L’influenza “estiva”

febbre

Nella classe di microba a fine giugno c’è stata un “epidemia” strana: febbrone della durata di un paio di giorni preceduto da stanchezza che talora si trascinava anche nei giorni successivi alla scomparsa della febbre. Microba è stata esentata ma un episodio simile le era capitato l’ultimo anno di nido: febbre fugace proprio il giorno della pizzata di fine anno. Per sdrammatizzare allora avevo dato la colpa alla troppa emozione per l’evento, adesso, interrogata seriamente di cosa si possa trattare, non ho saputo dare una risposta.
Che invece può essere data dai pediatri del Bambin Gesù: si tratterebbe di influenza estiva. Continua a leggere: L’influenza “estiva”…

Bambini al Pronto Soccorso: le regole per un accesso corretto

ambulanza

Ho già scritto in passato degli accessi in pronto soccorso di nostri bimbi. Lavorando anche in un pronto soccorso con accesso pediatrico sono chiaramente di parte e talora ho un pò il dente avvelenato perché  ho spesso dovuto visitare bambini che oltre a non avere motivo per ricevere una visita medica con urgenza non avevano proprio motivo per essere sottoposti ad una visita.
Ogni anno circa 5 milioni di bambini vengono visitati nei Pronto soccorso italiani. Solo nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, ovvero casi di reale emergenza e urgenza, mentre i codici verdi (le urgenze considerate minori al triage) sono invece il 60-70% degli accessi. Solo la metà di questi  può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere gravi complicanze o evoluzioni della malattia mentre la restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l’assistenza a chi ne ha veramente bisogno.
Il Pronto Soccorso non è  un ambulatorio pediatrico e non sostituisce il Pediatra di base; non è nemmeno un ambulatorio poli-specialistico dove effettuare visite richieste con urgenza e da prenotare al CUP o il luogo dove approfondire situazioni non urgenti o croniche.
In pronto soccorso non si deve neppure accedere per la compilazione di ricette, certificati o prestazioni ambulatoriali.
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Farmaci a base di codeina e tosse nei bambini

tosseee

La tosse argomento caldo, anzi caldissimo e dolente di ogni inverno, e non solo, di molti genitori. La tosse, di per sé non pericolosa, preoccupa sempre sia perché talora è l’anticamera di patologie respiratorie più serie, sia perché è molto disturbante, soprattutto di notte.
E allora che fare? Spesso vengono somministrati a bambini, anche molto piccoli, prodotti non proprio adatti. Ne ho già parlato, diverse volte, ma mi sento ancora dire dai genitori che per far riposare i piccoli sono soliti dare qualche goccia di prodotti a base di codeina. Prodotto io che uso poco sugli adulti, figuriamoci per i bambini…
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I pediatri…

pediatra

Ero molto arrabbiata per un evento che dopo vi racconto e che mi ha fatto riflettere, ma preferisco iniziare con una notizia positiva: tutti i pediatri coinvolti nell’inchiesta sul latte in polvere (di cui avevo parlato qui) sono stati scagionati e sono tornati al lavoro.
In genere quando qualche medico è inquisito “il mostro” è sbattuto in prima pagina e nessun mass media ne ha pietà; ma quando, per fortuna la maggior parte delle volte, ne viene dimostrata l’innocenza nella migliore delle ipotesi viene dedicato un trafiletto in ultima pagina.
Questa cosa mi ha da sempre fatto arrabbiare perché dietro tanti camici bianchi c’è dedizione, impegno, passione, amore verso una professione difficile, dove lo sbaglio è dietro l’angolo ma soprattutto dove subire una denuncia sembra essere più facile che andare al supermercato.
Denuncia spesso impropria.
Detto questo è mio compito, così come avevo descritto un fatto che se fosse stato vero era veramente da biasimare, tornare sui miei passi e raccontarne la non sussistenza.
Perché ho iniziato scrivendo che sono arrabbiata, o direi meglio amareggiata?
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Raffreddore e mal di gola: come curare i malesseri stagionali più comuni

raffreddore

Nei mesi invernali, ma non solo, è d’obbligo parlare di raffreddamenti e infiammazioni delle alte vie respiratorie.
Queste patologie sono le più “sentite” sia dai genitori per quanto riguarda terapia ed assenze scolastiche, sia dal mondo medico visto che sono una delle cause più frequenti che conducono alla visita dal pediatra.

Ancora l’altro giorno mi è arrivata la telefonata: cosa dare al nipotino con il “raffreddorone”.
Io sono brutale: nulla. Non serve nulla se non un’ottima pulizia del naso.
Nei bambini di età inferiore ai 6 anni vi è una media di 6-8 episodi di infezione delle alte vie respiratorie in un anno, fino a una al mese nel periodo tra settembre e aprile. Spesso questi episodi durano anche oltre 14 giorni e le aspettative dei pazienti, ops, dei genitori, talvolta, sono difficili da gestire per il pediatra. Qual è la conseguenza?

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