Estate e viaggi con i bebe’

 

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Estate, viaggi, ansia per i genitori con neonati. Perché se da un lato c’è la giusta voglia di vacanze, da un’altra ci si chiede se ci si possa muovere con un bebè, se non sia pericoloso, dove si possa andare.
Ne ho scritto ogni anno e ribadisco il mio pensiero: un bimbo sano può andare tendenzialmente ovunque dove il genitore si senta sereno. I figli seguono le famiglie e si adattano.  Senza paranoie se un giorno mangiano di più o di meno, se il pisolino pomeridiano è nel passeggino o in macchina mentre si fa qualche giretto.  
Ma quando il bimbo non sta bene che fare? Talora  febbri e raffreddori  insidiano le partenze, lasciando nel dubbio se rimandare la partenza.
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Abuso di antibiotici e batteri multiresistenti

antibiotici

Ho parlato diverse volte di antibiotici, in tutte le stagioni;  è un argomento che mi sta molto a cuore. Trovo che ce ne sia un abuso e non solo fra i bambini. Spesso anche l’adulto “butta giù” farmaci su farmaci al primo mal di gola o colpo di tosse perché “tanto se non lo prendo adesso lo devo prendere dopo e peggioro”. E non è vero. Cerchiamo di mettercelo bene in testa: non esistono solo le infezioni batteriche, ci sono i virus, a cui gli antibiotici “fanno un baffo”. E l’assumere antibiotici senza un fondamento comporta dei rischi non solo per il singolo; aumentano infatti i microrganismi multi-resistenti agli antibiotici che possono essere molto pericolosi soprattutto per i neonati. (leggi anche qui)
E la Società Italiana di Neonatologia (SIN) è intervenuta nuovamente sull’argomento in occasione VII Convegno Internazionale sulle infezioni neonatali tenutosi a Pavia nei giorni scorsi. 
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Laringospasmo nei bambini: cos’è? come affrontarlo?

tosse

Il laringospasmo è un’improvvisa  difficoltà respiratoria con tosse abbaiante convulsa.  È una contrazione muscolare incontrollata ed involontaria (spasmo) delle corde vocali, di breve durata (da pochi minuti a qualche ora), che però blocca la possibilità di respirare inducendo panico e paura di soffocare.
La causa certa non è ancora del tutto nota, non essendo infatti necessariamente dovuta (come la laringite) ad una localizzazione in laringe di un virus, ma si tratta di una reazione irritativa in soggetti definiti “ipersensibili” in seguito a infezioni e/o allergie.
E’ più frequente nel bambino piccolo (dai 6 mesi ai 3 anni), ma talvolta si manifesta anche nel bambino più grande e nell’adolescente.
L’esordio è quasi sempre improvviso con tosse abbaiante, voce rauca e stridore inspiratorio e avviene solitamente nelle prime ore della notte causando il risveglio del bambino.  Il bambino è in una situazione di completo benessere quando va a dormire per poi svegliarsi improvvisamente con una tosse molto intensa e difficoltà a respirare e a parlare. Spesso migliora spontaneamente o in seguito alla somministrazione di farmaci ma può ripresentarsi anche per 2-3 sere consecutive.
Cosa fare in caso di episodio di laringospasmo?

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Il primo raffreddore del neonato

bambino

Avere un bimbo nato dopo l’inverno è apparentemente una fortuna.
Le giornate sono belle.
Si come no, quest’anno a Milano l’acqua non è certo mancata.
Si può uscire sempre. Si sotto l’acqua, appunto.
Si rimandano i piccoli malanni ai mesi autunnali/invernali in cui sarà più grandino. Non è sempre così….
Ecco, infatti grazie al  tempo pazzo di questi giorni c’è un proliferare di virus e paravirus che nemmeno a gennaio.
E così è un via vai di nasi che colano, nelle migliori situazioni, di tossi o febbre, nei casi più seri.
Ma cosa si fa nel caso del raffreddore di un lattante? Spesso soprattutto le mamme al primo figlio si fanno letteralmente prendere dal panico. Devono imparare a occuparsi di un bambino irritabile, a volte febbricitante, a stappare il naso, a frazionare i pasti e, soprattutto, a essere pazienti. Il  raffreddore guarisce nel giro di 7-10 giorni, a volte ne servono anche 14!
Ma cosa bisogna fare?
Innanzitutto pretendere la visita del pediatra. Io sono dell’idea che nel caso di un piccolo di pochissimi mesi, soprattutto se ha febbre o tosse, non debba valere la “famosa” regola dei tre giorni. E neppure la terapia detta al telefono. Un neonato va visitato. E non me ne vogliano i pediatri, ma io la penso così. L’alternativa è intasare i pronto soccorso con rischi ben peggiori per la salute del piccolo.
Se invece si tratta solo di un banale raffreddore è sufficiente il lavaggio nasale.
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Quando il bambino si ammala troppo spesso

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È un argomento “trito e ritrito”, ma praticamente sempre attuale ogni anno. Non sono pochi infatti i bambini che nel periodo invernale presentano numerosi episodi di infezioni respiratorie talora anche a distanza molto ravvicinata.  Il bambino sta sempre male e la febbre si può presentare anche ogni 2 o 3 settimane e con essa il raffreddore e la tosse. Questa situazione si verifica più facilmente nei bambini che frequentano l’ Asilo Nido o la Scuola dell’Infanzia, mentre diventa via via meno frequente nei bambini più grandi che hanno ormai sviluppato un elevato numero di anticorpi utile a proteggerli contro numerosi germi. La maggior parte delle infezioni respiratorie del bambino piccolo è dovuta ai virus e contro questi, è ormai noto, non vi sono terapie efficaci. L’unica soluzione è aspettare che passino da sole. Banale? Forse. Ma comunque un bel problema e per i genitori che lavorano e che non possono contare sull’aiuto dei nonni nella gestione del piccolo costretto a casa.

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