Io vaccino. E non credo alle bufale online

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Ho sempre scritto di vaccini nell’ambito della prevenzione, ho detto in diversi post di aver vaccinato i miei figli, ho risposto a domande di mamme e papà sui vari siti online o sulle pagine dei social network, ma non ho mai preso ufficialmente ed espressamente una posizione. Ecco credo sia arrivato il momento di farlo. Perché oggi? Perché siamo passati da un calo dei vaccini sia per le vaccinazioni obbligatorie (anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B), che per alcune di quelle raccomandate,  segnalato dall’Istituto superiore di sanità,  alla corsa e all’ansia di effettuare nel più breve tempo possibile quelli per la meningite, anche agli adulti. Dicesi psicosi. Dicesi contraddizione. Si muore di meningite ma si muore di pertosse. E i recenti fatti di cronaca lo confermano. E il rischio difterite, malattia che si credeva per altro quasi del tutto scomparsa,  dove lo mettiamo? E il morbillo con le sue pericolosissime complicanze?
I vaccini sono fra le scoperte scientifiche più importanti per l’umanità, eppure la loro efficacia e utilità continua a essere messa in dubbio da una parte dell’opinione pubblica.
Le informazioni errate sono raccolte su siti web o opuscoli ‘non attendibili’ che lanciano allarmi su “possibili effetti collaterali”, su ingredienti ‘pericolosi’ o, peggio, su legami con l’insorgenza di questa o quella malattia.

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Morbillo: ancora tanti i morti nel mondo

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Non perché io sia fissata sulla vaccinazione contro il morbillo (ne ho già parlato altre volte), ma la notizia è parallela a quanto sta accadendo nel mio ospedale.
Come periodicamente accade è arrivata la lettera del medico del lavoro con le indicazioni sugli esami da eseguire prima della visita e fra questi c’è la ricerca degli anticorpi di morbillo, varicella, rosolia e parotite.
Non nego di aver pensato ad uno spreco di soldi: in un periodo in cui i tagli nell’ambito sanitario sono all’ordine del giorno, effettuare degli esami di microbiologia i cui costi ricadono si sulla struttura ma in realtà sulla regione Lombardia e quindi sull’intero sistema, mi pare  assurdo. Tanto più che moltissimi adulti hanno già contratto la malattia da bambini. Continua a leggere: Morbillo: ancora tanti i morti nel mondo…

Arriva il vaccino contro la Meningite di ceppo B

Rosolia-vaccinoQuesto è un articolo che ho scritto oltre 2 anni fa http://www.mammamedico.it/malattie-infettive/meningite-entro-dicembre-il-primo-vaccino/ Un articolo che aveva dato speranza a molti genitori e in risposta al quale mi erano state raccontate storie che ancora adesso mettono i brividi. Ma sono passati appunto 2 anni e fino a qualche giorno fa del vaccino contro la meningite di gruppo B non c’erano state altre notizie. Poi finalmente, appunto qualche giorno fa, mi arriva la mail dal seguente oggetto “Arriva vaccino contro meningite ceppo B; tutto made in Italy, approvato da Aifa”. Leggo ovviamente incuriosita e speranzosa, riporto la notizia sperando che sia la volta buona!

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Rosolia: perchè vaccinarsi è importante

vaccinazione rosoliaLa rosolia è un’infezione praticamente innocua durante l’infanzia (e ne ho già parlato), e molti pensano che sia passata di moda, in realtà ancora oggi in Italia si registrano numerosi casi non solo nei piccoli. La colpa, ancora una volta, è di una scarsa copertura vaccinale. Ma se il decorso è benigno e anzi, talora passa inosservata, perché vaccinarsi? Perché la rosolia è molto pericolosa in gravidanza ed evitarla durante i 9 mesi è fondamentale! Se la mamma contrae la malattia in gravidanza ha il 90% di possibilità di trasmetterla al feto. In tal caso si aumenta il rischio di aborto, di morte intrauterina e di malattie molto importanti soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, ma anche cardiache oppure cecità o sordità. Il pericolo maggiore è ammalarsi nelle prime settimane: entro le 11 settimane la probabilità di contagiare il feto è quasi certa e la probabilità di conseguenze severe è del 50%. Più passa il tempo più i pericoli di danno diminuiscono e il pericolo di trasmissione circa dopo la 20° settimana di gestazione è del 20-25% con un rischio di sviluppare una malattia fetale quasi nullo.

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Come comportarsi prima della gravidanza

GravidanzaQuando si parla di bimbi e gravidanze si pensa sempre al dopo, al momento in cui cioè «la cicogna è già in viaggio». Frasi poetiche a parte, quello che voglio dire è che nella maggior parte dei casi poche sono le informazioni che si hanno per arrivare al concepimento nelle migliori condizioni possibile. Io per esempio il massimo sforzo che ho fatto è stata una visita ginecologica un paio di mesi prima. In realtà secondo l’ASM (Associazione Studio Malformazioni) per avere un bimbo sano la prevenzione è essenziale. Le campagne informative fatte in passato puntavano molto sulla prevenzione delle infezioni, rosolia e toxoplasmosi fra tutte, ma oggi non è sufficiente poiché è cambiato l’identikit della neomamma che arriva alla maternità molto più tardi di prima. È necessario pertanto valutare il minor indice di fertilià e l’aumento di malattie metaboliche e cardiovascolari.

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