Ancora sui vaccini

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Torno dopo un mese di assenza trattando un argomento molto spinoso. Un argomento che pone numerose domande e dubbi. Anche a me che mi sono sempre espressa pro vaccini. Che sono un medico e in teoria dovrei avere le idee un po’ più chiare.
I dubbi non sono chiaramente sui vaccini in sé, o sul loro obbligo, assolutamente necessario da quando si è lasciato troppo libero arbitrio a chi non ha la minima cognizione scientifica ma che si taccia di essere informato.
Si, sul famoso “dott google”…
Non mi convincono le modalità, tutte italiane, di attuazione della legge.
Ma andiamo per gradi. Cosa dice il famoso decreto?
Nelle ‘Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale’ viene introdotta l’obbligatorietà di 12 vaccini per l’accesso alla scuola dal prossimo anno scolastico:
1 – anti-poliomelitica
2 – anti-difterica
3 – anti-tetanica
4 – anti-epatite B
5 – anti-pertosse
6 – anti Haemophilus influenzae tipo B
7 – anti-meningococco B
8 – anti-meningococco C
9 – anti-morbillo
10 – anti-rosolia
11 – anti-parotite
12 – anti-varicella

Tali vaccinazioni potranno essere omesse o spostate solo in casi particolari quali ad esempio l’accertato pericolo per la salute.
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Vaccini e internet: la guerra dell’OMS contro le “fake news” 

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Ogni giorno, la disinformazione sui vaccini continua a proliferare su internet con conseguenze molto pericolose per la salute di tutti. Purtroppo non sono infatti rari i casi di genitori che preferiscono affidarsi alle informazioni online piuttosto che a quelle ben più scientifiche e si spera corrette e precise date un medico “in carne e ossa”.
Per far si che tutti i genitori, i caregivers e gli operatori sanitari possano accedere a appunto ad informazioni accurate e affidabili sui vaccini,  l’Organizzazione mondiale della sanità ha creato una propria rete su internet in grado di contrastare le numerose informazioni squilibrate e ingannevoli che girano sul web quando si cerca la parola “vaccini”.

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Un gatto in famiglia: il rapporto con i bambini

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La famiglia di mammamedico si è allargata. No nessun bebè, il nuovo arrivato è un peloso di nome Oreste. Un gattino di quasi 4 mesi. Un trovatello europeo.
Era da tempo che cercavamo di convincere papàchef, ma quando ha visto la foto di Oreste ha capitolato. Con la raccomandazione che “va bene, ma di lui ve ne occupate voi”. Come sta andando? Oreste è con noi da 4 giorni e cerca sempre lui. Che ricambia. E io rido sotto i baffi…
Oreste è un cucciolo e come tale si comporta. Vuole giocare, saltella in giro per casa, si arrampica sull’albero di Natale ma capisce il “no” e scappa contrariato. Il nome era suo, dato dalla ragazza che lo ha trovato, ci piaceva e non lo abbiamo cambiato. E lui inizia a riconoscersi chiamato così.  Continua a leggere: Un gatto in famiglia: il rapporto con i bambini…

Bambini e vacanze: w la libertà

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Come ogni anno lotto con i denti per risicare giorni di ferie nel mese di luglio. 3 mesi di gestione post scuola sono un’eternità, ¼ di un anno e una spesa per chi non ha nonni che si spupazzano i pargoli. Fatti due conti mi conviene stare a casa il più possibile che pagare i centri estivi. E in questa settimana nella casa del lago i miei figli vivono allo stato brado. Non hanno regole e sono in giro dalla mattina alla sera. Ovviamente strafelici. Ho fatto mio il consiglio dei pediatri dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: “”Lasciateli liberi”: di muoversi e di giocare, di divertirsi come vogliono oppure di annoiarsi. Altro che le vacanze dei miei tempi: stesso posto, stesse persone (quelle che adesso hanno bambini con cui giocano i miei di figli), ma regole ferree. Continua a leggere: Bambini e vacanze: w la libertà…

Bimbi a rischio ansia con genitori perfezionisti e invadenti

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Ora capisco molte cose. Del mio vissuto di bambina prima e di ragazza poi, ansiosa e tendente al perfezionismo. Ho lavorato molto su me stessa negli anni anche perché contemporaneamente sono anche molto concreta e razionale e pur senza aver risolto i miei problemi, sono quasi normale. Quasi eh eh…
Mi sono accorta che molto “di me” deriva dal mio vissuto famigliare e tento di non fare gli stessi errori con i miei figli. Pur consapevole che probabilmente ne farò altri senza accorgermene.
Secondo uno studio condotto dalla National University of Singapore e pubblicato sul Journal of Personalità, i genitori perfezionisti e che tentano di “invadere” il campo dei propri figli, provando a sostituirsi a loro nella soluzione dei problemi, rischiano di portare i bambini ad essere molto critici con se’ stessi e questo iper-criticismo può aprire la strada ad ansia e depressione.
Nel mio caso nessuno si è mai sostituito a me, ma la critica era dietro l’angolo.
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