I pediatri…

pediatra

Ero molto arrabbiata per un evento che dopo vi racconto e che mi ha fatto riflettere, ma preferisco iniziare con una notizia positiva: tutti i pediatri coinvolti nell’inchiesta sul latte in polvere (di cui avevo parlato qui) sono stati scagionati e sono tornati al lavoro.
In genere quando qualche medico è inquisito “il mostro” è sbattuto in prima pagina e nessun mass media ne ha pietà; ma quando, per fortuna la maggior parte delle volte, ne viene dimostrata l’innocenza nella migliore delle ipotesi viene dedicato un trafiletto in ultima pagina.
Questa cosa mi ha da sempre fatto arrabbiare perché dietro tanti camici bianchi c’è dedizione, impegno, passione, amore verso una professione difficile, dove lo sbaglio è dietro l’angolo ma soprattutto dove subire una denuncia sembra essere più facile che andare al supermercato.
Denuncia spesso impropria.
Detto questo è mio compito, così come avevo descritto un fatto che se fosse stato vero era veramente da biasimare, tornare sui miei passi e raccontarne la non sussistenza.
Perché ho iniziato scrivendo che sono arrabbiata, o direi meglio amareggiata?
Continua a leggere: I pediatri……

Tosse notturna: efficacia di nettare di agave e placebo

tosse

Una delle situazioni più fastidiose per genitori e bambini è la tosse, soprattutto notturna, una delle cause principali che portano a una visita pediatrica. Secondo recenti studi la tosse notturna disturba il sonno dell’88% dei bambini e del 72% dei genitori  ed è pertanto impellente  il desiderio di trovare un rimedio efficace per un sintomo tanto fastidioso quanto comune. Il problema è che molti farmaci da banco non possono essere utilizzati in età pediatrica a causa dei possibili effetti collaterali e della mancanza di efficacia provata.
Ma anche rimedi non farmacologici come il miele, spesso usato nel latte per calmare la tosse-il sempre valido rimedio della nonna- non può essere utilizzato nei bambini di età inferiore all’anno per il  rischio di botulismo infantile (causa la possibile presenza di spore di Clostridium botulinum). Anche per questa ragione è stato avviato uno studio, poi pubblicato su JAMA Pediatrics, da parte dei ricercatori del Penn State College of Medicine di Hershey in Pennsylvania in cui è stato utilizzato il nettare di agave, che ha proprietà simili al miele ma non è associato a botulismo. Gli studiosi hanno suddiviso in 3 gruppi, 119 bambini, di età compresa tra 2 e 47 mesi.
Continua a leggere: Tosse notturna: efficacia di nettare di agave e placebo…

Morsicatura di cane: cosa fare?

cane

Il morso di un cane provoca una dolorosa lesione della cute  che può essere più o meno ampia e  più o meno profonda ma che va comunque trattata nel modo corretto per evitare eventuali conseguenze, anche serie. Le ferite da morso di cane infatti possono facilmente infettarsi a causa dei batteri, presenti nella bocca e sui denti dell’animale, che vengono trasferiti per contatto sulla cute dell’uomo.  Il primo dubbio da risolvere è  pertanto se può essere sufficiente una disinfezione casalinga oppure se è comunque meglio  rivolgersi al  pronto soccorso.
In ogni caso la prima cosa da fare quando si viene morsi da un cane è il lavaggio prolungato della ferita con acqua del rubinetto (o soluzione fisiologica se disponibile), in modo da eliminare il più possibile eventuali residui e batteri presenti nella ferita e successivamente disinfettare  con acqua ossigenata.
Spesso una ferita da morso va incontro ad infezione proprio perché queste prime operazioni di pulizia non vengono effettuate in modo corretto. Se la morsicatura é avvenuta attraverso gli indumenti del bambino, la  carica infettante dei denti dell’animale è ridotta.
L’accesso al  pronto soccorso è fondamentale nel caso di ferite estese o di morsi da parte di animali non vaccinati o selvatici.
Continua a leggere: Morsicatura di cane: cosa fare?…

