Il bello delle piccole cose

fiori

Son le piccole cose belle che fanno bella la nostra vita. Quando accadono all’improvviso un sorriso spunterà. Sono le piccole cose belle che regalano felicità e ti cambiano la giornata se le vivi con semplicità

Questa è una delle canzoni cantate dal coro della scuola primaria di supernano alla festa di fine anno. È dello zecchino d’oro 2008 ed ammetto che ne ignoravo l’esistenza.
L’ho ascoltata con attenzione e non solo perché catturata dall’entusiasmo dei bambini. Era lì in un angolo della mia mente ma prepotentemente uscita in questi giorni. Perché? Perché sono in fase riflessiva. O forse depressiva. È il tempo più autunnale che estivo o lo stress? O entrambi?
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Depressione post-partum: parte il progetto in Lombardia

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Parliamo sempre di bambini, ma mai, o quasi di mamme, dimenticandoci spesso che dietro il benessere dei nostri cuccioli c’è una mamma che a sua volta deve stare bene. Ma non sempre è così. E spesso queste mamme non hanno problemi fisici, forse ben più facili da curare, gestire o riconoscere, bensì problemi psichici, quelli che io definisco i nostri buchi neri.
Qualche giorno fa un’infermiera del nostro ospedale raccontava di aver speso fior fior di soldi, buttandoli al vento,  qualche mese dopo la nascita del suo primogenito, per sentirsi dire che non aveva “elaborato” la morte del padre. Girò nel tempo numerosi specialisti per arrivare a trovare un equilibrio. Ne parlò oggi, a distanza di molti anni, perché allora era un tabù essere infelici con un bimbo piccolo.
In realtà il problema è abbastanza frequente e si stima che di depressione o ansia in gravidanza e nel post-partum ne soffra  circa il 16% della popolazione femminile.
Visto l’impatto che questo disturbo può avere sulla madre, sul bambino e su tutta la famiglia, è un problema che non andrebbe sottovalutato e che richiede un’attenzione sanitaria specifica e accurata.
Per questo è partito da poco in Lombardia un progetto finanziato dalla Regione, e svolto dall’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano con lo scopo di creare un percorso di assistenza e cura per le donne che soffrono di tale patologia.
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A volte ritornano…

estate

Excusatio non petita, accusatio manifesta…
Perché inizio con questa “frasona”?
Per fare ammenda della mia assenza dal blog. Potrei elencare mille motivi, ma alla fine su tutti ha prevalso la pigrizia.
L’ultimo mese è stato una girandola di impegni, di cose da organizzare, da fare, di persone da vedere…
In primis c’è stata  l’organizzazione di 3 mesi e passa di vacanze di supernano. Il lavoro è stato meno fonte di stress rispetto allo scorso anno sia perché ormai sapevo quali fossero le alternative, sia perché supernano è uno che tutto sommato si lamenta poco e ha bisogno di poco: ovvero un pallone.
Il difficile non è pertanto scegliere, quanto incastrare le settimane dei vari centri con qualche giorno di ferie extra, il tutto in tempi brevissimi.
Giugno è sistemato con  il centro estivo organizzato dal comune di Milano che per fortuna, per quanto ci riguarda, è all’interno della stessa scuola primaria; centro estivo che però è iniziato qualche giorno dopo la fine della scuola…
Sono presenti gli stessi compagni di scuola e quindi i gruppi sono omogenei per età; la giornata è ben strutturata con varie attività e uscite per cui i bambini non si annoiano, mentre gli educatori, per quanto giovanissimi, sono ragazzi preparati e attenti.
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Insonnia: è colpa di caffè e cioccolato?

letto

Da diverso tempo sento conoscenti poco più che coetanei lamentarsi dell’insonnia. Fino a qualche anno fa era legata ai figli piccoli e ai conseguenti loro risvegli notturni: si dormiva poco e male e una volta rimesso a letto l’amato pargolo era ben difficile riprendere il sonno. Ora il problema sembrerebbe essere legato all’età.
Problemi che per fortuna per ora non mi hanno toccato: supernano e microba mi hanno da sempre fatto impazzire per andare a letto, ma una volta appoggiata la testa sul cuscino in pochi nanosecondi crollano per tutta la notte.
Per quanto riguarda me invece ho la capacità di addormentarmi immediatamente ovunque, e questa dote mi è d’aiuto quando in ospedale faccio il turno di notte: sono capace di appisolarmi seduta anche 5 minuti fra una paziente e l’altro o mentre aspetto l’esito degli esami.
I soliti gufi ovviamente insistono: “vedrai fra qualche anno…”.  Continua a leggere: Insonnia: è colpa di caffè e cioccolato?…

Tic e bambini: cosa fare?

tic bambiniIl tic è la continua ripetizione di un movimento senza senso: piccoli movimenti stereotipati che interessano occhi, volto e con minor frequenza spalle, braccia o altre parti del corpo. Una recente ricerca ha appurato che ne soffre quasi il 20% dei bambini in maniera più o meno marcata, soprattutto fra i maschi, ma nella maggior parte dei casi il problema si risolve spontaneamente con il passare del tempo. Probabilmente la causa sono le strutture cerebrali, in particolare la corteccia motoria, ancora non del tutto mature e quindi più soggette alla perdita di controllo di alcuni movimenti. Oltre alla componente neurologica, spiegata dal fatto che il tic sfugge in parte al controllo volontario, esiste però anche una componente psicologica quando è presente un disagio che contribuisce ad abbassare la soglia del controllo del movimento. Alla luce di questo una reazione aggressiva nei confronti del bambino che sviluppa il tic appare oltre che inutile, controproducente aumentando lo stress a cui è sottoposto il bambino.

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