Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio

Herpes Zoster Fuoco sant'AntonioQuesto post più che trattare un argomento di interesse comune nei bambini riguarda una patologia che colpisce principalmente…i nonni. Nell’ultimo mese e mezzo c’è stato un alto numero di bambini affetti da varicella e conseguentemente sono aumentati gli accessi di persone anziane in Pronto Soccorso con Herpes Zoster, il così detto Fuoco di Sant’Antonio. E pochi sapevano della correlazione fra le 2 patologie: il fuoco di Sant’Antonio è una riattivazione dello stesso virus che provoca la varicella. Spesso infatti sono i nonni ad occuparsi dei nipotini a casa malati oppure a frequentare asili e scuole dove il virus della varicella spopola. In pratica, chi contrae il virus la prima volta si ammala di varicella mantenendo nel tempo una risposta immunitaria che impedisce che la varicella venga ripetuta una seconda volta, ma, al tempo stesso, non riesce a debellare completamente il virus, che «va in letargo» nei gangli nervosi del midollo. Non è chiaro cosa determini la riattivazione del virus: malattie, traumi, stress, temporaneo calo delle difese immunitarie etc…ma quando questo accade, soprattutto nelle persone di una certa età, nell’area di pelle corrispondente a quel ganglio nervoso, si manifesta un’eruzione cutanea piuttosto fastidiosa.

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La Scabbia: sintomi, diagnosi e trattamento

La scabbia

La scabbia è una malattia parassitaria cutanea causata da un acaro il Sarcoptes Scabie della famiglia degli Artropodi.

Sintomi
È caratterizzata da un’eruzione papulare, eritematosa e da un cunicolo che corrisponde al percorso scavato dall’acaro femmina attraverso lo strato corneo dell’epidermide. Il sintomo principale è il prurito,che compare 2 settimane dopo il contagio e precede le lesioni cutanee. Inizialmente è localizzato, poi generalizzato e presente soprattutto di notte; ne conseguono frequenti lesioni da grattamento che appaiono  escoriate talora con croste da sovrainfezione batterica.

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La pitiriasi, sintomi e terapia

pitiriasi rosacea di gilbertQualche anno fa una mattina al risveglio mi trovai improvvisamente il corpo cosparso di “chiazze pruriginose”. A parte l’iniziale perplessità stavo benone e non diedi importanza alla cosa se non nei momenti di attacco di prurito. Nonostante sia vero anche per i medici il detto del ciabattino che va scalzo, ho chiesto lumi a vari colleghi ottenendo le più svariate risposte. Poi ebbi un’illuminazione, così presi il vecchio manuale di dermatologia e trovai la conferma dei miei dubbi: era verosimilmente pitiriasiPerché ne parlo oggi? Perché proprio questa mattina ho ricevuto una telefonata allarmatissima da parte di un’amica con gli stessi sintomi.

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La Sudamina o Miliaria Cristallina: bolle di sudore sulla pelle del bambino

La Sudamina o Miliaria Cristallina

Qualche tempo fa durante la consueta telefonata di metà mattina alla baby sitter di microba, questa mi ha comunicato che sul collo della bambina c’erano delle macchie rosse. Ho subito pensato alle “bolle di sudore” che aveva già avuto nei giorni precedenti, la così detta sudamina. Erano in effetti più grandi, tipo una moneta da un centesimo, ma la sede, sulla nuca, e il fatto che nel pomeriggio fossero scomparse, mi ha fatto pensare che avessi ragione.

Ma cos’è questa “famosa”sudamina?

È un’eruzione cutanea che si manifesta con piccoli ponfi rossi associati talora a piccolissime vesciche sulla pelle del bambino quando si surriscalda. Si può manifestare a tutte le età ma è molto più frequente nei neonati. Le bolle si presentano più facilmente nelle pieghe della pelle e nelle parti del corpo dove i vestiti sono più stretti, inclusi il petto, la pancia, il collo, il cavallo e le natiche. Se il bambino indossa abitualmente il cappellino l’eruzione può talvolta diffondersi anche sulla fronte o sul cuoio capelluto.

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Le punture di medusa

punture di medusa

È finalmente iniziata l’estate e per chi può primo sole corrisponde a mare. Ma non dimentichiamoci che la spiaggia e i fondali marini ospitano animali e microrganismi che possono provocare diversi problemi, in genere lievi, ma in alcuni casi bisogna ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Le lesioni più comuni per la pelle sono provocate dalle meduse.

Le meduse “pungono” grazie a particolari cellule, che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti che penetrano immediatamente nella pelle. La sostanza urticante in realtà è una miscela di tre proteine a capacità paralizzante, urticante e neurotossica. Subito dopo il contatto si avverte una sensazione di dolore bruciante e poi di prurito. La medusa che più frequentemente possiamo incontrare lungo le coste del Mediterraneo è la Pelagia nucticola, di dieci centimetri di diametro, trasparente o violacea, con lunghi filamenti, spesso presente in branchi. Queste sono, per fortuna, poco pericolose e provocano solo reazioni nel punto di contatto. Tuttavia, capitare in un branco di meduse ed essere colpito su larga superficie del corpo può essere pericoloso. Il reale pericolo deriva dal panico che segue appena percepito il dolore urente del contatto con le meduse.

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