatoriali.
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