Infezioni delle vie urinarie nei bambini: come riconoscerle

cistite

Ecco un argomento molto interessante soprattutto per le mamme di figlie femmine: le infezioni delle vie urinarie.
Perché parlo delle femmine? Non per essere sessista o perché il problema non tocchi anche i maschi, ma perché è molto più frequente nelle donne.
Ma mentre una donna adulta in genere sa benissimo riconoscere i sintomi di una cistite (bruciore ad urinare, tendenza a fare “pipì” numerose volte, talora dolore al basso ventre o addirittura sangue nelle urine nei casi un po’ più importanti), diverso è il caso delle bambine. Quando c’è una vera e propria infezione e quando invece è solo bruciore da irritazione?
Da quando microba ha tolto il pannolino e soprattutto da quando va alla scuola materna spesso lamenta dei fastidi “lì”. Talora è irritata, talora meno, talora piange nel fare pipì. Il motivo è presto svelato: la scarsa igiene. Oppure l’uso di carta igienica ruvida. Anche il sedersi appoggiandosi non aiuta, ma non posso certo terrorizzarla quando va in bagno all’asilo….
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Riflessioni…

asilo

Il mio post di oggi si basa su una breve conversazione avuta con la maestra di microba.
Oggi microba ha ripreso la scuola materna. Sono giorni che le ricordo l’evento, le parlo di compagni e insegnanti e lei, ferma, a ripetermi sempre le stesse parole: “non ci vado, lo capisci o no?”.
Credevo fosse solo un atteggiamento, la voglia di proseguire le vacanze, un attacco di mammite. Invece ieri sera è crollata. Continuava a singhiozzare quasi in silenzio nel lettino, trovava ogni scusa per chiamarmi, avrà fatto 10 volte pipì e bevuto altrettanti bicchieri d’acqua. Durante una delle varie “tappe” mi ha confidato:”sono in crisi, io proprio non voglio andare a scuola”. Ha addotto molti motivi, non so quanto validi ma le sue parole hanno messo in  crisi me.
Questa mattina è rimasta sulla sua posizione ma non ha apposto resistenza alle varie tappe di preparazione.
Ho accennato appunto alla sua maestra la mia perplessità: microba, pur essendo attaccatissima a me non mi lesina i “vattene, non ti voglio più” quando si arrabbia o i “vai, vai, che faccio/vado da sola”, per non parlare del “sono grande, io”.
Ma al di là delle espressioni verbali in effetti è grande anche per ragionamenti, comportamenti e spesso le si darebbe un anno in più.
La sua educatrice mi ha bloccato. “Sono bambini grandi”-mi ha detto- “sempre più grandi, sia nel modo di ragionare che di fare e continuano a crescere sempre più in fretta, ma tanto quanto apparentemente crescono tanto invece sono fragili. E la difficoltà sta appunto nel capire la loro fragilità. Spesso vogliono fare cose da grandi, da più grandi proprio per nascondere le loro difficoltà. Il difficile non è capire un atteggiamento, interpretare un disegno, un gioco, quanto cosa ci sia dietro tutto questo”.
E in effetti ha ragione. Ho sempre considerato microba una “tosta”, cocciuta e spesso sono dura con lei. Ma ieri sera era proprio piccola, ancora la mia piccola; sul momento ho pensato solo a consolarla (alle 11 di sera la psicologia infantile era l’ultimo dei miei pensieri), non so se in futuro riuscirò a capirla o a interpretare i suoi comportamenti ma da oggi ho sicuramente un’arma in più.

Per la cronaca quando nel pomeriggio sono andata a prenderla giocava tranquilla, ha esitato a uscire tanto era impegnata, è rientrata in classe diverse volte a salutare le amiche.
Interrogata su come fosse andata la giornata la risposta è stata “male”. Ho riso dentro di me. Microba è tosta e tosta rimarrà.

