Le punture di zanzara

Le punture di zanzara

Le zanzare sono le compagne onnipresenti delle nostre estati e ogni anno un po’ tutti siamo puntualmente “divorati”. Quest’anno, complice quest’ondata di caldo “anomala” secondo me siamo in anticipo.

Conseguenze della puntura di zanzara

Al morso di zanzara si possono avere due tipi di reazioni:

  1. Normoreattiva: prurito che compare entro pochi secondi e permane per circa 30 minuti; comparsa del pomfo; eritema ed edema; regressione dello stesso entro i 30-120 minuti
  2. Iperreattiva: pomfo di maggiori dimensioni che permane e supera a volte le 24 ore; evoluzione in papula che permane anche fino a 10 giorni; successiva formazione di vescicola con secrezione sierosa; riparazione dopo 10 giorni dalla comparsa della papula; possibile ipercromia o ipocromia, ovvero macchie scure o chiare. I soggetti che presentano papule resistenti sono considerati allergici.

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Le punture di zecca

Le punture di zecca

Con l’arrivo della bella stagione (finalmente!!!) ci troviamo di fronte all’inconveniente della puntura di insetti vari. Uno dei più temibili è la zecca. Questa frequentemente si attacca alla pelle di bimbi che frequentano prati in zone rurali. All’inizio non ci si accorge di niente perché la puntura di zecca non è dolorosa né causa prurito. La presenza della zecca viene scoperta successivamente quando l’animaletto succhia il sangue ed aumenta di dimensioni.

Come si prende una zecca?

Le zecche pungono e si attaccano alla pelle per succhiare il nostro sangue di cui si nutrono. Questo può avvenire in ogni stagione dell’anno, ma soprattutto nei periodi più caldi.

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Varicella: sintomi, terapia e prevenzione

varicella nei bambini: sintomi, terapia e prevenzione

Ad ogni cambio di stagione puntuale la solita voce: “c’è in giro la varicella!”. Noi “abbiamo dato” subito. Alla fine del primo anno di nido Supernano infetto da varicella ha contagiato anche Papà Chef che febbricitante e catatonico si aggirava moribondo per casa. Chiaramente la forma di varicella presa da adulti è molto più aggressiva di quella dei bambini, oltre al fatto che i bimbi hanno una ripresa molto più rapida dei grandi. Per tale motivo il problema per un po’ non mi ha più riguardato.

Quest’anno no. Quest’anno c’è microba. È pur vero che non frequenta comunità in senso stretto (asili, ludoteche, ecc.), ma mentre attende il fratello all’asilo è circondata da bimbi molto “affettuosi”…e potenzialmente contagiosi.

Pur sapendo che la varicella è tutto sommato una malattia blanda, ero e sono intenzionata a vaccinarla. Tacciatemi di madre degenere, ma voglio evitare la scocciatura di questa spada di Damocle, soprattutto in quei periodi in cui è facile organizzare qualche week end o qualche viaggio. Ma la mia super amica pediatra ha detto no. Secondo lei già tanti sono i vaccini obbligatori o semi obbligatori e la varicella tutto sommato è una malattia banale. “Se proprio vuoi (detto con quel tono di chi sa che farò di testa mia) aspetta l’anno di età!”. Ok. Incrocio le dita e rimando a dopo l’estate.

Ma cos’è esattamente la varicella? E cosa si può fare per curarla?

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La Dermatite Atopica

Dermatite Atopina in bambini e neonati

La dermatite atopica è una malattia cronica della pelle di neonati e bambini che predispone a:

  • avere pelle secca ed arrossata
  • andare incontro ad infezioni causate da batteri e funghi normalmente presenti sulla pelle
  • essere allergici ad alimenti e allergeni ambientali (acari, cani, gatti, muffe, pollini)

Si manifesta con la comparsa di chiazze rosse che si seccano e sono spesso associate a prurito. Si pensa che questo problema abbia un’origine allergica ma alcuni fattori come freddo, vento, caldo eccessivo possono contribuire a peggiorarla.
Di solito esordisce all’età di 2-6 mesi sulle guance, per poi interessare la pelle dell’interno dei gomiti, dei polsi, e il retro delle ginocchia, spesso, nei bambini che strisciano e poi gattonano, anche gli avambracci e la parte inferiore delle gambe. Occasionalmente possono essere coinvolti anche il collo, le caviglie e i piedi. Nella maggior parte dei casi il viso migliora entro i 2-3 anni di vita. La pelle della zona colpita si presenta arrossata e molto pruriginosa, appare umida e con ferite da grattamento, se grattata, dando origine poi a croste. La pelle nel suo insieme è costantemente secca.

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Congiuntivite e occhi rossi nei neonati e bambini: consigli per prevenire e curare

Congiuntivite e infezioni negli occhi dei bambini

La congiuntivite è uno dei motivi di allontanamento del bambino dalla comunità ed è anche una delle più frequenti “malattie” del bimbo che frequenta asili nido, scuole materne, ma anche piscine e mare perché la congiuntivite non ha stagionalità. Ma cos’è questa famigerata congiuntivite? È una infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste l’interno della palpebra e la parte bianca dell’occhio (la sclera). In inverno può essere causata da microbi esterni (per esempio dovuti al toccarsi gli occhi con le mani sporche) o da virus che contemporaneamente stanno infiammando le prime vie aeree. In primavera, può trattarsi di una allergia a pollini. In estate, di una reazione alla luce solare intensa. Gli occhi rossi sono quasi sempre sintomo di una qualche forma di congiuntivite. La malattia è molto comune, fastidiosa ma raramente pericolosa. Generalmente si manifesta con arrossamento della congiuntiva, gonfiore delle palpebre, sensazione di sabbia nell’occhio, prurito, lacrimazione intensa e intolleranza alla luce. Può avere diverse origini.

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