Freddo e pelle dei bambini: come comportarsi?

neve

Microba ha la pelle molto delicata, da sempre. E non parlo solo di dermatite atopica, la mia croce, ma anche di tutte quelle forme di “irritazione” aspecifiche che periodicamente la colpiscono soprattutto al viso.
La pelle è la barriera di protezione del corpo: deve proteggerlo da eventuali aggressioni esterne fra cui il freddo; deve inoltre impedire che l’acqua che lo compone evapori verso l’ esterno, cosa che può accadere quando l’umidità dell’ambiente è più bassa.

Anche nei bambini la pelle ha questo ruolo importante ma, nei più piccini, soprattutto quelli di età inferiore ai due anni, lo svolgimento della funzione barriera è reso più difficile a causa di una sorta di immaturità cutanea che caratterizza questa fascia di età. In pratica la pelle dei bimbi piccoli è immatura, più sottile e quindi è una barriera meno efficace, più facile da aggredire.  Questo spiega perché quando arriva il freddo  la loro pelle si secca e si arrossa con facilità, soprattutto nelle zone scoperte, dove manca la protezione degli indumenti.
La pelle secca si irrita con facilità , quindi possono associarsi i segni dell’infiammazione, quali il rossore e il prurito, follicoliti e persino eczemi, traducendosi in dermatite irritativa.
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La tigna: cos’è? come si manifesta? Come si cura?

tigna

La tinea (o tigna o epidermofizia) è un’infezione micotica causata dai funghi dermatofiti (Trichophyton, Microsporum ed Epidermophyton) che attaccano lo strato superficiale della cute, l’epidermide. La trasmissione avviene per contatto diretto, ovvero tramite persone o animali infetti (in genere cani o gatti) o per contatto indiretto tramite peli, squame cutanee, pettini, spazzole, schienali delle poltrone di luoghi pubblici, cappelli, biancheria da letto, asciugamani, tappeti negli alberghi, indumenti intimi, pavimenti degli spogliatoi, basi delle docce nelle piscine (in generale i funghi che causano la tigna prosperano in zone calde e umide).  
Nel primo caso le lesioni sono per lo più uniche o di numero limitato e localizzate alle parti scoperte del corpo (viso, avambraccia, gambe); nel secondo le lesioni invece sono generalmente multiple ed interessano quasi sempre le zone coperte dagli indumenti.
A seconda della sede in cui si manifesta, si distinguono quattro diversi tipi di tigna:
– tinea corporis: quando le macchie si presentano sul corpo
– tinea capitis: quando l’infezione colpisce il cuoio capelluto
– tinea cruris: quando interessa l’inguine
– tinea pedis: quando il fungo colpisce il piede

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La rinite allergica

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Primavera periodo di gite all’aria aperta e corse al parco, ma non tutti i bambini possono godere dei benefici della natura. Per i bimbi affetti da rinite allergica stare fuori può essere una sofferenza. Ma di cosa stiamo parlando?
La rinite allergica è un’infiammazione periodica o cronica del naso, dovuta ad una reazione allergica a sostanze presenti nell’aria.
Questa reazione si scatena quando una sostanza dell’ambiente esterno, normalmente innocua, viene a contatto con la mucosa nasale di un bambino che si è sensibilizzato nei confronti di quella sostanza.
Negli ultimi anni si è verificato un aumento sia di allergie che di soggetti allergici e gli studi condotti sui possibili legami tra i fattori ambientali e le malattie allergiche hanno evidenziato diversi fattori favorenti: i cambiamenti di stile di vita, l’aumentata esposizione agli allergeni, l’inquinamento, gli irritanti atmosferici (fumo, gas, etc.), modificazioni della dieta, lo stress e la diminuzione delle infezioni.
I pollini (graminacee, parietaria, composite etc) sono i principali allergeni, responsabile del raffreddore intermittente-stagionale, cioè primaverile.
Le spore di alcuni funghi, come l’alternaria, provocano anch’esse una rinite stagionale (soprattutto a luglio-agosto).
Anche il pelo di animali domestici, come il gatto, può provocare rinite allergica mentre gli acari della polvere di casa possono indurre raffreddore durante tutto l’arco dell’anno, ma soprattutto in primavera-autunno quando si riproducono. Tipica allergia ai dermatofagoidi è la rinite che si manifesta con una serie di starnuti al risveglio del bambino.
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Zanzare & co

zanzara

Di punture di zanzara ho già parlato ma forse è bene “rinfrescare” un po’ le idee.  Penso infatti a tutti quei genitori che continuano a portare i bimbi in pronto soccorso perché punti dal fastidioso insetto. È pur vero che alcuni vengono letteralmente “divorati”e che la reazione alla puntura è individuale, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione solo ed esclusivamente fastidiosa, nulla di pericoloso.
A pungere sono soltanto le femmine, dal tramonto in poi, mentre le  zanzare tigre, quelle piccole nere con le strisce bianche sul dorso pungono tutto il giorno in modo molto aggressivo. La puntura di zanzara può essere particolarmente irritante perché provoca il rilascio di istamina e soprattutto nel caso di bambini molto reattivi può comparire un grosso ponfo rosso e molto pruriginoso; non si tratta di una reazione allergica ma è dovuta all’ipersensibilità della pelle che è ancora delicata.
Diverso il caso di una sovrainfezione batterica su una puntura dovuta alla lesione da grattamento; questa può portare all’impetigine, una delle più comuni infezioni cutanee dei bambini.
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