Pronazione dolorosa

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La “pronazione dolorosa” è un trauma molto frequente nei bambini al di sotto dei cinque anni di età. Si tratta di una sublussazione del radio provocata da una improvvisa trazione del braccio del bambino.  In pratica l’avambraccio scivola fuori dalla sua posizione nel gomito a causa di un  improvviso ‘strattone’  nel tentativo di tirare su un bambino afferrandolo per un braccio (tipico il caso del bambino che non vuol salire le scale o che si butta a terra per capriccio o ancor più frequentemente quando sta imparando a camminare e lo si tira per il braccino per evitare che cada).  Raramente  una pronazione dolorosa si verifica quando un bambino cade sul suo stesso braccio.

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Le fratture ossee

fratture ossee

Per frattura ossea si intende la rottura di un osso, generalmente accompagnata da lesioni dei tessuti circostanti, la cui gravità dipende da quale osso viene colpito e dal tipo di frattura. Le fratture possono essere esposte (quando la cute e le parti molli che coprono l’osso sono lacerate) o chiuse; scomposte (quando le estremità fratturate dell’osso sono separate o angolate) o composte; nel caso dei bambini si parla di frattura a legno verde in cui l’osso è solo parzialmente flesso e non si ha la  sua rottura completa (come nella rottura incompleta che si verifica quando si tenta di piegare un ramoscello verde).
Le fratture ossee sono generalmente provocate da traumi, incidenti, cadute, contusioni o anche movimenti insoliti. Alcune patologie (come infezioni, tumori ossei benigni, cancro, osteoporosi) possono indebolire parti dello scheletro rendendo più facili le fratture (in questo caso, si parla di fratture patologiche).

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Tosse cronica nei bambini: cosa fare?

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È uno delle richieste più frequenti da parte della mamme: “il mio bambino ha la tosse da 2-3, anche 4 mesi a secondo dei casi, l’ho portato ovunque, gli ho dato di tutto, ma non va via. Cosa devo fare?” E io inizio a tremare. Innanzitutto perché sono si pneumologa, ma mi occupo di adulti e sia le cause di tosse cronica nell’infanzia sia l’approccio diagnostico-terapeutico sono diverse da quelle dell’adulto, in secondo luogo perché un atteggiamento del genere già carico di ansie e aspettative alte carica di “ansie” anche il medico.
E allora vediamo cosa fare in età pediatrica.
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Il dolore al collo o “cervicale”

dolre cervicale

Tra gli “n” motivi per cui sono stata lontana dal blog (che non sto ad elencare, vi annoierei a morte, ma che riguardano tutte le mamme alle prese con l’inizio della routine scolastica e la nuova-sifaperdire-organizzazione famigliare), ci si è messo pure un attacco di cervicoalgia, dorsalgia e chi più ne ha più ne metta. Morale ho passato quasi una settimana distrutta ma veramente distrutta, ero dolorante, spossata, apatica e non ho fatto altro che trascinarmi per giorni. Figuriamoci se potevo concentrarmi su qualcosa che non fosse l’indispensabile lavoro-figli. Mi ha salvato la ragazza del centro estetico sotto casa: un suo massaggio decontratturante mi ha reso nuova.

Trauma cranico nel PS pediatrico

caduta

Di trauma cranico ho già parlato. È un problema quasi quotidiano per i nostri piccoli e meno piccoli. Microba, benché ormai grandina, nell’ultimo mese è caduta sbattendo la testa almeno 2 volte. Il primo volo dalle scalette dello scivolo circa 15 giorni fa, l’ultimo ieri dal monopattino procurandosi un bel “bernoccolo” sulla fronte. Cosa ho fatto? Ho applicato l’arnica, che ammetto di aver scoperto tardi ma che ormai è mia fedele amica. Non sempre sono così tranquilla. La scorsa estate quando dopo un bel volo sul pavimento in cotto bagnato mi ha detto che aveva sonno e sarebbe andata a letto, beh… qualche sudore freddo l’ho avuto. Conoscendo la furbizia di mia figlia l’ho tentata con una caramella che ha risolto trauma e sonno.
Ma quando il trauma è di maggior entità o si tratta di bambini molto piccoli come ci si deve comportare? E quando il piccolo viene portato in pronto soccorso che comportamento deve tenere il medico?
Nel corso del X Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) sono state presentate le Raccomandazioni per l’approccio in Pronto Soccorso al bambino con trauma cranico.
Il trauma cranico è  una patologia che rappresenta una crescente causa di accesso al Pronto Soccorso; nei cosiddetti Paesi sviluppati i traumi sono la prima causa di mortalità in età evolutiva e il trauma cranico è quello più comune: l’incidenza annuale stimata è pari a 1.850 bambini su 100.000 per la fascia di età 0-4 anni mentre è di 1.100 su 100.000 fra 5-9 anni e 10-14 anni.
Il documento nasce con l’intento di sostenere il medico di Pronto Soccorso nel percorso assistenziale del bambino con trauma cranico ed è il frutto di un’attenta analisi dei dati presenti nella letteratura scientifica e dell’opinione di esperti della materia.
Nel 90% dei casi i bambini arrivano in Ps con un trauma cranico minore e l’esigenza principale è quella di bilanciare i rischi che sfuggano lesioni clinicamente significative, con i costi e i danni da radiazione legati all’ esecuzione impropria della TC cerebrale – ancora oggi il gold standard per la diagnosi. Negli ultimi anni infatti è aumentata notevolmente la disponibilità di eseguire questo esame e i tempi di esecuzione sono sempre più brevi, questo però ha portato anche ad un aumento dell’uso improprio dell’indagine.
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