La sindrome di Asperger 

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La sindrome di Asperger consiste in una serie di disturbi dello sviluppo che influenzano le capacità comunicative e di socializzazione dell’individuo affetto, rendendolo privo di interesse verso gli altri, indifferente ai rapporti sociali, al punto da isolarlo dal resto della comunità. La malattia rientra nel quadro delle cosiddette patologie dello spettro autistico e si discute tuttora se debba considerarsi una forma mite di autismo, o se costituisca un disturbo a sé stante. Le cause della sindrome di Asperger sono poco chiare. Sembra che all’origine del disturbo vi sia una mutazione genetica soprattutto a livello del cromosoma 7, ma la ricerca scientifica deve  ancora chiarire diversi dettagli fondamentali.
I bambini affetti da sindrome di Asperger presentano problemi di comunicazione e mancanza di comunicazione non-verbale; incapacità di stabilire dei rapporti sociali, hanno attività e interessi limitati, un tono di voce monotono, si esprimono in modo pedante e interpretano tutto alla lettera ciò che gli viene detto, senza distinguere frasi sarcastiche, ironiche e modi di dire. I loro comportamenti sono singolari, fatti di gesti ripetitivi e stereotipati, spesso inutili, i movimenti goffi e poco coordinati; hanno un quoziente intellettivo normale ma talora iperattività e deficit dell’attenzione.
I sintomi che caratterizzano l’età adulta sono gli stessi dell’età infantile/adolescenza. Ciò che cambia è l’ambiente circostante, che non è più quello scolastico, ma quello lavorativo e delle relazioni di coppia. Spesso, l’isolamento sociale in età adulta si traduce in stati d’animo depressivi e di ansia.
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Il bambino con la febbre

febbre bambiniDi febbre ho già parlato, ma credo che ripetersi non faccia male soprattutto in questo periodo in cui moltissimi bambini sono a letto con l’influenza. Anche microba purtoppo è stata colpita: aveva 39°C. Ma cosa si può fare in caso di febbre così alta?

E’ appropriato l’uso di mezzi fisici per ridurre la temperatura corporea? Seppure in alcuni studi l’uso combinato di antipiretico e spugnature tiepide abbia determinato una più rapida caduta della febbre nei primi 15 minuti rispetto al solo antipiretico e poiché dopo due ore non vi erano significative differenze, non vi è evidenza del vantaggio dal punto di vista clinico. L’impiego di mezzi fisici rimane invece consigliato in caso di ipertermia.

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Le cose belle

cose belle

Sono una affezionata lettrice del blog nonsolomamma, mi piace come è scritto, come elastimamma racconta la vita impegnativa di una donna lavoratrice e mamma di 3 bambini. Spesso mi sono chiesta come faccia. Io che di bambini ne ho solo 2, che ho un lavoro, non part time ma che mi permette di gestire la famiglia, che ho un marito abbastanza intercambiabile con me e comunque presente quando devo lavorare alla notte o nei week end. Ma nonostante tutto in questo periodo sono distrutta e già alla prima ora del mattino, dalle 7 alle 8, mi sembra di essere in piedi ….da sempre. E la causa è microba, il mio piccolo diavoletto travestito da angioletto.

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Tic e bambini: cosa fare?

tic bambiniIl tic è la continua ripetizione di un movimento senza senso: piccoli movimenti stereotipati che interessano occhi, volto e con minor frequenza spalle, braccia o altre parti del corpo. Una recente ricerca ha appurato che ne soffre quasi il 20% dei bambini in maniera più o meno marcata, soprattutto fra i maschi, ma nella maggior parte dei casi il problema si risolve spontaneamente con il passare del tempo. Probabilmente la causa sono le strutture cerebrali, in particolare la corteccia motoria, ancora non del tutto mature e quindi più soggette alla perdita di controllo di alcuni movimenti. Oltre alla componente neurologica, spiegata dal fatto che il tic sfugge in parte al controllo volontario, esiste però anche una componente psicologica quando è presente un disagio che contribuisce ad abbassare la soglia del controllo del movimento. Alla luce di questo una reazione aggressiva nei confronti del bambino che sviluppa il tic appare oltre che inutile, controproducente aumentando lo stress a cui è sottoposto il bambino.

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