Lo streptococco beta emolitico del gruppo B

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Ho parlato in generale di streptococco, ora entriamo nello specifico di una delle due forme più comuni e severe: lo streptococco beta emolitico del gruppo B.
Lo streptococco b emolitico di gruppo B (o SBEGB), noto come Streptococcus agalactiae, popola abitualmente la normale flora gastrointestinale di molti soggetti, ma talora può diffondere in alcune sedi anatomiche secondarie. Si stima che il batterio si comporti da commensale sia nell’uretra maschile che nella mucosa genitale femminile e la trasmissione avviene mediante rapporto sessuale non protetto. Si stima che il 15% di donne adulte, peraltro sane, ha questo batterio nel basso tratto vaginale e/o nell’intestino
La forma più grave di contagio delle infezioni  da parte dello Streptococcus agalactiae è quella tra madre-neonato in gravidanza: infatti al neonato può essere trasmessa l’infezione proprio al momento del parto. Per fortuna solo 3 bambini su 1.000 nati da donne portatrici sane sviluppano segni di malattia che si verifica quando il batterio riesce ad entrare nel circolo sanguigno del neonato (ossia quando si realizza una sepsi) con conseguenze molto gravi: shock, polmonite o meningite.

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Il tampone vaginale in gravidanza

Il tampone vaginale in gravidanza

Il tampone vaginale, eseguito durante una normale visita ostetrica, è la raccolta, per mezzo di un tampone tipo cotton fioc ma di maggiori dimensioni, della secrezione prodotta dalla vagina.

Per effettuare l’esame è necessario che la donna sia sdraiata su un lettino a gambe divaricate dinanzi ad una fonte di luce adeguata e che il tampone sia ben introdotto nella vagina evitando di toccare le parti esterne.
Viene eseguito fra la 35a e la 37a settimana di gravidanza per individuare la presenza di eventuali germi che possono creare problemi alla mamma o al nascituro, ricercando soprattutto lo streptococco ß-emolitico di gruppo B (GBS). Questo è un microorganismo che non dà sintomi ma che se presente nella vagina o nel retto potrebbe infettare il bambino durante il parto, causando infezioni neonatali potenzialmente anche molto gravi. Se la gravidanza va oltre il termine (40a settimana) e si è fatto l’esame alla 36a settimana, è quindi consigliabile ripetere il tampone.

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