Freddo e pelle dei bambini: come comportarsi?

neve

Microba ha la pelle molto delicata, da sempre. E non parlo solo di dermatite atopica, la mia croce, ma anche di tutte quelle forme di “irritazione” aspecifiche che periodicamente la colpiscono soprattutto al viso.
La pelle è la barriera di protezione del corpo: deve proteggerlo da eventuali aggressioni esterne fra cui il freddo; deve inoltre impedire che l’acqua che lo compone evapori verso l’ esterno, cosa che può accadere quando l’umidità dell’ambiente è più bassa.

Anche nei bambini la pelle ha questo ruolo importante ma, nei più piccini, soprattutto quelli di età inferiore ai due anni, lo svolgimento della funzione barriera è reso più difficile a causa di una sorta di immaturità cutanea che caratterizza questa fascia di età. In pratica la pelle dei bimbi piccoli è immatura, più sottile e quindi è una barriera meno efficace, più facile da aggredire.  Questo spiega perché quando arriva il freddo  la loro pelle si secca e si arrossa con facilità, soprattutto nelle zone scoperte, dove manca la protezione degli indumenti.
La pelle secca si irrita con facilità , quindi possono associarsi i segni dell’infiammazione, quali il rossore e il prurito, follicoliti e persino eczemi, traducendosi in dermatite irritativa.
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La difterite: cos’è? come si cura? come si previene?

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Microba ha finalmente fatto il richiamo del vaccino esavalente consigliato fra i 5 e i 6 anni d’età. Fra le vaccinazioni vi è anche quella della difterite la cui copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza;  si è infatti verificato un primo caso di nodulo difterico, spia di un contatto con il batterio che fortunatamente non si è  evoluto nella malattia, perché il microrganismo è stato contrastato dal sistema immunitario del soggetto infettato. Si teme però che a causa del calo delle vaccinazioni in Italia, si possa verificare il ritorno di una malattia considerata quasi scomparsa grazie alle vaccinazioni, ora purtroppo in calo.
Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime vaccinali significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo.
Se oggi è possibile avanzare dubbi sull’opportunità di una campagna vaccinale è perché probabilmente si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falciavano letteralmente intere generazioni.

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Bambini in vacanza: cosa mettere in valigia

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Vacanze, spostamenti e … tempo di valigie. Premesso che sono negata nel senso che porterei la casa, ma d’altronde come si fa a lasciare nell’armadio quel vestitino che…solo al mare, quella collana tanto estiva che in città non metteresti mai? Anche se in realtà da quando sono mamma la mia concentrazione è tutta sui bambini e nel fare le liste per loro sono bravissima.
Le esigenze,  ovviamente variano con l’età e si riducono nel tempo, vediamo cosa serve nelle varie fasce d’età, ricordandoci che sono vacanze e che qualcosa di non fondamentale lo si può anche comprare.
Ecco un elenco per età:
0-6 mesi:

  • carrozzina + zanzariera proteggi navicella e/o ovetto-passeggino a seconda delle abitudini e relativa borsa con l’occorrente per il cambio all’esterno
  • occorrente per il cambio: pannolini, salviettine umidificate, pomata antiarrossamento, detergente per il lavaggio, asciugamano
  • occorrente per il bagnetto: detergente delicato corpo-capelli, asciugamano morbido, vaschetta (in commercio ci sono quelle pieghevoli o gonfiabili che non occupano spazio), olio o crema da usare una volta asciugati
  • tutine corte e lunghe per la notte e pagliaccetti per il giorno (in proporzione ai giorni della vacanza)
  • body solo se si prevede un soggiorno in luoghi freschi
  • calzini
  • magliette maniche lunghe per le giornate meno calde o ventose
  • felpe
  • ciucci, carrilon e sonagli vari
  • occorrente per il mare: crema solare ad altissima protezione e specifica per i bebè, canottino gonfiabile da posizionare sotto l’ombrellone o a casa sul terrazzo o in giardino, costumino o pannolini contenitivi utili soprattutto per la piscina; cappellino, asciugamano o accappatoio in spugna (io consiglio il modello tipo poncho)
  • occorrente per l’allattamento per i bimbi che assumono latte artificiale 

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Trattamenti di bellezza in gravidanza

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Durante la gravidanza la futura mamma spesso ha dubbi ed ansie su molte cose della vita quotidiana. E l’ansia riguarda talora anche l’ argomento “bellezza”. Cosa può fare o non fare una donna in attesa? Avevo già postato qualcosa in passato, oggi facciamo una carrellata generale.
Tra i trattamenti di bellezza a cui è difficile rinunciare vi sono le sedute dal parrucchiere. I capelli possono essere trattati normalmente perché shampoo e piega non comportano pericoli. Dopo i primi tre mesi ci si può sottoporre alla tinta;  esistono, infatti, prodotti specifici che oltre ad essere privi di ammoniaca, sono particolarmente indicati perché non contengono sostanze tossiche; sarebbe però opportuno avvisare il parrucchiere e far si che eviti di applicare il prodotto direttamente sul cuoio capelluto, poiché attraverso la cute (anche se in piccola parte) potrebbe entrare nella circolazione materna e raggiungere il feto; utile inoltre che l’ambiente sia ben areato. Infatti la vera preoccupazione è quella di respirare i fumi di ammoniaca che potrebbero essere dannosi per il bambino. Via libera invece a colpi di sole o meches perché il colorante è racchiuso in un foglio di alluminio e la colorazione non tocca il cuoio capelluto, e a  tinture vegetali come l’henné che non comporta pericoli per il bambino perché è composto da sostanze naturali.
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Bambini e vacanze: w la libertà

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Come ogni anno lotto con i denti per risicare giorni di ferie nel mese di luglio. 3 mesi di gestione post scuola sono un’eternità, ¼ di un anno e una spesa per chi non ha nonni che si spupazzano i pargoli. Fatti due conti mi conviene stare a casa il più possibile che pagare i centri estivi. E in questa settimana nella casa del lago i miei figli vivono allo stato brado. Non hanno regole e sono in giro dalla mattina alla sera. Ovviamente strafelici. Ho fatto mio il consiglio dei pediatri dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: “”Lasciateli liberi”: di muoversi e di giocare, di divertirsi come vogliono oppure di annoiarsi. Altro che le vacanze dei miei tempi: stesso posto, stesse persone (quelle che adesso hanno bambini con cui giocano i miei di figli), ma regole ferree. Continua a leggere: Bambini e vacanze: w la libertà…