La migliore medicina: un buon sonno

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Dovrei dire “la scoperta dell’acqua calda” oppure facendo una battuta: “capisco perché i vecchietti sono sempre acciaccati, dormono pochissimo”.
Si dorme per riposare e per rendere accettabile la qualità della vita e se non riposiamo in maniera adeguata andiamo incontro a mille problemi. A casa nostra dovremmo essere sempre sani: siamo dei gran dormiglioni. Nottambuli da un lato perché i ragazzi, fin da piccolissimi andavano a letto tardi e anche adesso mai prima delle 10-10.30 di sera, ma quando al mattino non abbiamo impegni tiriamo a letto anche fino alle 11. Ovviamente non c’è quasi mai stata traccia del pisolino pomeridiano. Men che meno quello di metà mattina da neonati. Quando mi tocca il turno di notte, se intorno alle 3 non riesco almeno a chiudere gli occhi per 10 minuti, mi rendo conto di diventare “isterica”. Perché la notte in piedi non è assolutamente fisiologica.
E nelle altre famiglie cosa succede? Forse, hanno ritmi più regolari, anche complici diversi lavori dei genitori.
Per  la prima volta in Italia, è stata avviata una indagine conoscitiva su una popolazione di bambine e bambini della classe terza della scuola primaria: 365 ragazzine e 356 ragazzi di otto anni che abitano nella zona di Roma. A tale  indagine hanno contribuito la direzione della Asl Rm4 che ha sede a Civitavecchia, i medici scolastici del quarto distretto dell’azienda sanitaria e Assirem (Associazione Scientifica Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno).

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Il sonnellino pomeridiano dopo i 2 anni d’età

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Sia microba che supernano, gran dormiglioni di notte fino alla tarda mattina quando possibile, a 2 anni non hanno più voluto dormire al pomeriggio. La regola era infranta al nido, ma solo perché andando a letto tardissimo e alzandosi presto crollavano dopo il pranzo.
Al primo anno di materna microba continuava a dire che voleva essere una “grande” per non dormire.
Nella scuola materna dei miei figli le insegnanti dopo il pranzo creano una zona di relax e fanno riposare i bimbi di tutte e tre le età. I piccolini in genere si addormentano, per gli altri si tratta di una breve “sosta” dopo la quale è consentito alzarsi e fare attività tranquille e chiaramente non rumorose. Inutile dire che in genere microba non dormiva lo scorso anno e non dorme quest’anno e quando capita me lo segnala come un evento straordinario.
Non ho mai dato troppa importanza al dormire si o dormire no nel pomeriggio; inutile insistere se non ne hanno voglia, faccio già continue giornaliere battaglie che questa mi sembrava inutile. Ovviamente questo è un mio parere. Continua a leggere: Il sonnellino pomeridiano dopo i 2 anni d’età…

Tosse notturna: efficacia di nettare di agave e placebo

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Una delle situazioni più fastidiose per genitori e bambini è la tosse, soprattutto notturna, una delle cause principali che portano a una visita pediatrica. Secondo recenti studi la tosse notturna disturba il sonno dell’88% dei bambini e del 72% dei genitori  ed è pertanto impellente  il desiderio di trovare un rimedio efficace per un sintomo tanto fastidioso quanto comune. Il problema è che molti farmaci da banco non possono essere utilizzati in età pediatrica a causa dei possibili effetti collaterali e della mancanza di efficacia provata.
Ma anche rimedi non farmacologici come il miele, spesso usato nel latte per calmare la tosse-il sempre valido rimedio della nonna- non può essere utilizzato nei bambini di età inferiore all’anno per il  rischio di botulismo infantile (causa la possibile presenza di spore di Clostridium botulinum). Anche per questa ragione è stato avviato uno studio, poi pubblicato su JAMA Pediatrics, da parte dei ricercatori del Penn State College of Medicine di Hershey in Pennsylvania in cui è stato utilizzato il nettare di agave, che ha proprietà simili al miele ma non è associato a botulismo. Gli studiosi hanno suddiviso in 3 gruppi, 119 bambini, di età compresa tra 2 e 47 mesi.
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Insonnia: è colpa di caffè e cioccolato?

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Da diverso tempo sento conoscenti poco più che coetanei lamentarsi dell’insonnia. Fino a qualche anno fa era legata ai figli piccoli e ai conseguenti loro risvegli notturni: si dormiva poco e male e una volta rimesso a letto l’amato pargolo era ben difficile riprendere il sonno. Ora il problema sembrerebbe essere legato all’età.
Problemi che per fortuna per ora non mi hanno toccato: supernano e microba mi hanno da sempre fatto impazzire per andare a letto, ma una volta appoggiata la testa sul cuscino in pochi nanosecondi crollano per tutta la notte.
Per quanto riguarda me invece ho la capacità di addormentarmi immediatamente ovunque, e questa dote mi è d’aiuto quando in ospedale faccio il turno di notte: sono capace di appisolarmi seduta anche 5 minuti fra una paziente e l’altro o mentre aspetto l’esito degli esami.
I soliti gufi ovviamente insistono: “vedrai fra qualche anno…”.  Continua a leggere: Insonnia: è colpa di caffè e cioccolato?…