Il trauma cranico nel bambino

trauma

Tratto oggi di un “evergreen”, ovvero del trauma cranico nel bambino,  perchè, a parte riprendere i soliti, ma non scontati consigli, vorrei raccontare un’esperienza di così detta vita vissuta.
Qualche giorno fa un amichetto di microba all’inizio della sua avventura con la bici senza rotelle, ha fatto il primo volo. Caso ha voluto che io mi fossi allontanata dal parco giusto i 5 minuti dell’evento e quando, dopo una telefonata allarmata, arrivai di corsa, mi trovai di fronte ad una scena che da medico ma  soprattutto da mamma mi urtò parecchio. Era stata chiamata l’ambulanza (e fin qui nulla da dire, le ferite del capo, anche le più banali, sanguinano parecchio e il sangue fa sempre molta paura), trovai un ambulanziere che stava medicando il piccolo (che per fortuna stava benone), e dava alla madre informazioni alquanto scorrette su quello che sarebbe accaduto dopo, su chi avrebbe visitato il bambino, su che esami avrebbe fatto.
Ecco questo è il primo punto che vale per questo episodio ma per tutte le chiamate delle ambulanze: nessuno  può dire quale sarà il comportamento che terrà il medico del pronto soccorso,  per non spaventare ulteriormente gli interessati,  perchè quello che si valuta in una strada è ben diverso da quanto si evince da una visita in ambiente ospedaliero ma soprattutto perchè è solo un medico che può decidere degli esami e delle visite da effettuare.
Tornando al “nostro” trauma cranico, è fondamentale precisare che

Cosa fare se si “picchia la testa?” la maggior parte delle cadute dei bambini non ha risvolti negativi, poiché le ossa della testa sono robuste ed elastiche: si limitano a lesioni del cuoio capelluto, che essendo una zona ricca di vasi può sanguinare molto o a  bernoccoli e lividi.
Continua a leggere: Il trauma cranico nel bambino…

Trauma cranico nel PS pediatrico

caduta

Di trauma cranico ho già parlato. È un problema quasi quotidiano per i nostri piccoli e meno piccoli. Microba, benché ormai grandina, nell’ultimo mese è caduta sbattendo la testa almeno 2 volte. Il primo volo dalle scalette dello scivolo circa 15 giorni fa, l’ultimo ieri dal monopattino procurandosi un bel “bernoccolo” sulla fronte. Cosa ho fatto? Ho applicato l’arnica, che ammetto di aver scoperto tardi ma che ormai è mia fedele amica. Non sempre sono così tranquilla. La scorsa estate quando dopo un bel volo sul pavimento in cotto bagnato mi ha detto che aveva sonno e sarebbe andata a letto, beh… qualche sudore freddo l’ho avuto. Conoscendo la furbizia di mia figlia l’ho tentata con una caramella che ha risolto trauma e sonno.
Ma quando il trauma è di maggior entità o si tratta di bambini molto piccoli come ci si deve comportare? E quando il piccolo viene portato in pronto soccorso che comportamento deve tenere il medico?
Nel corso del X Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) sono state presentate le Raccomandazioni per l’approccio in Pronto Soccorso al bambino con trauma cranico.
Il trauma cranico è  una patologia che rappresenta una crescente causa di accesso al Pronto Soccorso; nei cosiddetti Paesi sviluppati i traumi sono la prima causa di mortalità in età evolutiva e il trauma cranico è quello più comune: l’incidenza annuale stimata è pari a 1.850 bambini su 100.000 per la fascia di età 0-4 anni mentre è di 1.100 su 100.000 fra 5-9 anni e 10-14 anni.
Il documento nasce con l’intento di sostenere il medico di Pronto Soccorso nel percorso assistenziale del bambino con trauma cranico ed è il frutto di un’attenta analisi dei dati presenti nella letteratura scientifica e dell’opinione di esperti della materia.
Nel 90% dei casi i bambini arrivano in Ps con un trauma cranico minore e l’esigenza principale è quella di bilanciare i rischi che sfuggano lesioni clinicamente significative, con i costi e i danni da radiazione legati all’ esecuzione impropria della TC cerebrale – ancora oggi il gold standard per la diagnosi. Negli ultimi anni infatti è aumentata notevolmente la disponibilità di eseguire questo esame e i tempi di esecuzione sono sempre più brevi, questo però ha portato anche ad un aumento dell’uso improprio dell’indagine.
Continua a leggere: Trauma cranico nel PS pediatrico…