Quanto latte in formula deve bere un neonato?

biberon

Nel neonato allattato esclusivamente con latte in formula (quindi senza latte materno) è possibile calcolare la dose di latte per ciascuna poppata in 2 modi differenti, ma egualmente validi e semplici:
1) Si prende il peso del proprio bimbo espresso in grammi (ad esempio se il neonato pesa kg 3,900 si considera la cifra 3900 grammi) e si divide per 10. Al risultato ottenuto si somma il numero fisso 250: si otterrà così la quantità di latte necessaria nell’arco delle 24 ore. Ottenuto questo quantitativo giornaliero si divide per il numero di poppate che si è soliti dare al piccolo e si ottiene la dose di latte approssimativa a poppata.

2) con il secondo modo si prende invece il peso del neonato espresso in kg, lo si moltiplica x 160 e lo si divide per il numero delle poppate.
Se ad esempio il neonato pesa 4 kg lo si moltiplica per 160, il risultato va diviso per il numero delle poppate.     

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Allattamento al seno: la mia esperienza

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Questo post partecipa all’iniziativa  #Ioallatto alla luce del sole 2014 – Come partecipare
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Sono una fan dell’allattamento al seno, ne ho sempre parlato nei miei post, l’ho consigliato alle neo-mamme e talora incoraggiate. Ma…. C’è un ma: non ho mai nascosto le difficoltà, non ho mai sciorinato tipo corona di rosario le gioie, solo le gioie. Ho cercato di dire quello che spesso viene omesso e che diventa poi causa di tanta disperazione o di abbandoni. Perché se lo conosci…non lo eviti.

Supernano nacque un giovedì notte. Era un bel bambino di 3330 kg. Un bel bambino molto affamato. Domenica mattina, alla dimissione senza dirmi nulla in particolare, anzi senza dirmi proprio nulla, mi prescrissero il latte artificiale. E così cominciò il mio calvario. Avevo in mano un pezzo di carta con un prodotto ma non sapevo né perché dovessi darlo a mio figlio né tanto meno il modo e la quantità. E l’essere medico non era certo di aiuto. Sono pneumologa ma soprattutto allora ero solo una mamma confusa. La  mia superamicapediatra (SAP), prontamente contattata, stava facendo la tesi di dottorato proprio sull’ allattamento materno mi disse “ma no, lo scrivono a tutti (????), aspetta la montata lattea e tutto si risolve”. E così fu. Ma supernano dopo i primi giorni di quasi calma continuava a piangere. Le ipotesi si sprecavano: otite? Infezione delle vie urinarie? Coliche? Chiamai ancora una volta SAP  che mi consigliò la cosa più banale: la doppia pesata. Supernano piangeva per la fame. “o lo attacchi al seno ogni volta che piange o gli dai un po’ di latte artificiale”.

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Maternità: allattare e lavorare è possibile

allattamento materno e lavoroQualche giorno fa  leggendo il blog di Mamma Piky , mi è tornato in mente che da tempo avevo in cantiere un post che non avevo mai finito, dal titolo “Maternità: allattare  e lavorare è possibile”.

Ecco è il momento buono per concluderlo…

Una delle domande peggiori che una neo mamma si può sentire rivolgere è “quando torni al lavoro?” e secondariamente “e come farai con il bambino?”. Non che non ci si pensi, ma appunto perché, soprattutto al primo figlio, è una situazione che genera ansia non c’è bisogno di sentirselo ricordare costantemente da amici e conoscenti.

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La mastite e l’ascesso mammario durante l’allattamento

La mastite e l'ascesso mammario

Leggendo manuali e siti internet sull’allattamento, parlando con mamme entusiaste (poche per la verità) si rischia di avere informazioni veramente distorte sulla realtà, realtà che non è fatta solo di vicinanza, contatti , tenerezze, coccole e calore. Esistono anche ragadi, ingorghi e mastiti ma nessuno lo racconta. E poi ci sono altre difficoltà, quelle psicologiche, ma sembra che sia ancora un tabù parlarne: é inutile vergognarsi, ma sentirsi in gabbia, sentirsi solo una “mucca da latte” è normale e non vuol dire essere una cattiva madre.

Io fra mille difficoltà ho allattato tantissimo, anzi, in verità microba la allatto ancora. Siamo contente tutte e due, anche se in molti pensano che dopo 15 mesi dovrei smettere. Ma perché? Dopo aver bevuto come un cammello, aver provato tutti i tipi possibili di integratori e prodotti omeopatici per favorire l’allattamento, ma soprattutto aver superato ragadi e dotti otturati, ancora adesso se passano molte ore sento il seno gonfio e dolente.

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Il Tiralatte – Parte seconda

Tiralatte

Il tiralatte è un dispositivo usato per estrarre meccanicamente il latte dal seno materno. Facile a dirsi, più complicato da farsi!

Sono tante le ragioni per cui si deve ricorrere al tiralatte:

  • problemi di salute della mamma: malattie croniche o debilitanti, malattie infettive, malformazioni o problematiche del capezzolo (ragadi in primis)
  • problemi di salute del neonato con impossibilità ad attaccarlo al seno (ad esempio i prematuri)
  • difficoltà del bimbo ad attaccarsi o un bimbo che non svuota del tutto i seni
  • tutte le circostanze in cui una mamma non può essere presente in qualche circostanza, per esempio per il rientro al lavoro

Io ho cominciato ad usare il tiralatte quando microba aveva 4 giorni di vita e all’inizio è stato un disastro: pochi cc di latte dopo mezz’ora di aspirazione. Ero demoralizzata: come avrei fatto quando avrei ripreso il lavoro da lì a pochi giorni? Avrei certo potuto usare il latte artificiale, ma mi spiaceva alquanto. Già microba ha dovuto sopportare la maternità più veloce: solo 3 settimane a casa, una prima della sua nascita e 2 dopo, se poi avessi dovuto privarla anche solo x una poppata di quel prezioso dono che è il latte materno, beh, come mi sarei sentita?

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