 

Scuola materna: l’inserimento

scuola materna

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso da numerosissimi genitori: la riapertura di nidi e materne. Le vacanze sono belle ma sono pochi i genitori che hanno le stesse dei loro figli, e allora parte il gioco di incastri: i nonni, il centro estivo, qualche giorno di ferie in più conquistato a fatica da papà e mamma, un’amica disponibile; in tal modo si arriva a settembre più stremati che a giugno.
Chi poi ha figli maggiori alla scuola primaria ha da attendere ancora 10 giorni. E proprio per questo molti figli minori allungano le vacanze. Microba è fra questi. Sono in ferie forzate e chiaramente non ha senso andare via solo con uno dei due. Sto però già facendole il” lavaggio del cervello” sulla ripresa, sul fatto che arriveranno dei bambini nuovi più piccoli e tutto ciò non la entusiasma particolarmente; è inoltre diventata una vera “peperina”, per non dire altro, quindi temo che dia del filo torcere alle maestre.
Mi sembra ieri che ero alle prese con l’inserimento e già un anno è volato.
L’inserimento è uno di quei momenti cruciali nella scolarità. In verità più per le mamme che per i bambini perché spesso loro risentono del nostro stato d’animo e delle nostre ansie.
L’ingresso alla scuola dell’infanzia è un momento particolarmente delicato ed importante nel processo di crescita: dal rapporto esclusivo con la mamma o i famigliari  il bambino viene a trovarsi da solo in un nuovo contesto ambientale e sociale in cui è un individuo autonomo in grado di stabilire relazioni con altri individui estranei, coetanei ed adulti.
Questo momento così delicato può far paura ed è pertanto indispensabile che i genitori siano pronti a rassicurare e sostenere il piccolo senza a loro volta farsi prendere dall’ansia.

A volte ritornano…

estate

Excusatio non petita, accusatio manifesta…
Perché inizio con questa “frasona”?
Per fare ammenda della mia assenza dal blog. Potrei elencare mille motivi, ma alla fine su tutti ha prevalso la pigrizia.
L’ultimo mese è stato una girandola di impegni, di cose da organizzare, da fare, di persone da vedere…
In primis c’è stata  l’organizzazione di 3 mesi e passa di vacanze di supernano. Il lavoro è stato meno fonte di stress rispetto allo scorso anno sia perché ormai sapevo quali fossero le alternative, sia perché supernano è uno che tutto sommato si lamenta poco e ha bisogno di poco: ovvero un pallone.
Il difficile non è pertanto scegliere, quanto incastrare le settimane dei vari centri con qualche giorno di ferie extra, il tutto in tempi brevissimi.
Giugno è sistemato con  il centro estivo organizzato dal comune di Milano che per fortuna, per quanto ci riguarda, è all’interno della stessa scuola primaria; centro estivo che però è iniziato qualche giorno dopo la fine della scuola…
Sono presenti gli stessi compagni di scuola e quindi i gruppi sono omogenei per età; la giornata è ben strutturata con varie attività e uscite per cui i bambini non si annoiano, mentre gli educatori, per quanto giovanissimi, sono ragazzi preparati e attenti.
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Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività

pc

Ho più volte parlato di tecnologia e dei dubbi sulle concessioni da fare ai bambini: telefonino si, telefonino no, quali giochi elettronici e a che età.
In realtà  fin dalla nascita i nostri figli sono a “contatto” con strumenti tecnologici:  contemporaneamente all’alzarsi in piedi imparano ad accendere il televisore, far partire uno stereo, appena più grandicelli ad usare il telefonino di mamma e papà, successivamente il PC. Per loro è normale vedere immediatamente la foto appena scattata, il loro cartone preferito su un tablet al ristorante o la nonna lontana con skype.
Ma questi bambini forse fin troppo esperti di tecnologica sono ancora creativi? Sono in grado di inventare storie, creare con pongo, lavorare la carta?   Continua a leggere: Allarme fra i pediatri in Gran Bretagna: bimbi esperti di tablet perdono creatività…