Bambini e vacanze: w la libertà

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Come ogni anno lotto con i denti per risicare giorni di ferie nel mese di luglio. 3 mesi di gestione post scuola sono un’eternità, ¼ di un anno e una spesa per chi non ha nonni che si spupazzano i pargoli. Fatti due conti mi conviene stare a casa il più possibile che pagare i centri estivi. E in questa settimana nella casa del lago i miei figli vivono allo stato brado. Non hanno regole e sono in giro dalla mattina alla sera. Ovviamente strafelici. Ho fatto mio il consiglio dei pediatri dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: “”Lasciateli liberi”: di muoversi e di giocare, di divertirsi come vogliono oppure di annoiarsi. Altro che le vacanze dei miei tempi: stesso posto, stesse persone (quelle che adesso hanno bambini con cui giocano i miei di figli), ma regole ferree. Continua a leggere: Bambini e vacanze: w la libertà…

Sfatato il falso mito del tennis: non fa male alla schiena

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Supernano è anche un supersportivo. Vivrebbe di sport. Che pratica con regolarità più volte alla settimana. Fra i vari sport c’è anche il tennis che frequenta dallo scorso anno. Poco più di 8 anni. Microba, da brava “copiona”, si è molto risentita del fatto che fosse troppo piccola per iscriversi. Non gliel’ho detto io, solita mamma cattiva, bensì l’istruttore. “devi aspettare di diventare più grande”. Non l’ha comunque digerita…
Ci hanno sempre inculcato l’idea che il tennis non sia uno sport completo, troppo individualista, che sviluppa un arto maggiormente rispetto all’altro, che fa male alla schiena etc etc…

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Vacanze…

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Qual è l’argomento più gettonato in questi giorni su blog, fb, twitter a carattere “mammesco”? Di cosa parlano le mamme nella vita reale, al parco, in palestra al lavoro? Ma della fine della scuola. Ovviamente. E ne parlano fino allo sfinimento.
E nei giorni scorsi polemiche su polemiche sulla proposta di tenere aperte le scuole anche nel periodo estivo. Ho commentato qualche post, scritto qualcosa su fb, ma voglio dire anche io la mia in “via” più ufficiale. E prendo spunto da un post di mammeneldeserto che scrive: “Insomma, basta con questa routine che ci costringe a vivere ogni giorno uguale al giorno precedente. E’ tempo di rompere le righe….”
Mi è piaciuto molto e la cito.
È  vero, non ce la facciamo più noi, figuriamoci i nostri figli. Bambini che se va bene dai tre anni, spesso anche molto prima fanno la vita e gli orari degli adulti. Piccolini che con qualsiasi tempo da settembre a giugno si alzano all’alba subiscono i “muoviti” “sbrigati” “è tardi”, spesso senza far colazione  se non, biberon in mano, seduti sotto la cerata del passeggino perché si sa, al mattino fa freschino. Anche a giugno. Anche con 25 gradi.
Grandini che si trascinano sul monopattino anche con la neve, che chi ha inventato quello a 3 ruote deve aver fatto una fortuna. Ragazzini delle elementari con zaini più grandi di loro. Dove spesso però invece di libri e quaderni ci sono giochi e figurine. Perché “al prescuola cosa faccio?” e “se all’intervallo la maestra non ci porta in cortile mi annoio…”  Continua a leggere: Vacanze……

Assenze…

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Sono sparita. Oltre un mese è volato presa dal solito e non. Dovrei scrivere “è successo a febbraio e marzo” ma non sono abituata. Io mi butto nelle cose, mi arrabbio per incastri e contrattempi ma poi risolvo e archivio. Anche nella mia mente. E faccio la stessa cosa con le spese. Passo ore a fare conti a risparmiare e valutare se posso permettermi determinate cose, ma una volta usciti i soldi non chiedetemi quanto mi è costata una determinata cosa perché ho già rimosso.
Non sto quindi a tediarvi con le ansie perché ho rischiato che non mi rinnovassero il  contratto in Pronto Soccorso, perché per fortuna all’ultimo momento tutto si è risolto e per un altro anno sono a posto;  stiamo facendo dei lavori in casa nati sotto una cattiva stella con moltissimi contrattempi, ma ad un certo punto la stella ha ripreso a brillare. Ora mi aspettano le odiose pulizie “di Pasqua”.
Rimandate a dopo Pasqua però.
Il papà di un’amica seriamente malato. Ma per questo purtroppo nulla di buono si prospetta all’orizzonte.

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Il piede piatto

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Il piede piatto è l’assenza dell’arco plantare, cioè dell’incavo che la pianta del piede dell’adulto presenta sul lato interno. In pratica, il piede poggia a terra con tutta la pianta.
Spesso la caviglia sembra cedere verso l’interno e il calcagno appare deviato lateralmente: nel bambino piccolo è una condizione molto frequente, sia perchè l’arco plantare è pieno di grasso sottocutaneo, sia perché i legamenti e la muscolatura del piede sono poco efficienti.
Il piede piatto essenziale si divide in:
– piede piatto lasso essenziale dell’infanzia:  tra il terzo e il sesto anno di vita ed è praticamente sempre asintomatico. Si rende evidente solamente sotto carico, mentre in scarico e in punta di piedi la sua morfologia è del tutto normale. Nell’80 % dei casi si normalizza completamente; nel restante 20% evolve nel piede piatto essenziale dell’adolescenza.
– piede piatto essenziale dell’adolescenza: tra il 6° e il 13° anno di vita e non è altro che quel 20% di piedi che non hanno sviluppato l’elica plantare entro questo tempo. Anche questi, seppur tardivamente, sono comunque destinati a normalizzarsi e soltanto una piccola percentuale, compresa tra l’1 e il 5%, tende a restare piatto valgo. In assenza di disturbi, il piede piatto valgo si configura come una semplice variante anatomica o piede piatto funzionale. Solo in presenza di disturbi funzionali o dolori, il piattismo sarà da considerarsi patologico e andrà interpretato come l’espressione morfologica di dismorfie scheletriche. Continua a leggere: Il piede piatto…