I semi di chia

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Vivrei di pane, quello buono che difficilmente si trova. Quindi è raro che resista alla tentazione di entrare in una panetteria da dove proviene il profumo di pane appena cotto.
E così tempo fa, attratta proprio dalla fraganza, sono entrata ed ho scoperto il pane di chia. L’occhio infatti si è posato su una bella pagnotta appena sfornata e alla mia domanda su che pane fosse la panettiera ha elencato una serie di informazioni sui benefici dei semi di chia, lasciandomi anche un volantino con una serie di informazioni.
Il pane era buonissimo e ovviamente mi sono documentata.
I semi di chia sono molto piccoli,  generalmente di colore grigio-nero e rappresentano le sementi della Salvia Hispanica, una pianta floreale estremamente comune nelle zone del centro e del sud America, in particolare in Messico e Guatemala, dove hanno costituito il cibo di base di antiche popolazioni come Atzechi e Maya. L’introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole della Spagna, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe.
Sono croccanti, il loro sapore è neutro, e comunque gradevole. Una eccezionale caratteristica di questi semi è il fatto che si conservano anche per anni senza deteriorarsi né nel sapore, né nell’odore, né nel valore nutritivo. Il tutto grazie a un alto contenuto di antiossidanti, ben superiore a quello degli altri semi. Non è necessaria la conservazione in frigorifero; non contengono glutine, per cui sono adatti ai celiaci.
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